Locali notturni da quest’anno ancora piu’ sicurezza con “gli Angeli della Notte”

Locali notturni da quest’anno ancora piu’ sicurezza con “gli Angeli della Notte”

All’inizio della nuova stagione i locali da ballo saranno i piu’ sicuri con la figura riconosciuta delle “Guardie Particolari Giurate”. Intervista con il Direttore dell’Isituto di Vigilanza “Il Grifone” Claudio Fantoni

di Marco Passetti

 

Grosseto: Sta per riaprire la nuova stagione invernale degli intrattenimenti notturi nei locali da ballo e parlando di sicurezza abbiamo intervistato un esperto del settore, il Direttore dell’istituto di “Vigilanza Grifone” di Grosseto Claudio Fantoni che ci ha illustrato da quest’anno quali saranno le novità nei locali della nostra provincia.

Fantoni quali saranno da quest’anno le novita’ per quanto concerne la sicurezza all’interno dei locali da ballo?

“Sta ripartendo la stagione danzante, e noi come istituto saremo presenti all’interno dei locali Sala Eden, Moma di Campagnatico (nuovo locale in prossimità di apertura), e la discoteca Black Sun di Punta Ala. La Vigilanza Grifone con le sue guardie giurate altamente qualificate e professionali ha lo scopo di rendere sereno lo svolgimento delle serate prendendo proprio spunto dall’intesa fatta tra Ministero degli Interni ed il Sindacato Imprenditori locali notturni, soprattutto opereremo nel rispetto delle normative che per quanto chiarito dal Ministero “nessuna Agenzia di Security/Istituto” può prestare servizi relativi alla tutela e all’incolumità delle persone, trattasi infatti di attività demandata in via esclusiva alle forze dell’ordine”.

In sostanza i gerenti dei locali per stare in regola con le norme dovranno avvalersi della figura professionale della guardia particolare giurata?

“Le Agenzie/Istituti devono proporsi ed offrire esclusivamente servizi di tutela a beni mobili ed immobili dei titolari dei locali notturni, purché ci si accerti che siano in possesso delle autorizzazioni previste dall’art.134 del T.U.L.P.S. rilasciato dalla Prefettura. Anche l’effettuazione da parte di terzi (Agenzie) per il semplice controllo dei biglietti ed agevolazione del flusso della clientela dei locali, deve essere eseguito da personale inquadrato nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di lavoro”.

E’ quindi prendendo spunto da quanto sopra detto che la Vigilanza Grifone, nella persona di Claudio Fantoni in qualità di responsabile d’istituto, ha deciso di cimentarsi nell’ambito dei locali notturni in maniera sempre più ampia ed impegnata nella stagione invernale 2008/2009 creando così un nuovo settore d’azienda che necessita di nuove assunzioni e di personale adeguatamente formato.

20 settembre 2008 Fonte: maremmanews.tv

http://www.maremmanews.tv/it1012/index.php?option=com_content&task=view&id=9473&Itemid=53

