Gesso finto e ricetrasmittente per passare i test universitari

Gesso finto e ricetrasmittente per passare i test universitari

Il caso del finto gesso con ricetrasmittente alle selezioni di Odontoiatria riaccende la polemica sui brogli ai test d’ingresso universitari. E le commissioni di sorveglianza discutono su come bloccare i “copioni”

di Carlotta Sisti

 

Le nuove frontiere dei controlli per i test d’ammissione alle facoltà universitarie a numero chiuso potrebbero comprendere l’uso dei metal detector. L’ipotesi ha preso corpo in seguito ai fatti di Odontoiatria: durante l’esame di selezione di giovedì 4 settembre un giovane candidato è stato sorpreso mentre cercava di comunicare con l’esterno attraverso una ricetrasmittente infilata in un finto gesso. Il ragazzo, figlio di un medico, è stato colto in flagrante e il suo test è stato immediatamente annullato. Com’è stata annullata la prova dell’altra ragazza scoperta, sempre al test d’Odontoiatria, mentre cercava di ottenere le risposte parlando al cellulare.Ma, nonostante i controlli della commissione di vigilanza dell’università e dei vigilantes abbiano, in questo caso, funzionato, il caso ha messo in luce la difficoltà di scovare in anticipo gli imbroglioni. “L’Università – ha spiegato Leopoldo Sarli, professore di Chirurgia e presidente della commissione per l’ammissione alla facoltà di Professioni sanitarie – ha già a disposizione dei metal detector. Stiamo valutando se, visti i recenti tentativi d’imbroglio, cominciare a utilizzarli”.

Anche il presidente del corso di Odontoiatria e della Commissione di vigilanza Mauro Bonanini conferma: “Dopo l’esperienza di ieri, che rimane un’eccezione rispetto al normale iter dei test, stiamo considerando l’idea di sfruttare strumentazioni come il metal detector. Anche perché noi docenti, ma nemmeno i vigilantes, possiamo perquisire i ragazzi che vengono agli esami d’ammissione. Il problema è che nel bando dei test d’ingresso non risulta che gli studenti possano essere fatti passare attraverso un metal detector, ma solo che è assolutamente vietato introdurre in aula qualunque oggetto elettronico che possa far comunicare con l’esterno. Quanto successo, comunque, dimostra che la sorveglianza funziona. Poi c’è sempre chi s’ingegna più degli altri per riuscire a copiare”.

Gli fa eco la professoressa Silvia Pizzi, presente in aula quando il giovane è stato scoperto: “Casi come questo creano precedenti delicati, che rendono più difficile il nostro lavoro di controllo. Io stessa mi sono sorpresa a scrutare con sospetto un ragazzo che nell’orecchio aveva un apparecchio acustico, che in realtà gli serviva davvero. Alla fine mi sono sentita in colpa, ma cosa possiamo farci se ci sono ragazzi che architettano simili trucchetti per superare gli esami e, una volta scoperti, nemmeno chiedono scusa?”.

I prossimi test d’ammissione sono alle porte: l’8 settembre toccherà ad Architettura, il 9 a Professioni sanitarie. Metal detector o no, la vigilanza sarà comunque massima. Ed è probabile che chi pensava di superare la prova con qualche trovata da furbetto oggi dovrà rivedere i suoi piani. E buttarsi sulla classica studiata dell’ultima ora.

(05 settembre 2008) Fonte: Parma.repubblica.it

http://parma.repubblica.it/dettaglio/Gesso-finto-e-ricetrasmittente-per-passare-i-test-universitari/1509288?edizione=EdRegionale

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: