Sala Borsa, troppi furti e bivacchi – Chiusi i bagni, rafforzati i controlli

Sala Borsa, troppi furti e bivacchi – Chiusi i bagni, rafforzati i controlli

Il piano interrato della biblioteca è stato isolato, rafforzati i controlli. Adesso per andare alla toilette bisogna presentare un tesserino

di Luigi Spezia

 

L´ultimo furto l´hanno filmato le telecamere della Coop Service. Due fidanzatini stavano chini sul banco abbracciati e un coetaneo, fingendo di parlare al cellulare, si è avvicinato, ha coperto con una borsina che teneva in mano lo zainetto di uno dei due distratti in amore e se l´è portato via. In Sala Borsa le guardie giurate il suo viso di ragazzo normale, visto e rivisto sul monitor della sala controllo, se lo ricordano perfettamente, ma lui s´è guardato bene dal tornare.La biblioteca più centrale e frequentata di Bologna, fino a 5000 presenze al giorno, assediata dal degrado là fuori, vive e funziona solo per la stretta sorveglianza a cui è sottoposta, con due guardie giurate a tempo pieno a osservare sui monitor o di persona gli spostamenti di personaggi che possono disturbare. Dopo la riapertura estiva, sono spariti i bagni al piano interrato, scendendo a sinistra dopo l´entrata, che erano il luogo di ogni malaffare, frequentati da tossicodipendenti (uno di costoro, completamente andato, è stato intercettato proprio l´altro ieri sul ballatoio del primo piano e prontamente allontanato), forse spacciatori, bivaccatori di varia natura e potenziali ladri.

I bagni sotterranei ora vengono riaperti solo quando è in uso la nuova sala Enzo Biagi, per il resto si va al primo piano. Ad attirare vagabondi e malintenzionati (c´erano state anche molestie sessuali e tentativi di stupro) vicino a bagni c´era la macchina automatica del caffè, ora ridotta a semplice erogatore di acqua (e ieri nemmeno funzionante). Tutti i bagni sono comunque chiusi. «Dò la chiave solo se si presenta qualcuno con il tesserino della biblioteca», è drastico un operatore della sezione ragazzi. Questa sezione – ora distinta in più classi di età con una zona dedicata agli adolescenti, la zona più turbolenta – è in prima linea nel tentativo di mantenere un ordine accettabile. «Il problema sono le baby gang, che stazionano qua fuori in piazza e che ogni tanto entrano dentro e creano seri disagi», racconta un´impiegata.

Ecco lo stress anche in biblioteca: dover far intervenire le guardie, rincorrere i ragazzini che fanno baruffa tra scaffali e stretti corridoi. «Inevitabile che ogni tanto sparisca qualcosa. Ogni tanto ci fanno visita anche i vigili urbani». In una lettera, una signora scrive che nella nuova sezione per adolescenti c´è disordine, studenti che parlano a voce alta, una «zona franca» senza che i bibliotecari intervengano molto. Scena vista di persona: entra un gruppo di ragazzine e una di loro urla ridendo alle altre di non parlare a voce alta. Una battaglia quotidiana per mantenere tranquillo l´ambiente. «La maleducazione non è facile da vincere – dice la responsabile della sezione ragazzi Tiziana Nanni -. I bagni li teniamo chiusi perché altrimenti li riempiono di scritte. Infatti ora il fenomeno è molto diminuito».

Le guardie giurate, dopo i cambiamenti degli spazi, hanno sott´occhio molto meglio di prima la situazione. Dal trespolo all´altezza del metal detector possono anche sbirciare agevolmente, a sinistra, dentro la nuova sala dove hanno sistemato le postazioni Internet, una volta anch´esse nel sotterraneo. Dal piano sotterraneo è sparito tutto, anche le postazioni video, ora ridotte solo a tre da otto che erano. I nullafacenti che le frequentavano ora vanno su al primo piano, «dove ancora qualche volta ci fanno impazzire, perché pretendono di vedere film all´orario che vogliono», racconta un addetto.

