Milano: assaltato un portavalori

Milano: assaltato un portavalori

Ricco il bottino, rubati 60mila euro

Due rapinatori a volto coperto si sono introdotti in una filiale di Banca Intesa Sanpaolo a Milano. L’intrusione è avvenuta intorno alle 8.40, quando gli uffici erano ancora chiusi al pubblico. I banditi hanno bloccato i dipendenti in attesa dell’arrivo del direttore per l’apertura delle casse, ma quando è sopraggiunto un furgone portavalori l’hanno bloccato, rubando una sacca contenente 60mila euro. Poi sono fuggiti.

I due uomini, di cui uno armato di pistola, erano entrambi con il volto coperto da passamontagna. Entrati nell’agenzia di via Imboanti, hanno spinto i spaventatissimi impiegati dietro al bancone.

Mentre il direttore tardava ad arrivare, è sopraggiunto alla banca il furgone portavalori, bloccato immediatamente dai rapinatori.

26/09/2008

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo428219.shtml

Arrestati in Campania due degli autori rapina a banca Biella

Arrestati in Campania due degli autori rapina a banca Biella

Roma, 26 set. (Apcom) – Sono stati arrestati a Napoli e a Vietri sul Mare, in provincia di Salerno due persone accusate di avere partecipato il 31 agosto scorso alla rapina ai danni di una banca a Vigliano Biellese, portandosi via un bottino di 30 milioni di euro. L’operazione è stata eseguita dalla polizia di Stato di Biella, con il supporto del servizio centrale operativo del dipartimento della Ps e delle squadre mobili di Torino e Napoli.

Agli arrestati è contestata la partecipazione alla rapina, perpetrata la mattina di domenica 31 agosto nel Comune di Vigliano Biellese da malavitosi travisati, due dei quali con uniformi dei Carabinieri, che aveva fruttato un bottino di circa 30 milioni di euro: si tratta della “rapina del secolo”, in ambito europeo, durante la quale sono state sequestrate le guardie giurate e le impiegate presenti in Istituto al momento della rapina, rubate le autovetture, un furgone e le stesse armi delle guardie ed altro.

Viva soddisfazione è stata espressa agli investigatori dal Direttore del Servizio Centrale Operativo, Caldarozzi, e dal Questore di Biella, Poma, che hanno sottolineato come questo primo successo possa preludere all’individuazione e cattura dell’intera banda.

Fonte: notizie.alice.it

http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/09_settembre/26/arrestati_in_campania_due_degli_autori_rapina_a_banca_biella,16213228.html

Discoteche, aumenta la sorveglianza In pista guardie giurate in borghese

Discoteche, aumenta la sorveglianza In pista guardie giurate in borghese

A svolgere il servizio in Maremma sarà l’istituto di vigilanza ‘Grifone’. Le guardie saranno rigorosamente con abiti civili e non armati. Gli agenti saranno quattro per ogni locale e sono stati preparati con alcuni corsi di aggiornamento

Grosseto, 25 settembre 2008 – Più sicurezza nei locali da ballo con la presenza di guardie giurate in borghese durante gli spettacoli. Il progetto ha origini lontane. Addirittura nel 2001 quando il 28 febbraio fu siglato un accordo con il Ministero dell’Interno, per la tutela della salute e della sicurezza nei locali da ballo, cui seguì un mese dopo una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero stesso che invitava “a favorire anche attraverso specifici corsi, l’aggiornamento delle guardie giurate per il mantenimento della sicurezza all’interno e all’esterno dei locali notturni”. Accordo però messo in pratica in pochissime province d’Italia. Dal 2003 a Siena. Da quest’anno l’iniziativa è sbarcata pure in provincia di Grosseto. Ad organizzarla, al momento, per tre locali ci ha pensato l’istituto di vigilanza ‘Grifone’.

