Benzinai: vigilantes anti-lucciole

Benzinai: vigilantes anti-lucciole

Continuano gli interventi per contrastare il fenomeno della prostituzione a Brescia. Dopo l’ordinanza contro gli individui che contrattano sulla pubblica strada prestazioni sessuali a pagamento, e l’accordo con le amministrazioni comunali che confinano, a Ovest, con la città, per un presidio del territorio coordinato e concertato, il vice-sindaco Fabio Rolfi, responsabile della Sicurezza dell’amministrazione comunale cittadina, ha presentato un nuovo servizio.

“Come avevamo già anticipato nei giorni scorsi”, ha spiegato Rolfi, “inizieremo anche a verificare le aree di sosta dei distributori della città. Due pattuglie di guardie giurate, quattro vigilantes in tutto, tutte le notti comprese tra giovedì e domenica (dalle 21 alle 4) avranno il compito di affiancare vigili e forze dell’ordine nel controllo del territorio”.
Si tratta di un servizio sperimentale della durata di due mesi, e inizierà proprio da domani, giovedì. Le zone che verranno presidiate, ovviamente, saranno quelle di via Valcamonica e di Sant’Eufemia e Bornata, dove il problema è notoriamente più sentito.

Rolfi ha, inoltre, ricordato i limiti all’atività delle guardie giurate: “I vigilantes avranno il compito di segnalare alla centrale operativa di Brescia situazioni ambigue, non dovranno mai intervenire. Crediamo, comunque, che la loro presenza possa fungere da deterrente anche per altre situazioni di degrado, come furti, rapine e spaccio di droga; fenomeni, purtroppo, sempre più in aumento nelle zone dove le lucciole sono obbligate a vendere il proprio corpo”.

Intanto il vice-sindaco sta portando avanti anche l’accordo con i comuni a Est del confine della città. “Lunedì ho incontrato i sindaci di Rezzato, Mazzano, Castenedolo e Botticino”, ha raccontato, “e i primi cittadini hanno accolto con favore una possibile collaborazione con la Loggia per scacciare la prostituzione da quella porzione di territorio. Rezzato e Mazzano hanno già un’ordinanza simile alla nostra, Botticino e Castenedolo la adotteranno a breve, così si potremo studiare operazioni congiunte sovraccomunali. Credo che già agli inizi di ottobre la siuazione sarà ben definita e operativa”.
10/09/2008 Fonte: quibrescia.it

http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/7755/1/

SUOCERO DE ROSSI: FORSE UCCISO PER UNO SGARRO

Sarebbe stato ucciso per uno ‘sgarro’, per un contrasto che e’ maturato all’interno di un ambiente criminale Massimo Pisnoli, suocero del calciatore della Roma Daniele De Rossi, trovato cadavere l’11 agosto scorso nelle campagne di Aprilia (Latina). Un omicidio che secondo gli inquirenti richiama le vecchie logiche tipiche della vecchia Banda della Magliana che un tempo regnava nella capitale. I carabinieri del nucleo operativo del Comando Provinciale di Roma ritengono di aver individuato i due autori dell’omicidio di Pisnoli: un 48enne di origine sarda e un 40enne originario di Palermo, entrambi pregiudicati con precedenti per rapine e droga. La svolta nell’inchiesta degli uomini diretti dal colonnello Ferdinando Nazzaro, si e’ avuta la settimana scorsa con il fermo di un trentenne romano che insieme a Massimo Pisnoli ha preso parte il 31 luglio scorso ad una rapina ai danni della banca di Credito Cooperativo di Roma nella zona del Divino Amore che ha fruttato 9.600 euro. Le telecamere interne all’istituto di credito avevano filmato i due uomini che a viso scoperto e armati di taglierino dopo aver minacciato il personale della banca si erano impossessati del bottino. Indagando su questa rapina i militari coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma sono riusciti a chiarire i rapporti dello stesso Massimo Pisnoli, suocero di De Rossi, e anche lui con precedenti per rapine e ricettazione. Sono cosi’ stati individuati Gabriele Piras di 48 annni, e Giuseppe Arena di 40. I due avevano preso parte alla rapina del Divino Amore assicurando la fuga ai due rapinatori. Sono stati pedinati per alcuni giorni e lunedi’ sono stati fermati per alcuni controlli. In un garage in via della Pisana nella loro disponibilita’ i carabinieri hanno sequestrato tre fucili, un kalaniskov, di produzione cinese, un fucile a canne mozze ed uno a pompa, oltre a cinque pistole di cui due semiautomatiche e tre revolver. Massimo Pisnoli sarebbe stato ucciso proprio con il fucile a canne mozze sul quale ora verranno eseguiti gli esami balistici. La perquisizione ha portato anche al sequestro di 230 grammi di cocaina, munizioni, un silenziatore, esplosivo al plastico, documenti di identita’ falsi e in bianco, divise di guardie giurate e delle forze di polizia.

10/09/2008  : larepubblica.it

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3303334.html?ref=hpsbdx1

 

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