Discoteche, aumenta la sorveglianza In pista guardie giurate in borghese

Discoteche, aumenta la sorveglianza In pista guardie giurate in borghese

A svolgere il servizio in Maremma sarà l’istituto di vigilanza ‘Grifone’. Le guardie saranno rigorosamente con abiti civili e non armati. Gli agenti saranno quattro per ogni locale e sono stati preparati con alcuni corsi di aggiornamento

Grosseto, 25 settembre 2008 – Più sicurezza nei locali da ballo con la presenza di guardie giurate in borghese durante gli spettacoli. Il progetto ha origini lontane. Addirittura nel 2001 quando il 28 febbraio fu siglato un accordo con il Ministero dell’Interno, per la tutela della salute e della sicurezza nei locali da ballo, cui seguì un mese dopo una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero stesso che invitava “a favorire anche attraverso specifici corsi, l’aggiornamento delle guardie giurate per il mantenimento della sicurezza all’interno e all’esterno dei locali notturni”. Accordo però messo in pratica in pochissime province d’Italia. Dal 2003 a Siena. Da quest’anno l’iniziativa è sbarcata pure in provincia di Grosseto. Ad organizzarla, al momento, per tre locali ci ha pensato l’istituto di vigilanza ‘Grifone’.

“In base agli accordi su base nazionale — spiega Claudio Fantoni, responsabile dell’istituto grossetano — le agenzie o gli istituti di vigilanza possono occuparsi dei servizi a tutela dei beni mobili che si trovano nei locali, e degli immobili. Peraltro anche il controllo dei biglietti e le agevolazioni del flusso dei clienti deve essere eseguito da personale inquadrato nel rispetto della normativa specifica. Ad esempio a Siena già nel 2003 tra la Prefettura e il Sindacato locali da ballo è stato stipulato un protocollo d’intesa per attuare quanto disposto dal Ministero. A Grosseto cominciamo da quest’anno e almeno per quanto ci riguarda con tre locali: il Black Sun di Punta Ala, la Sala Eden di Grosseto e il Moma di Campagnatico, locale che sta per aprire”.

Le guardie, che saranno rigorosamente in borghese e non armate, dovranno occuparsi principalmente di tutelare la sicurezza dei beni, ma nel contempo possono garantire anche un occhio vigile e tempestivo per avvertire le forze dell’ordine nel caso dovessero esserci problemi anche per l’incolumità delle persone.
“Noi cominceremo con l’assicurare nei giorni di apertura dei locali da ballo convenzionati — prosegue Fantoni — la presenza di quattro guardie all’interno, oltre quelle che già sono impegnate all’esterno, per i gestori che lo hanno richiesto. Non è escluso che per avvenimenti particolari il numero possa essere incrementato”.

Nell’accordo stipulato tra Silb Siena e Prefettura, ad esempio, è stato dato ampio spazio anche alle modalità di formazione delle guardie particolari giurate. In quell’occasione il Silb si è impegnato ad effettuare periodicamente corsi di preparazione per l’ottenimento della qualifica, con l’insegnamento di materie come il diritto privato, tecnica di gestione dei locali da ballo ed anche elementi di pronto soccorso. «Le guardie che da quest’anno si occuperanno di questo settore — conclude il responsabile dell’istituto Grifone — hanno seguito corsi di formazione, con l’insegnamento anche di interventi di primo soccorso.

E non è da sottovalutare l’aspetto che in questo modo vengono gettate le basi per nuovi posti di lavoro, perché il personale dell’istituto che è già impegnato in altri servizi di vigilanza non può essere distolto dai propri compiti. Infine vorrei ricordare che da poco tempo abbiamo in dotazione il ‘Mambo’, un satellitare portatile, della grandezza di un mouse, che oltre che ad essere installato nelle auto, può essere portato dietro con un ingombro che non è superiore a quello di un cellulare. Premendo un bottone, in caso di necessità, la persona che chiede aiuto viene localizzata dalla nostra centrale operativa”.