Castelvolturno è sotto guerriglia

Castelvolturno è sotto guerriglia

Da ore e per chilometri Castelvolturno e’ ormai in preda al gruppo di immigrati che distrugge tutto. Semafori, cartelli autostradali, automobili, finestre di abitazioni, negozi: un intero paese in balia del puro vandalismo. Due tentativi delle forze dell’ordine di fermare il corteo non hanno avuto esito. Le vittime sono tutti: soprattutto i cittadini che stanno subendo atti di ogni genere; terrorizzati si nascondono dietro le porte di casa e ancora piu’ terrorizzati subiscono chi, sbarre in mano, distrugge i finestrini delle loro auto, mentre dentro ci sono perfino bambini. Cosi’ il corteo avanza e la forza degli immigrati anche. Gli slogan contro gli italiani chiamano in causa il razzismo e cosi’ si sentono quasi legittimati a distruggere tutto quello che sa di italiano: “Ma le forze dell’ordine che cosa fanno, dove sono, perche’ ci lasciano da soli?”, dice il signor Antonio che e’ sceso in strada dopo che con le spranghe di ferro hanno distrutto le vetrine della sua pizzeria. Pietre e bottiglie vengono lanciate contro tutti coloro che si affacciano ai balconi. Nel massacro di ieri sera a Castelvolturno, sul litorale casertano, nel quale, con kalashnikov e pistole di grosso calibro, sono stati uccisi sei immigrati di origine africana (tre ghanesi, un cittadino del Togo e due liberiani), al vaglio di chi sta portando avanti le indagini – Dda, Squadra Mobile di Caserta e agenti del commissariato di Castelvolturno – ci sarebbe il possibile coinvolgimento del gruppo di fuoco riconducibile a tre latitanti del clan camorristico dei Casalesi, e cioé Alessandro Cirillo, detto ‘o sergente’ , Giuseppe Setola e Giuseppe Letizia detto ‘o zuoppo’. I tre, insieme con i boss Antonio Iovine e Michele Zagaria, sono considerati tra i latitanti più pericolosi d’Italia. Setola, Cirillo e Letizia, d’intesa probabilmente con gli altri latitanti della potente organizzazione camorristica casertana, da mesi, attraverso i loro uomini – secondo quanto riferiscono gli inquirenti – stanno portando avanti tra Villa Literno, Casal di Principe ed il litorale domiziano, una vera strategia del terrore, con agguati che hanno interessato anche familiari di collaboratori di giustizia o testimoni di giustizia. L’obiettivo è di acquisire il controllo del racket e dello spaccio da parte di gruppi di immigrati africani. FORSE COMPIUTI DAGLI STESSI AUTORI Potrebbero essere stati gli stessi uomini ad uccidere prima il titolare di una sala giochi e successivamente a portare a termine l’agguato nel quale sono stati uccisi sei immigrati africani. L’ipotesi è considerata probabile dagli investigatori della polizia di Caserta per i quali, però, il movente dei due episodi potrebbe essere anche diverso. Quasi certamente legata al traffico di droga – secondo gli inquirenti – l’uccisione dei sei immigrati; non ancora definita una pista certa per l’omicidio del titolare della sala giochi, che viene ritenuto però molto vicino a una delle famiglie criminali nell’orbita del clan dei Casalesi. SINDACO A QUESTORE, TEMO QUALCOSA DI GRAVE “Sono incontrollabili, temo qualcosa di grave”. Il sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo, lancia una sorta di allarme parlando al telefono, secondo quanto da lui stesso riferito, con il questore di Caserta, Carmelo Casabona. Il sindaco sta cercando di trattare con un gruppo di immigrati, il problema e’ che sembra esserci una frangia completamente impazzita e in balia del vandalismo. A cercare di calmare gli animi sono anche alcuni immigrati che ai loro connazionali continuano a urlare “Basta Basta”. “Qualcuno di loro ha bevuto – dice uno di loro – ecco perche’ si comportano cosi”‘. IN PROGNOSI RISERVATA GHANESE OPERATO E’ in prognosi riservata Joseph Ayimbora, il ghanese uscito dalla sala operatoria del Cardarelli dopo un intervento di chirurgia vascolare, alle 16.40. L’uomo ha ricevuto la visita di due giovani connazionali che hanno potuto entrare nella sua stanza per qualche minuto. La tensione degli avvenimenti in corso arriva anche in ospedale: due guardie giurate domandano a tutti quelli che accedono al piano del reparto dove siano diretti; sono stati presi anche i nomi degli infermieri che prestano assistenza al ferito. Niente mezzi termini, pochissime parole: “L’Italia e’ un Paese di merda – urla arrabbiato un degli amici del ferito – non ci da’ la possibilita’ di lavorare”. Ma Joseph e’ una brava persona? L’amico si ammutolisce. Racconta soltanto che Ayimbora e’ tornato dal Ghana due settimane fa, e si occupa di “un’attivita’ di import export”.( CARD. SEPE: SERPENTI VELENOSI DEPONETE ARMI – “Deponete le armi: ciò con cui oggi uccidete, domani ucciderà anche voi e le vostre famiglie”. E’ questo il monito che il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e presidente della Conferenza episcopale campana, rivolge ai sicari della camorra – da lui paragonati a “serpenti velenosi” – dopo i due agguati di ieri sera nel Casertano. Avvicinato dai cronisti al termine della celebrazione in cui si è ripetuto il miracolo di San Gennaro, Sepe ha aggiunto: “Finché questi portatori di morte non saranno sconfitti avremo sempre un cimitero riempito dall’odio e dalla violenza”.

19 settembre 2008 Fonte: 055news.it

http://www.055news.it/notizia.asp?idn=16802

Svaligiata, in parte, la cassaforte del Cadoro I ladri in fuga seminano monetine Il colpo messo a segno nella notte

Svaligiata, in parte, la cassaforte del Cadoro I ladri in fuga seminano monetine Il colpo messo a segno nella notte

 

Portogruaro

Colpo notturno al supermercato “Cadoro” di viale Trieste a Portogruaro. I malviventi hanno tagliato una porta di sicurezza e quindi praticato un foro nel retro della cassaforte per riuscire a mettere in pratica il loro illecito programma. Qualcosa però non deve aver funzionato e pare che il colpo non sia andato come volevano. Ancora da accertare infatti a quanto ammonta il bottino, che da una prima sommaria ricostruzione potrebbe essere di poca entità. Di certo la banda era ben attrezzata e ben disposta, pur di riuscire nel colpo. A lanciare l’allarme è stata la vigilanza privata poco dopo le 5 di ieri mattina, quando ha trovato una porta di sicurezza laterale tagliata. Per entrare, i malviventi infatti con l’uso di un flessibile avevano ritagliato il riquadro della parte sottostante dell’infisso. Una tecnica impegnativa, che ha richiesto anche l’uso di generatore di corrente silenzioso, ma che ha permesso loro di non far scattare l’allarme. Allo stesso modo, dall’interno, hanno praticato un foro nel muro, proprio dietro alla grande cassaforte. In questo modo hanno cercato di forzare la cassa. Un’impresa comunque difficile, che in parte ha avuto successo. La banda è riuscita nell’intento, ma probabilmente il foro praticato non è stato sufficiente per asportare tutto il bottino e probabilmente è stata sbagliata anche la scelta del ripiano della cassaforte da “ripulire”.

