Castelvolturno è sotto guerriglia

Castelvolturno è sotto guerriglia

Da ore e per chilometri Castelvolturno e’ ormai in preda al gruppo di immigrati che distrugge tutto. Semafori, cartelli autostradali, automobili, finestre di abitazioni, negozi: un intero paese in balia del puro vandalismo. Due tentativi delle forze dell’ordine di fermare il corteo non hanno avuto esito. Le vittime sono tutti: soprattutto i cittadini che stanno subendo atti di ogni genere; terrorizzati si nascondono dietro le porte di casa e ancora piu’ terrorizzati subiscono chi, sbarre in mano, distrugge i finestrini delle loro auto, mentre dentro ci sono perfino bambini. Cosi’ il corteo avanza e la forza degli immigrati anche. Gli slogan contro gli italiani chiamano in causa il razzismo e cosi’ si sentono quasi legittimati a distruggere tutto quello che sa di italiano: “Ma le forze dell’ordine che cosa fanno, dove sono, perche’ ci lasciano da soli?”, dice il signor Antonio che e’ sceso in strada dopo che con le spranghe di ferro hanno distrutto le vetrine della sua pizzeria. Pietre e bottiglie vengono lanciate contro tutti coloro che si affacciano ai balconi. Nel massacro di ieri sera a Castelvolturno, sul litorale casertano, nel quale, con kalashnikov e pistole di grosso calibro, sono stati uccisi sei immigrati di origine africana (tre ghanesi, un cittadino del Togo e due liberiani), al vaglio di chi sta portando avanti le indagini – Dda, Squadra Mobile di Caserta e agenti del commissariato di Castelvolturno – ci sarebbe il possibile coinvolgimento del gruppo di fuoco riconducibile a tre latitanti del clan camorristico dei Casalesi, e cioé Alessandro Cirillo, detto ‘o sergente’ , Giuseppe Setola e Giuseppe Letizia detto ‘o zuoppo’. I tre, insieme con i boss Antonio Iovine e Michele Zagaria, sono considerati tra i latitanti più pericolosi d’Italia. Setola, Cirillo e Letizia, d’intesa probabilmente con gli altri latitanti della potente organizzazione camorristica casertana, da mesi, attraverso i loro uomini – secondo quanto riferiscono gli inquirenti – stanno portando avanti tra Villa Literno, Casal di Principe ed il litorale domiziano, una vera strategia del terrore, con agguati che hanno interessato anche familiari di collaboratori di giustizia o testimoni di giustizia. L’obiettivo è di acquisire il controllo del racket e dello spaccio da parte di gruppi di immigrati africani. FORSE COMPIUTI DAGLI STESSI AUTORI Potrebbero essere stati gli stessi uomini ad uccidere prima il titolare di una sala giochi e successivamente a portare a termine l’agguato nel quale sono stati uccisi sei immigrati africani. L’ipotesi è considerata probabile dagli investigatori della polizia di Caserta per i quali, però, il movente dei due episodi potrebbe essere anche diverso. Quasi certamente legata al traffico di droga – secondo gli inquirenti – l’uccisione dei sei immigrati; non ancora definita una pista certa per l’omicidio del titolare della sala giochi, che viene ritenuto però molto vicino a una delle famiglie criminali nell’orbita del clan dei Casalesi. SINDACO A QUESTORE, TEMO QUALCOSA DI GRAVE “Sono incontrollabili, temo qualcosa di grave”. Il sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo, lancia una sorta di allarme parlando al telefono, secondo quanto da lui stesso riferito, con il questore di Caserta, Carmelo Casabona. Il sindaco sta cercando di trattare con un gruppo di immigrati, il problema e’ che sembra esserci una frangia completamente impazzita e in balia del vandalismo. A cercare di calmare gli animi sono anche alcuni immigrati che ai loro connazionali continuano a urlare “Basta Basta”. “Qualcuno di loro ha bevuto – dice uno di loro – ecco perche’ si comportano cosi”‘. IN PROGNOSI RISERVATA GHANESE OPERATO E’ in prognosi riservata Joseph Ayimbora, il ghanese uscito dalla sala operatoria del Cardarelli dopo un intervento di chirurgia vascolare, alle 16.40. L’uomo ha ricevuto la visita di due giovani connazionali che hanno potuto entrare nella sua stanza per qualche minuto. La tensione degli avvenimenti in corso arriva anche in ospedale: due guardie giurate domandano a tutti quelli che accedono al piano del reparto dove siano diretti; sono stati presi anche i nomi degli infermieri che prestano assistenza al ferito. Niente mezzi termini, pochissime parole: “L’Italia e’ un Paese di merda – urla arrabbiato un degli amici del ferito – non ci da’ la possibilita’ di lavorare”. Ma Joseph e’ una brava persona? L’amico si ammutolisce. Racconta soltanto che Ayimbora e’ tornato dal Ghana due settimane fa, e si occupa di “un’attivita’ di import export”.( CARD. SEPE: SERPENTI VELENOSI DEPONETE ARMI – “Deponete le armi: ciò con cui oggi uccidete, domani ucciderà anche voi e le vostre famiglie”. E’ questo il monito che il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e presidente della Conferenza episcopale campana, rivolge ai sicari della camorra – da lui paragonati a “serpenti velenosi” – dopo i due agguati di ieri sera nel Casertano. Avvicinato dai cronisti al termine della celebrazione in cui si è ripetuto il miracolo di San Gennaro, Sepe ha aggiunto: “Finché questi portatori di morte non saranno sconfitti avremo sempre un cimitero riempito dall’odio e dalla violenza”.

19 settembre 2008 Fonte: 055news.it

http://www.055news.it/notizia.asp?idn=16802

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