CCNL VIGILANZA PRIVATA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE:

CCNL VIGILANZA PRIVATA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE:

All’attenzione dei segretari nazionali di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs Uil e le loro sedi territoriali.

Le scriventi Rsa della vigilanza e servizi fiduciari a nome di tutti i lavoratori iscritti e non iscritti intendono esprimere con la presente il loro dissenso per lo stato dei lavori che vi vedono impegnati ai tavoli delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro del settore, con le associazioni datoriali maggiormente rappresentative, da oltre 30 mesi.

Lo scopo iniziale è stato promettente, con la rimessa in campo dell’unità sindacale, presupposto che ci ha avviati con più forza al confronto con le parti datoriali, con la presentazione di una piattaforma rivendicativa unitaria, che ha di base richiesto un rafforzamento di norme e tutele, per ridurre il continuo susseguirsi del ribasso del costo dei servizi prestati negli appalti, ed una posizione dura nella pratica del dumping contrattuale, per la ripresa di un settore allo sfascio e per ridare una dignitosa risposta ai lavoratori in termini di retribuzione.

Premesso che l’unità sindacale che avrebbe dovuto rivedere e ravvedersi dell’epilogo delle scorse tornate contrattuali e soprattutto per quanto “accadde” per il CCNL siglato 2013/15.

Dopo 6 lunghissimi anni di agonia, superando ogni limite, abbiamo subito una riduzione importante del costo del lavoro, nei termini a voi noti (livelli declaratoria ecc.), nessun recupero di due tornate contrattuali mancate, nessun recupero economico, più l’introduzione del comparto dei servizi fiduciari che ha prodotto un’ulteriore impoverimento della categoria, superando ogni nostra peggiore aspettativa, subissando sotto l’aspetto retributivo, perfino il contratto dei lavori domestici.

Ciò nonostante, a parte l’ottimismo (ironicamente parlando) nelle fasi iniziali del confronto con l’aspettativa poco edificante: “ci andrà grassa se consentiranno un rinnovo con le medesime condizioni attuali”, magari con qualche spicciolo di aumento, con la contropartita di lasciarci i tre giorni di carenza malattia, ci siamo trovanti innanzi all’ennesima beffa, altre richieste delle associazioni datoriali, oltraggiose e mortificanti contro le quali ci stiamo battendo con tutte le nostre forze.

In questa partita però si è registrata la più numerosa partecipazione dei lavoratori del settore, e avete potuto constatare che non abbiamo abdicato la nostra lotta come fatto nel passato, dando il sostegno necessario alle azioni messe in campo dalle segreterie. Ma non è bastato.

Le nostre aspettative, già deluse dalla risposta delle associazioni datoriali dopo il 4 maggio, restano ancora più mortificate dalle posizioni assunte dalle segreterie sindacali confederali, perchè non consente ad oggi di dare seguito alla volontà della base, che univoca chiede di attivarsi e proseguire l’azione di sciopero nei termini consentiti dalla legge, senza attendere altro tempo, perché riteniamo che la forza sta nella perseveranza dell’azione che è stata utilizzata con successo.

Delusi lo siamo anche perché nonostante tutto, lo stallo ce lo abbiamo solo in casa sindacale, le aziende proseguono come meglio credono, sentono di avere spazi sufficienti di manovra per legittimare ogni nefandezza. Si registra in tanti territori il mancato rispetto del contratto ancora vigente, che viene aggirato con accordi in deroga, con l’avvallo di dirigenti sindacali corrotti, quelli che le aziende hanno introdotto all’uopo all’interno delle sigle sindacali più rappresentative, sono sotto il naso di tutti gli accordi di prossimità che hanno trovano vita prospera.

Ma visto l’assenza delle istituzioni e degli organi di vigilanza, le aziende estendono la loro spregiudicatezza anche non rispettando le regole più elementari dettate dal testo unico sulla sicurezza (81/08).

Tra gli esempi più calzanti, i turni di lavoro che diventano sempre più lunghi, i servizi di piantonamento dinanzi le banche senza i GAP ( con lo sfruttamento di personale in apprendistato), il lavoro notturno in assoluta solitudine e con turnazioni che riprendono dopo poche ore di riposo. Formazione inesistente e visite mediche in molti casi non effettuate.

Forse non c’è nulla di quanto detto finora che voi non sappiate, quello che invece vi chiediamo di tenere presente è che noi lavoratori non siamo rassegnati, siamo sempre più decisi a rivendicare la dignità della nostra categoria e soprattutto NON VI ABBIAMO FIRMATO UNA DELEGA IN BIANCO!