Cristina Rufini

Fonte: lanazione.ilsole24ore.com

http://lanazione.ilsole24ore.com/grosseto/2008/09/25/120826-discoteche_aumenta_sorveglianza.shtml

 

Venezia, 580mila euro per fare la guardia al ponte di Calatrava

Venezia, 580mila euro per fare la guardia al ponte di Calatrava

Scorta armata a protezione del ponte di Calatrava. Il «capolavoro architettonico» del «celebre progettista» spagnolo alla stregua di un sito militare o di un obiettivo sensibile: roba delicata, talmente a rischio da dover (eventualmente) mettere mano alla pistola. A difesa del ponte ci sono, 24 ore su 24, ben dieci agenti di polizia municipale dislocati su quattro turni (mattina, pomeriggio, sera e notte) che costano al Comune di Venezia almeno 1.570 euro al giorno.
I conti li ha fatti il Gazzettino, che ieri ha pubblicato la notizia in prima pagina, aprendo sull’argomento ponte di Calatrava l’ennesimo fronte polemico. Del resto, attorno alla super passerella hi-tech che collega piazzale Roma e la stazione ferroviaria, ormai da tempo prolifera un’ampia letteratura tragicomica: dal sistema di illuminazione così tecnologico da far ruzzolare i pedoni, alla statica «ballerina» dell’intera struttura; dai gradini di vetro così moderni dal risultare invisibili, alla difficoltà di pulire alcune parti della struttura a causa della loro estrema fragilità. Per non parlare dei costi lievitati a dismisura, dell’inaugurazione rinviata, delle proteste dei disabili per la presenza delle barriere architettonica, ecc.
Ma torniamo ai vigili su cui grava la grande responsabilità di non far danneggiare un ponte costato 12 milioni e mezzo di euro. Un bene da tutelare a ogni costo. E il «costo» non è certo indifferente per il serenissimo contribuente: «La mattina ci sono due agenti, il pomeriggio altrettanti, la sera sono in tre, così come la notte – spiega il dettagliato servizio del Gazzettino -. Totale: dieci agenti impiegati a turno ogni giorno solo sul ponte, la maggioranza dei quali armati, che costano circa 1.570 euro al giorno. Questa, almeno, è la cifra che risulta in base ai minimi salariali e alle indennità di lavoro serale e notturno». Calcolatrice alla mano, un mese di vigilanza costerà 48mila euro e un anno addirittura 580mila.
Ma l’idea non è affatto piaciuta né al comandante dei vigili urbani né all’assessore alla Polizia municipale che hanno parlato chiaro: «La vigilanza deve finire rapidamente perché distoglie parte del personale da compiti istituzionali, a cominciare dalla repressione del commercio abusivo. Anzi, abbiamo già chiesto di prendere dei vigilantes privati. Nei prossimi giorni arriveranno i preventivi di spesa da parte di alcune aziende della zona».
Sulla stessa linea anche i sindacati. «Troviamo inammissibile – dicono alla segreteria provinciale della Cisl veneziana – che ci siano dei vigili impiegati giorno e notte a guardare un ponte. È un’occupazione oltre che inutile anche dequalificante per chi la pratica. Significa togliere ogni giorno dieci persone dal territorio dove tra l’altro ci sarebbe molto bisogno di unità di supporto. Auspichiamo che questa cosa finisca al più presto, anche perché il ponte non può essere sorvegliato all’infinito».
Lo scorso 18 settembre alla cena con il presidente della Repubblica ha partecipato anche l’architetto spagnolo Santiago Calatrava, amico personale di Napolitano. Su proposta del sindaco Cacciari, tutti i commensali hanno dedicato un brindisi al ponte intitolato alla Costituzione. Il quarto ponte sul Canal Grande, molto apprezzato dal capo dello Stato che lo ha visitato nel pomeriggio, avrebbe dovuto essere inaugurato lo stesso 18 settembre, ma le polemiche sulla lievitazione dei costi e dei tempi hanno spinto il Comune ad annullare la cerimonia preferendo un’apertura «in sordina».

25/09/2008 Fonte: ilgiornale.it

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=293209

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