“In base agli accordi su base nazionale — spiega Claudio Fantoni, responsabile dell’istituto grossetano — le agenzie o gli istituti di vigilanza possono occuparsi dei servizi a tutela dei beni mobili che si trovano nei locali, e degli immobili. Peraltro anche il controllo dei biglietti e le agevolazioni del flusso dei clienti deve essere eseguito da personale inquadrato nel rispetto della normativa specifica. Ad esempio a Siena già nel 2003 tra la Prefettura e il Sindacato locali da ballo è stato stipulato un protocollo d’intesa per attuare quanto disposto dal Ministero. A Grosseto cominciamo da quest’anno e almeno per quanto ci riguarda con tre locali: il Black Sun di Punta Ala, la Sala Eden di Grosseto e il Moma di Campagnatico, locale che sta per aprire”.

Le guardie, che saranno rigorosamente in borghese e non armate, dovranno occuparsi principalmente di tutelare la sicurezza dei beni, ma nel contempo possono garantire anche un occhio vigile e tempestivo per avvertire le forze dell’ordine nel caso dovessero esserci problemi anche per l’incolumità delle persone.
“Noi cominceremo con l’assicurare nei giorni di apertura dei locali da ballo convenzionati — prosegue Fantoni — la presenza di quattro guardie all’interno, oltre quelle che già sono impegnate all’esterno, per i gestori che lo hanno richiesto. Non è escluso che per avvenimenti particolari il numero possa essere incrementato”.

Nell’accordo stipulato tra Silb Siena e Prefettura, ad esempio, è stato dato ampio spazio anche alle modalità di formazione delle guardie particolari giurate. In quell’occasione il Silb si è impegnato ad effettuare periodicamente corsi di preparazione per l’ottenimento della qualifica, con l’insegnamento di materie come il diritto privato, tecnica di gestione dei locali da ballo ed anche elementi di pronto soccorso. «Le guardie che da quest’anno si occuperanno di questo settore — conclude il responsabile dell’istituto Grifone — hanno seguito corsi di formazione, con l’insegnamento anche di interventi di primo soccorso.

E non è da sottovalutare l’aspetto che in questo modo vengono gettate le basi per nuovi posti di lavoro, perché il personale dell’istituto che è già impegnato in altri servizi di vigilanza non può essere distolto dai propri compiti. Infine vorrei ricordare che da poco tempo abbiamo in dotazione il ‘Mambo’, un satellitare portatile, della grandezza di un mouse, che oltre che ad essere installato nelle auto, può essere portato dietro con un ingombro che non è superiore a quello di un cellulare. Premendo un bottone, in caso di necessità, la persona che chiede aiuto viene localizzata dalla nostra centrale operativa”.

Cristina Rufini

Fonte: lanazione.ilsole24ore.com

http://lanazione.ilsole24ore.com/grosseto/2008/09/25/120826-discoteche_aumenta_sorveglianza.shtml

 