Richiediamo con forza che la trattativa venga accelerata, che si prenda atto che è necessaria la mobilitazione con lo sciopero di 48 ore subito e senza perdere altro tempo, organizzando a seguito di questo, le altre azioni di lotta che riterrete opportune.

Ci aspettiamo da parte vostra una risposta chiara e netta perché la vostra posizione non ci è chiara.

Chiediamo che vi adoperiate per essere più presenti sui territori dimenticati, per ristabilire la credibilità, rispetto a delegati e funzionari che si sono arrogati il diritto di vendere la nostra pelle per lucro personale. Che si attivino sui territori percorsi di formazione sindacale, anche attraverso più assemblee, affinché le nostre coscienze sindacali non vengano sollecitate solo da informazioni frammentarie, a volte comunicate anche da improbabili sigle di sindacali, espressione di un esasperazione individuale e collettiva.

Chiediamo alle segreterie di ristabilire la fiducia nei lavoratori, perché crediamo fermamente che se le organizzazioni sindacali confederali dovessero declinare la fiducia saremmo vittime costrette a ben altre umiliazioni.

15/11/2018

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CCNL VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI. I LAVORATORI CHIEDONO UN CONTRATTO DIGNITOSO.

CCNL VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI. I LAVORATORI CHIEDONO UN CONTRATTO DIGNITOSO.

A TUTTI I LAVORATORI:

Cliccando il seguente link —> documento richieste lavoratori-d potete leggere il documento inviato alle OO.SS. che hanno proclamato lo sciopero dell’intero settore il 4 maggio u.s.

Se siete d’accordo sul contenuto potete condividere e sottoscrivere il documento  compilando il modulo di seguito riportato con i dati richiesti, scrivendo nella sezione  “Sottoscrizione del documento“:  Il/la sottoscritto/a, condivide e sottoscrive il documento  datato 17/05/2018 inviato alle OO.SS..

In alternativa potete inviare la sottoscrizione via e-mail al seguente indirizzo: ccnldignitoso@guardiegiurate.eu 

 

A parte il documento sopraindicato è stata inviata anche una missiva alle Associazioni Datoriali. Per leggerla cliccate il seguente collegamento  —> associazioni datoriali .

18 maggio 2018

 

 

PISTOIA: VIGILANTE VINCE CAUSA DI LAVORO. REINTEGRATO DOPO TRE ANNI

PISTOIA: VIGILANTE VINCE CAUSA DI LAVORO. REINTEGRATO DOPO TRE ANNI

PISTOIA – La battaglia legale è stata lunga, ma alla fine l’ha vinta. Una guardia giurata, 49 anni, è stata reintegrata nel posto di lavoro tre anni dopo il licenziamento e ora riceverà tutti gli arretrati dopo aver vinto una causa in tribunale. Il caso riguarda un vigilante in servizio presso Il Globo Vigilanza, società con sede a Pistoia, ed è arrivato in tribunale «grazie alla determinazione del nostro Rsa – spiega il responsabile regionale sicurezza per la Uiltucs, Gennaro Cotugno – e al sindacato di cui facciamo parte che ha assistito il lavoratore per tutti questi anni».

A far scattare il licenziamento del 49enne erano state alcune contestazioni per alcuni suoi presunti atteggiamenti non corretti sul luogo di lavoro, come ad esempio non aver apposto i bigliettini attestanti l’avvenuto servizio di controllo alle porte delle aziende. Contestazioni che, secondo il legale del vigilante, sarebbero state però troppo vaghe e non ben circostanziate. Da qui il ricorso presentato in tribunale che ha portato al risultato per il lavoratore pistoiese licenziato a maggio 2015 e seguito in questa battaglia, passo dopo passo, dall’avvocato Silvia Dal Pino, che con attenzione e professionalità ha curato il ricorso. «Le nostre battaglie – conclude Cotugno – continuano con una spinta in più, in particolare adesso dopo questo eccellente risultato che conferma la necessità e la bontà di questo genere di ricorsi per far valere i propri diritti».

29 marzo 2018 Fonte: https://www.firenzepost.it/2018/03/29/pistoia-vigilante-vince-causa-di-lavoro-reintegrato-dopo-tre-anni/

Vigilanza Privata, il 4 maggio si sciopera

Vigilanza Privata, il 4 maggio si sciopera

Nella giornata del 23 marzo 2018, le organizzazioni sindacali Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e UILTuCS hanno provveduto, nel rispetto delle norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati e delle conseguenti regolamentazioni attuative di settore che ricomprendono le attività facenti parte dei servizi di sicurezza, a proclamare formalmente per il prossimo 4 maggio 2018 lo sciopero generale delle lavoratrici e dei lavoratori a cui viene applicato il CCNL per i Dipendenti da Istituti ed Imprese della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari scaduto oramai dal 31 dicembre 2015.

