Il supermercato che non chiude mai

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http://milano.repubblica.it/dettaglio/Ferragosto-guida-per-chi-e-in-citta-ecco-i-supermercati-sempre-aperti/1502005

Spesa tutti i giorni fino alle 23, stasera e nei festivi si anticipa di un´ora

di Teresa Monestiroli e Emilio Randacio

Alle ore 21 di una tranquilla serata di metà agosto, con la città chiusa per ferie e tutte le saracinesche abbassate, qui fai la fila. Un buon quarto d´ora di attesa, finché i dipendenti non si accorgono che la clientela pazientemente incolonnata inizia a sbuffare e, così, decidono di aprire una seconda cassa.
Siamo al supermercato «Giesse» di via Vincenzo Monti. Gli stakanovisti del carrello vengono tutti qui. Orario continuato tutta la settimana, dalle 9 alle 23. È dall´ottobre scorso che va avanti questa sorta di esperimento. E sarà così anche per tutto agosto. La domenica o nei giorni festivi come oggi, si fa uno strappo alla regola e si chiude un´ora prima. Sempre.
Sui quasi duecento supermercati cittadini non c´è un altro esempio come questo. Sul sito della Giesse alla clientela si comunica che un altro negozio effettuerà «un´apertura straordinaria» con gli stessi orari, in via Vespucci, angolo Principessa Clotilde. Come risulta dagli orari comunicati dalle varie marche a Federdistribuzione, c´è anche il «Dì per Dì» di via San Senatore. Tutto l´anno orario continuato dalle 8 alle 23. Ma per agosto si tira un po´ il fiato. Si chiude in pausa pranzo e, alla sera, non si va oltre alle 21. La stesso negozio di via Moscova arriva fino alle 22 durante l´anno ma, per Ferragosto, si chiude alle 15 e 30, mentre Esselunga di viale Piave nel mese delle ferie per antonomasia resta sempre aperto, ma si limita ad arrivare fino alle 21.
All´estero l´esperimento dell´orario continuato è diventa la normalità. A Londra si chiamano «Seven-Eleven», minimarket che alzano la saracinesca all´alba e l´abbassano alle 23, e si trovano in tutti i quartieri. In qualche altro negozio, il più delle volte gestito da stranieri, è possibile comprare primizie anche nel cuore della notte. A New York fare la spesa di notte è la regola. Non a Milano dove già l´apertura fino alle nove di sera fu accolta come una rivoluzione.
In via Monti, in una delle zone più eleganti della città, la clientela ha il volto del professionista ancora abbronzato che ha optato per le vacanze intelligenti a luglio, tenendosene magari uno strascico per settembre, oppure della pensionata che ha dimenticato il caffè per la mattina successiva. L´occhio elettronico della cassa batte due bottigliette di cocktail già pronti per l´uso, i biscotti per la colazione, l´acqua, affettati vari. La mamma con figlia si trascina alla cassa con una pesante anguria. Se ci si imbatte in una dipendente che ha al seguito i ticket restaurant, la coda rallenta paurosamente. Bisogna firmare ogni tagliando: così sentenzia una sorridente cassiera allungando una biro.
All´uscita una guardia giurata con tanto di pistola nella fondina vigila che l´incasso non cada nelle mani sbagliate. Alle 23, la saracinesca si abbassa, le luci si spengono, ma solo per poche ore. Alle 9 si riparte, gli stakanovisti del carrello non si fermano mai.

(15 agosto 2008 )

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