Venezia, 580mila euro per fare la guardia al ponte di Calatrava

Venezia, 580mila euro per fare la guardia al ponte di Calatrava

Scorta armata a protezione del ponte di Calatrava. Il «capolavoro architettonico» del «celebre progettista» spagnolo alla stregua di un sito militare o di un obiettivo sensibile: roba delicata, talmente a rischio da dover (eventualmente) mettere mano alla pistola. A difesa del ponte ci sono, 24 ore su 24, ben dieci agenti di polizia municipale dislocati su quattro turni (mattina, pomeriggio, sera e notte) che costano al Comune di Venezia almeno 1.570 euro al giorno.
I conti li ha fatti il Gazzettino, che ieri ha pubblicato la notizia in prima pagina, aprendo sull’argomento ponte di Calatrava l’ennesimo fronte polemico. Del resto, attorno alla super passerella hi-tech che collega piazzale Roma e la stazione ferroviaria, ormai da tempo prolifera un’ampia letteratura tragicomica: dal sistema di illuminazione così tecnologico da far ruzzolare i pedoni, alla statica «ballerina» dell’intera struttura; dai gradini di vetro così moderni dal risultare invisibili, alla difficoltà di pulire alcune parti della struttura a causa della loro estrema fragilità. Per non parlare dei costi lievitati a dismisura, dell’inaugurazione rinviata, delle proteste dei disabili per la presenza delle barriere architettonica, ecc.
Ma torniamo ai vigili su cui grava la grande responsabilità di non far danneggiare un ponte costato 12 milioni e mezzo di euro. Un bene da tutelare a ogni costo. E il «costo» non è certo indifferente per il serenissimo contribuente: «La mattina ci sono due agenti, il pomeriggio altrettanti, la sera sono in tre, così come la notte – spiega il dettagliato servizio del Gazzettino -. Totale: dieci agenti impiegati a turno ogni giorno solo sul ponte, la maggioranza dei quali armati, che costano circa 1.570 euro al giorno. Questa, almeno, è la cifra che risulta in base ai minimi salariali e alle indennità di lavoro serale e notturno». Calcolatrice alla mano, un mese di vigilanza costerà 48mila euro e un anno addirittura 580mila.
Ma l’idea non è affatto piaciuta né al comandante dei vigili urbani né all’assessore alla Polizia municipale che hanno parlato chiaro: «La vigilanza deve finire rapidamente perché distoglie parte del personale da compiti istituzionali, a cominciare dalla repressione del commercio abusivo. Anzi, abbiamo già chiesto di prendere dei vigilantes privati. Nei prossimi giorni arriveranno i preventivi di spesa da parte di alcune aziende della zona».
Sulla stessa linea anche i sindacati. «Troviamo inammissibile – dicono alla segreteria provinciale della Cisl veneziana – che ci siano dei vigili impiegati giorno e notte a guardare un ponte. È un’occupazione oltre che inutile anche dequalificante per chi la pratica. Significa togliere ogni giorno dieci persone dal territorio dove tra l’altro ci sarebbe molto bisogno di unità di supporto. Auspichiamo che questa cosa finisca al più presto, anche perché il ponte non può essere sorvegliato all’infinito».
Lo scorso 18 settembre alla cena con il presidente della Repubblica ha partecipato anche l’architetto spagnolo Santiago Calatrava, amico personale di Napolitano. Su proposta del sindaco Cacciari, tutti i commensali hanno dedicato un brindisi al ponte intitolato alla Costituzione. Il quarto ponte sul Canal Grande, molto apprezzato dal capo dello Stato che lo ha visitato nel pomeriggio, avrebbe dovuto essere inaugurato lo stesso 18 settembre, ma le polemiche sulla lievitazione dei costi e dei tempi hanno spinto il Comune ad annullare la cerimonia preferendo un’apertura «in sordina».

25/09/2008 Fonte: ilgiornale.it

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=293209

NAPOLI – Consiglio comunale «splendido, nient’affatto spaccato».