Lo sciopero generale della categoria, resosi necessario a seguito del negativo esito della procedura di raffreddamento e conciliazione tenutasi lo scorso 19 gennaio, è l’unico ed estremo atto di contrasto alle posizioni delle associazioni datoriali volte a ridurre drasticamente diritti e garanzie attualmente previsti dal CCNL.

L’elenco delle richieste sottoposte ai sindacati dalle controparti datoriali contiene elementi che, se fossero accolti, farebbero retrocedere le condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore di decenni: l’estensione a 45 ore dell’orario normale di lavoro per le GPG impiegate nei servizi di vigilanza fissa, l’abbattimento della durata oraria settimanale minima del part-time, la riduzione del periodo di comporto utile ai fini della conservazione del posto di lavoro, la compressione delle modalità di fruizione dei permessi della legge 104/92 ed il superamento della copertura economica dei primi tre giorni di assenza per malattia, se si affermassero, spoglierebbero lavoratrici e lavoratori di tutele, garanzie e diritti conquistati a prezzo di sacrifici, lotte e mobilitazioni. Sul tema del cambio di appalto, posto con forza dalle organizzazioni sindacali alla luce dei problemi vissuti in questi ultimi anni, la risposta consegnataci antepone una pregiudiziale legale che indebolirebbe ancor di più le tenue tutele esistenti.

Al fine di dare visibilità alla mobilitazione della categoria, le Segreterie nazionali hanno inteso promuovere, nell’ambito della giornata di sciopero del prossimo 4 maggio, una manifestazione nazionale a Roma.

Lavoratrici e lavoratori del settore, sono invitati a dare vita ad una grande giornata di mobilitazione nella Capitale per rimuovere la cortina di silenzio e di disattenzione che caratterizza costantemente ciò che accade ad una categoria quanto mai essenziale per garantire condizioni di sicurezza reale presso contesti ed ambiti operativi contraddistinti da indici di rischio assai elevati.

Lo sciopero si attuerà con l’astensione dal lavoroper l’intero turno di venerdì 4 maggio 2018 delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, ovverosia con la sospensione delle prestazioni lavorative in programma dalle 00:00 alle 24:00 di tale giornata, mentre per le GPG addette – nell’ambito dei servizi aeroportuali – al controllo dei passeggeri in partenza ed in transito, al controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature del bagaglio al seguito dei passeggeri ed al controllo radioscopico o con altri tipi di apparecchiature dei bagagli da stiva, della merce e dei plichi dei corrieri espresso, l’astensione dal lavoro riguarderà esclusivamente le prime 4 ore del primo turno di lavoro della giornata di venerdì 4 maggio 2018.

Seguiranno indicazioni di dettaglio relative agli obiettivi organizzativi di partecipazione.

23 marzo 2018 Fonte: https://uiltucs.it/vigilanza-privata-il-4-maggio-si-sciopera/

Calunnia la guardia giurata: condanna a 3 anni e mezzo

Calunnia la guardia giurata: condanna a 3 anni e mezzo

L PROCESSO
BELLUNO Tre anni e mezzo di condanna per il reato di calunnia. Una stangata per Gabriele Osti, 59 anni, di Belluno, difeso dall’avvocato Giulia Munerin che aveva chiesto l’assoluzione asserendo che il reato dal quale sarebbe poi originata la calunnia non sarebbe mai stato provato. Il giudice, Antonella Coniglio, ha accolto invece l’istanza del pubblico ministero Giuseppe Gulli, condannando Osti.
Il fatto prende le mosse al centro commerciale Città Fiera Martignacco, di Udine, dove Osti sarebbe stato sequestrato da una guardia giurata per il presunto furto di un coltello dal quale parte poi tutta l’indagine. La guardia lo avrebbe trascinato dentro ad uno stanzino trattenendolo fino all’arrivo dei carabinieri.
Quando Osti torna a Belluno presenta una denuncia contro la guardia giurata accusandolo di sequestro di persona. Afferma inoltre di essere stato picchiato.
Partono le indagini della procura di Belluno per accertare la fondatezza delle pesanti accuse. Attraverso le forze dell’ordine di Udine si viene però a scoprire che non ci sarebbe stato alcun sequestro. Il camerino dove l’imputato asseriva di essere stato rinchiuso, risulta controllato dalla telecamere e i filmati, appositamente visionati, non rilevarono nulla di quanto affermato dal denunciante. Viene ovviamente sentita anche la guardia giurata.
La procura torna così alla carica, ma stavolta contro Osti che finisce sotto accusa per calunnia, reato che si consuma contro la pubblica amministrazione, ovvero per aver messo inutilmente in moto le indagini.
Ieri il processo si è aperto e chiuso, con tanto di sentenza. L’imputato si è visto infliggere 3 anni e 6 mesi, oltre all’obbligo di pagare le spese processuali. Una batosta.
Le motivazioni saranno pronte solo tra 30 giorni.
L.M.

