NAPOLI – Consiglio comunale «splendido, nient’affatto spaccato».

NAPOLI – Consiglio comunale «splendido, nient’affatto spaccato».
A precisarlo il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che il giorno dopo la discussione, in Consiglio comunale, del pacchetto sicurezza, punta il dito contro la stampa «che non ha riportato i fatti così come sono andati» e annuncia anche che, in merito, potrebbe presentare querele. «I giornali dicono delle bugie enormi – ha detto la Iervolino a margine di un convegno sulle infrastrutture – adesso vado in ufficio e provo a domandare all’assessore Scotti se vale la pena di querelare oppure no. Il piano del Comune è stato tranquillamente valutato positivamente da tutti ed approvato. Quello su cui è mancato il numero legale è un ordine del giorno del capogruppo del Pd». «Non si è spaccato niente, hanno votato insieme Rifondazione e An, è stato un momento molto alto e molto civile anche per la capacità di comprendere l’uno le ragioni dell’altro. Non so a che consiglio comunale abbiano assistito certi giornalisti o quale direttore abbia fatto i titoli non prendendosi neanche la briga di dare una guardata a come sono andate le cose».
Ma cosa era successo in Consiglio comunale qualche ora prima? Di seguito la cronaca della convulsa giornata sul piano sicurezza, raccontata dal cronista del Corriere del Mezzogiorno, Paolo Cuozzo.
Quando Salvatore Guerriero, consigliere comunale del Pd, vota «sì» all’ordine del giorno che prevede di dotare i vigili urbani di manganello e di spray urticante, si accorge che solo Franco Verde, nella maggioranza, la pensa come lui. Eppure, Guerriero, di mestiere fa il vigile urbano. E, forse, un’idea su cosa serva ai caschi bianchi per far fronte anche alla microcriminalità a Napoli, ce l’ha più di altri. Ma il Consiglio comunale boccia la proposta, formulata dal centrodestra e firmata anche da quattro consiglieri del Pd (tra i quali Guerriero e Verde) e da uno di Italia dei valori, che però, al momento del voto, non sono in aula. Sfuma così, definitivamente, l’ipotesi di fare come ha fatto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha voluto dotare i suoi vigili del manganello. Ciò, malgrado i manganelli, nei depositi della polizia urbana di Napoli, ci siano già da molti anni, da quando il vicesindaco Marone li fece acquistare. Sulla decisione dell’aula ha pesato anche il pensiero del neocomandante dei vigili, Luigi Sementa, che in commissione mobilità ha definito «inutile lo sfollagente». Ma il manganello è diventato il pretesto per il Consiglio comunale per mettere in piedi una discussione tutto sommato inutile, visto che ogni decisione in materia di sicurezza sarà presa con atto monocratico dal sindaco Iervolino, come prevede la legge, che dovrà attuare il piano a cui ha lavorato l’ex ministro della Giustizia, Luigi Scotti. Sindaco che annuncia: «Entro dieci giorni firmerò la prima ordinanza che, via via, vedremo se andrà bene o se dovrà essere modificata ». Si comincia dalla lotta ai parcheggiatori abusivi e a chi lascia loro le auto: per entrambi, codice alla mano, scatterà la denuncia oltre che una ammenda. Pugno duro anche per chi occupa abusivamente il suolo pubblico e chi svolge attività di commercio abusivo. Quindi, il Comune si concentrerà anche sulla lotta all’abuso di alcool con controlli nelle adiacenze delle discoteche con l’etilometro; nel mirino, ovviamente, le zone della movida. Da definire ancora, invece, i provvedimenti per la lotta alla prostituzione e ai clienti delle prostitute, argomento che ha scatenato bagarre in aula. Le decisioni del Comune in materia di sicurezza dovrebbero essere implementate poi dall’istituzione di una security permanente in grado di assicurare sicurezza soprattutto ai turisti. Si tratta di pattuglie miste, composte da vigili urbani e vigilantes, in grado di presidiare le principali porte d’accesso della città: la stazione centrale di piazza Garibaldi e la stazione marittima. Un po’ come immaginò due anni fa Franco Malvano, ex questore di Napoli e candidato sindaco del centrodestra contro la Iervolino, che voleva utilizzare da informatori notturni i 3.500 vigilantes che ci sono a Napoli dotati di pistola. Solo che la proposta, comunque recepita dalla Iervolino dal Pd, era contenuta in un ordine del giorno composto da ben 19 punti presentato dal Pd su cui però è venuto meno il numero legale. E questo è sintomatico di quanta coesione esista nel centrosinistra per un flop che fa traballare la maggioranza su un tema molto delicato. La seduta si era aperta con la commemorazione delle sei vittime di camorra a Castelvolturno. È stato Minisci, di Prc, a ricordare l’agguato sottolineando, a suo avviso, responsabilità del governo per la situazione in cui versano gli immigrati in quella zona. La sindaca ha commentato favorevolmente, mentre il centrodestra, pur condividendo la commemorazione, ha respinto le accuse all’esecutivo Berlusconi.
Paolo Cuozzo
24 settembre 2008

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