Fatto sta che i ladri sono fuggiti con il bottino, in gran parte monetine, proprio mentre arrivava la vigilanza. E nella fuga i malviventi hanno anche lasciato cadere a terra parecchie monetine monete da 1, 2 e 20 centesimi. Sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato di Portogruaro che hanno effettuato anche dei controlli nella zona, senza l’esito sperato. La Squadra scientifica ha provveduto a degli accertamenti che potrebbero risultare utili ai fini dell’indagine. Solo poche settimane fa lo stesso supermercato era stato colpito dai ladri.

M.C.

19 settembre 2008 Fonte: gazzettino.it

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=VENEZIA&Codice=3911677&Data=2008-9-19&Pagina=15

Moldavo scappato a piedi dopo il furto si presenta ai carabinieri per chiedere la restituzione del Mercedes

Moldavo scappato a piedi dopo il furto si presenta ai carabinieri per chiedere la restituzione del Mercedes

 

Mestrino

E’ tornato in caserma per chiedere che gli venisse riconsegnata la sua macchina con la quale, assieme a due complici, aveva messo a segno un furto di alcolici nel supermercato Eurospar di Mestrino. La macchina, un Mercedes 270, è intestata a M.M. 40 anni moldavo residente a Padova, e mercoledì pomeriggio l’uomo l’ha utilizzata per recarsi al supermercato dove, assieme a due donne, aveva progettato il furto di alcolici. I tre, a bordo della grossa berlina con la quale pensavano di passare inosservati, hanno raggiunto il supermercato dove fingevano di acquistare dei prodotti, mentre infilavano nelle rispettive borse bottiglie da 20 euro. A seguire i loro movimento all’esterno dell’Eurospar una guardia giurata non in servizio. L’uomo ha atteso che la prima donna, L.C. 33 anni moldava clandestina, pagasse e uscisse per seguirla e fermarla, riportandola dentro al supermercato con tutta la refurtiva.

Vista la mal parata e il rapido arrivo dei carabinieri i due complici, un’altra donna e il proprietario del Mercedes, hanno abbandonato borse e macchina per darsi alla fuga. La donna fermata dalla guardia giurata è stata arrestata, processata ieri per direttissima è stata condannata a quattro mesi con la condizionale, mentre il moldavo affezionato alla sua macchina e già ricercato mercoledì sera dai carabinieri, si è presentato in caserma ieri pomeriggio per chiedere che gli venisse restituito il Mercedes. Sul momento ha detto di essere solo quello che guidava, ma i carabinieri avevano in mano le immagini del supermercato con le facce dei tre e così ha confessato. Per lui, essendo passata la fragranza di reato, i carabinieri hanno formulato una denuncia a piede libero. All’interno del Mercedes sono state trovate una trentina di bottiglie probabilmente refurtiva di altri colpi.Barbara Turetta

19 settembre 2008 Fonte: gazzettino.quinordest.it

http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3911434&Data=2008-9-19&Pagina=7

 

Tentano di rapire il bimbo: lo zio mette in fuga due rom

Tentano di rapire il bimbo: lo zio mette in fuga due rom

 

In base al suo racconto, l’uomo, 24 anni stava spingendo la carrozzina con il nipote di due anni quando in piazzetta Liberty, ha ricevuto una telefonata. Nel rispondere ha perso di vista per un attimo il piccolo e quando si è girato ha visto due nomadi, uno sui 40 anni e uno sui 14, con le mani sulla carrozzina. Ha prontamente reagito, sferrando un pugno al volto del più grande, mettendo entrambi in fuga. Quindi si è recato al commissariato Centro, per denunciare l’accaduto.
Le indagini sono passate alla mobile, anche se per il momento non sono stati trovati riscontri al racconto: non ci sono testimoni, né le telecamere posizionate in zona hanno registrato qualcosa. L’uomo comunque è persona degna di fede, si tratta infatti di un vigilante, e appare assai poco probabile si sia inventato tutto.
Tuttavia appare anche altrettanto improbabile che due nomadi tentino un sequestro di minore in una zona piuttosto trafficata, vista anche l’ora, e fortemente presidiata dalle forze dell’ordine. In particolare nella vicina via San Paolo 7, si trova il consolato britannico, davanti al quale stazione sempre un equipaggio della polizia. Oggi, con più calma, il vigilante verrà sentito nuovamente dagli investigatori.

19 settembre 2008 Fonte: ilgiornale.it

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291641

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