16 dicembre 2017 Fonte: https://www.google.it/amp/www.ilgazzettino.it/AMP/calunnia_la_guardia_giurata_condanna_a_3_anni_e_mezzo-3431795.html

Milano, «banda dell’Est» in azione: bloccata durante un colpo in banca

Milano, «banda dell’Est» in azione: bloccata durante un colpo in banca

Stavano cercando di entrare per svaligiare una filiale del Crédit agricole di San Giuliano Milanese ma i carabinieri, con l’aiuto di una guardia giurata, li hanno sorpresi ancora prima che riuscissero a entrare. Così è stato arrestato un gruppo di romeni e ucraini che aveva già forzato una grata a protezione della vetrata della banca. Uno di questi aveva ancora la grata in mano ed è stato bloccato subito. Gli altri quattro hanno cercato di scappare ma sono stati ritracciati e arrestati poco dopo.

13/11/2017 Fonte: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_12/milano-banda-dell-est-azione-bloccata-un-colpo-banca-a96e2e5c-c7cf-11e7-a46a-2daf03b7af20.shtml

Bancarotta, sequestrati a una società di vigilanza privata 7,5 milioni

Bancarotta, sequestrati a una società di vigilanza privata 7,5 milioni

I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla Procura capitolina, hanno eseguito il sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale per reati tributari e di bancarotta fraudolenta commessi nella società romana di vigilanza privata Centralpol S.r.l.. Il provvedimento, per un ammontare complessivo di oltre 7,5 milioni di euro – corrispondenti all’ammontare delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dell’Iva di cui la società ha omesso il versamento per gli anni d’imposta dal 2011 al 2014 – ha riguardato le risorse finanziarie dell’impresa, liquidità, beni immobili e partecipazioni societarie nella disponibilità di 7 persone, coinvolte a vario titolo nella gestione della Centralpol. In concreto sono stati colpiti beni per un valore complessivo di circa 4 milioni.

Schema fraudolento

Tra gli indagati figurano gli amministratori «di fatto» della società, i fratelli Claudio e Gaetano Gelfusa, già in passato coinvolti in analoghe vicende. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno fra l’altro sequestrato per le ipotesi di bancarotta le quote della stessa Centralpol e della società che le è succeduta sul piano imprenditoriale, la Sevitalia Sicurezza S.r.l., in modo da impedire il protrarsi degli illeciti contestati e della spoliazione patrimoniale della prima. «Lo schema fraudolento utilizzato dai fratelli Gelfusa – spiegano le Fiamme gialle – è consistito nel formale affidamento della rappresentanza della Centralpol a terzi compiacenti, nell’accumulo di un ingente debito nei confronti dell’erario (in tal modo condannando l’impresa al fallimento), nella mancata ricostituzione del patrimonio sociale (colpito dalle confische per i precedenti fatti) e nel parallelo scorporo del ramo d’azienda operativo dalla società, divenuta ormai una bad company, in favore della Sevitalia Sicurezza (la good company).

Abbigliamento e arredo

La Sevitalia Sicurezza, sempre riconducibile ai Gelfusa, ha proseguito la conduzione dei servizi appaltati da importanti società ed enti pubblici presenti nella capitale, avvalendosi di oltre 400 lavoratori. Gli investigatori hanno rilevato moltissime «fattispecie di bancarotta fraudolenta». Gli indagati avrebbero «distolto risorse della Centralpol a loro vantaggio, sotto forma di prelevamenti di denaro e di spese personali (tra cui costosi capi di abbigliamento, elementi di arredo ed elettrodomestici)»; avrebbero anche «tenuto la contabilità dell’impresa in modo tale da ostacolare la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari», e «pattuito con la Sevitalia Sicurezza , per l’affitto del ramo d’azienda, un canone di 480 mila euro annui più Iva assolutamente insufficiente a ripianare la milionaria esposizione verso il fisco (se non nell’arco di oltre 18 anni)». Nominata un’amministrazione giudiziaria ad hoc per consentire la prosecuzione dell’attività.

11/11/2017 Fonte: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_11/bancarotta-gdf-roma-sequestra-75-milioni-societa-vigilanza-privata-0569881c-c6bf-11e7-99d7-14600f2d5761.shtml?refresh_ce-cp

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