Loggia: guerra alla prostituzione

Loggia: guerra alla prostituzione

 

Sono in arrivo nuovi provvedimenti per contrastare la prostituzione, “una vera e propria piaga per Brescia”. Questa mattina il vicesindaco Fabio Rolfi, ha spiegato alla stampa alcune novità volte a contrastare il fenomeno del sesso a pagamento: “Stiamo studiando una serie di norme che ci daranno la possibilità di utilizzare tutti i mezzi consentiti dalla legge per reprimere il fenomeno. Sono molte le zone della città dove la prostituzione crea disagi ai residenti, senza contare tutto l’indotto che si porta appresso”. Insomma, la parola d’orine della giunta municipale sarà ”tolleranza zero contro prostitute, clienti e sfruttatori”.

La novità principale riguarda una nuova ordinanza allo studio degli organismi tecnici comunali competenti. “Nei prossimi giorni introdurremo un regolamento, esteso a tutto il territorio cittadino, che vieti a chiunque di fermarsi per contrattare pretazioni sessuali a pagamento sulla pubblica via”. La norma è già stata introdotta a Verona a inizio agosto, e la sanzione amministrativa prevista arriva fino a 500 euro.
Nel corso dei controlli estivi svolti sulle strade dai vigili urbani (64 accertamenti in occasione di 27 pattugliamenti notturni), è emerso che in città la maggioranza delle prostitute proviene da nazioni aderenti alla Cee, quindi comunitarie, “e proprio in virtù di questo fatto”, ha continuato Rolfi, “stiamo valutando insieme con la prefettura e con la questura la possibilità di adottare misure di sicurezza per allontanare dal territorio nazionale anche le prostitute con regolare permesso di soggiorno, in quanto socialmente pericolose”.

Nei prossimi giorni, inoltre, l’assessore alla Sicurezza della Loggia incontrerà le associazioni dei benzinai, per studiare nuove forme di controllo nei pressi delle aree di sosta, spesso luogo di ritrovo per incontri a luci rosse: “Vedremo se, presidiando meglio alcuni luoghi anche con l’ausilio di guardie giurate, il traffico del sesso potrà essere disincentivato. Chiaramente è necessario che i vari comuni confinanti con la città si coordinino, per creare una zona omogenea in cui i controlli abbiano reale efficacia”.

Naturalmente la prostituzione non esiste solo sulle strade. Sempre più spesso, anzi, gli incontri “mercenari” si consumano comodamente in abitazioni, adibite a vere e proprie case di appuntamento. “Interverremo anche in queste occasioni”, assicura Rolfi. “Ci sono edifici in alcune zone di Brescia, come in via Fiume, in via Risorgimento o in via Milano, nei quali da anni una serie di appartamenti sono veri e propri bordelli. E’ impossibile che i proprietari degli immobili non ne siano a conoscenza. Vedremo, quindi, se sarà possibile denunciare queste persone per favoreggiamento della prostituzione”.

 20 agosto 2008 Fonte: Quibrescia.it

 http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/7472/1/

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