NAPOLI – Consiglio comunale «splendido, nient’affatto spaccato».
A precisarlo il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che il giorno dopo la discussione, in Consiglio comunale, del pacchetto sicurezza, punta il dito contro la stampa «che non ha riportato i fatti così come sono andati» e annuncia anche che, in merito, potrebbe presentare querele. «I giornali dicono delle bugie enormi – ha detto la Iervolino a margine di un convegno sulle infrastrutture – adesso vado in ufficio e provo a domandare all’assessore Scotti se vale la pena di querelare oppure no. Il piano del Comune è stato tranquillamente valutato positivamente da tutti ed approvato. Quello su cui è mancato il numero legale è un ordine del giorno del capogruppo del Pd». «Non si è spaccato niente, hanno votato insieme Rifondazione e An, è stato un momento molto alto e molto civile anche per la capacità di comprendere l’uno le ragioni dell’altro. Non so a che consiglio comunale abbiano assistito certi giornalisti o quale direttore abbia fatto i titoli non prendendosi neanche la briga di dare una guardata a come sono andate le cose».
Ma cosa era successo in Consiglio comunale qualche ora prima? Di seguito la cronaca della convulsa giornata sul piano sicurezza, raccontata dal cronista del Corriere del Mezzogiorno, Paolo Cuozzo.
Quando Salvatore Guerriero, consigliere comunale del Pd, vota «sì» all’ordine del giorno che prevede di dotare i vigili urbani di manganello e di spray urticante, si accorge che solo Franco Verde, nella maggioranza, la pensa come lui. Eppure, Guerriero, di mestiere fa il vigile urbano. E, forse, un’idea su cosa serva ai caschi bianchi per far fronte anche alla microcriminalità a Napoli, ce l’ha più di altri. Ma il Consiglio comunale boccia la proposta, formulata dal centrodestra e firmata anche da quattro consiglieri del Pd (tra i quali Guerriero e Verde) e da uno di Italia dei valori, che però, al momento del voto, non sono in aula. Sfuma così, definitivamente, l’ipotesi di fare come ha fatto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha voluto dotare i suoi vigili del manganello. Ciò, malgrado i manganelli, nei depositi della polizia urbana di Napoli, ci siano già da molti anni, da quando il vicesindaco Marone li fece acquistare. Sulla decisione dell’aula ha pesato anche il pensiero del neocomandante dei vigili, Luigi Sementa, che in commissione mobilità ha definito «inutile lo sfollagente». Ma il manganello è diventato il pretesto per il Consiglio comunale per mettere in piedi una discussione tutto sommato inutile, visto che ogni decisione in materia di sicurezza sarà presa con atto monocratico dal sindaco Iervolino, come prevede la legge, che dovrà attuare il piano a cui ha lavorato l’ex ministro della Giustizia, Luigi Scotti. Sindaco che annuncia: «Entro dieci giorni firmerò la prima ordinanza che, via via, vedremo se andrà bene o se dovrà essere modificata ». Si comincia dalla lotta ai parcheggiatori abusivi e a chi lascia loro le auto: per entrambi, codice alla mano, scatterà la denuncia oltre che una ammenda. Pugno duro anche per chi occupa abusivamente il suolo pubblico e chi svolge attività di commercio abusivo. Quindi, il Comune si concentrerà anche sulla lotta all’abuso di alcool con controlli nelle adiacenze delle discoteche con l’etilometro; nel mirino, ovviamente, le zone della movida. Da definire ancora, invece, i provvedimenti per la lotta alla prostituzione e ai clienti delle prostitute, argomento che ha scatenato bagarre in aula. Le decisioni del Comune in materia di sicurezza dovrebbero essere implementate poi dall’istituzione di una security permanente in grado di assicurare sicurezza soprattutto ai turisti. Si tratta di pattuglie miste, composte da vigili urbani e vigilantes, in grado di presidiare le principali porte d’accesso della città: la stazione centrale di piazza Garibaldi e la stazione marittima. Un po’ come immaginò due anni fa Franco Malvano, ex questore di Napoli e candidato sindaco del centrodestra contro la Iervolino, che voleva utilizzare da informatori notturni i 3.500 vigilantes che ci sono a Napoli dotati di pistola. Solo che la proposta, comunque recepita dalla Iervolino dal Pd, era contenuta in un ordine del giorno composto da ben 19 punti presentato dal Pd su cui però è venuto meno il numero legale. E questo è sintomatico di quanta coesione esista nel centrosinistra per un flop che fa traballare la maggioranza su un tema molto delicato. La seduta si era aperta con la commemorazione delle sei vittime di camorra a Castelvolturno. È stato Minisci, di Prc, a ricordare l’agguato sottolineando, a suo avviso, responsabilità del governo per la situazione in cui versano gli immigrati in quella zona. La sindaca ha commentato favorevolmente, mentre il centrodestra, pur condividendo la commemorazione, ha respinto le accuse all’esecutivo Berlusconi.
Paolo Cuozzo
24 settembre 2008

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