Nella biblioteca per adulti, a piano terra, tre ragazzi stranieri passano il tempo completamente sdraiati sui divanetti centrali, ma almeno non disturbano. «Non so se dopo la ristrutturazione siano continuati i furti di oggetti personali, certo una volta avevamo le postazioni audio e c´erano più problemi», dice una gentile bibliotecaria. In un corridoio c´è anche un bel cartello: «Si prega di non lasciare borse e oggetti incustoditi».

(06 settembre 2008) Fonte: Bologna.repubblica.it

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Droga-furti-e-bivacchi-Sala-Borsa-blindata-contro-il-degrado/1509556?ref=rephp

Gesso finto e ricetrasmittente per passare i test universitari

Gesso finto e ricetrasmittente per passare i test universitari

Il caso del finto gesso con ricetrasmittente alle selezioni di Odontoiatria riaccende la polemica sui brogli ai test d’ingresso universitari. E le commissioni di sorveglianza discutono su come bloccare i “copioni”

di Carlotta Sisti

 

Le nuove frontiere dei controlli per i test d’ammissione alle facoltà universitarie a numero chiuso potrebbero comprendere l’uso dei metal detector. L’ipotesi ha preso corpo in seguito ai fatti di Odontoiatria: durante l’esame di selezione di giovedì 4 settembre un giovane candidato è stato sorpreso mentre cercava di comunicare con l’esterno attraverso una ricetrasmittente infilata in un finto gesso. Il ragazzo, figlio di un medico, è stato colto in flagrante e il suo test è stato immediatamente annullato. Com’è stata annullata la prova dell’altra ragazza scoperta, sempre al test d’Odontoiatria, mentre cercava di ottenere le risposte parlando al cellulare.Ma, nonostante i controlli della commissione di vigilanza dell’università e dei vigilantes abbiano, in questo caso, funzionato, il caso ha messo in luce la difficoltà di scovare in anticipo gli imbroglioni. “L’Università – ha spiegato Leopoldo Sarli, professore di Chirurgia e presidente della commissione per l’ammissione alla facoltà di Professioni sanitarie – ha già a disposizione dei metal detector. Stiamo valutando se, visti i recenti tentativi d’imbroglio, cominciare a utilizzarli”.

Anche il presidente del corso di Odontoiatria e della Commissione di vigilanza Mauro Bonanini conferma: “Dopo l’esperienza di ieri, che rimane un’eccezione rispetto al normale iter dei test, stiamo considerando l’idea di sfruttare strumentazioni come il metal detector. Anche perché noi docenti, ma nemmeno i vigilantes, possiamo perquisire i ragazzi che vengono agli esami d’ammissione. Il problema è che nel bando dei test d’ingresso non risulta che gli studenti possano essere fatti passare attraverso un metal detector, ma solo che è assolutamente vietato introdurre in aula qualunque oggetto elettronico che possa far comunicare con l’esterno. Quanto successo, comunque, dimostra che la sorveglianza funziona. Poi c’è sempre chi s’ingegna più degli altri per riuscire a copiare”.

Gli fa eco la professoressa Silvia Pizzi, presente in aula quando il giovane è stato scoperto: “Casi come questo creano precedenti delicati, che rendono più difficile il nostro lavoro di controllo. Io stessa mi sono sorpresa a scrutare con sospetto un ragazzo che nell’orecchio aveva un apparecchio acustico, che in realtà gli serviva davvero. Alla fine mi sono sentita in colpa, ma cosa possiamo farci se ci sono ragazzi che architettano simili trucchetti per superare gli esami e, una volta scoperti, nemmeno chiedono scusa?”.

I prossimi test d’ammissione sono alle porte: l’8 settembre toccherà ad Architettura, il 9 a Professioni sanitarie. Metal detector o no, la vigilanza sarà comunque massima. Ed è probabile che chi pensava di superare la prova con qualche trovata da furbetto oggi dovrà rivedere i suoi piani. E buttarsi sulla classica studiata dell’ultima ora.

(05 settembre 2008) Fonte: Parma.repubblica.it

http://parma.repubblica.it/dettaglio/Gesso-finto-e-ricetrasmittente-per-passare-i-test-universitari/1509288?edizione=EdRegionale

 

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