Forlì: si intromette in litigio tra automobilisti, ex vigilantes nei guai

Forlì: si intromette in litigio tra automobilisti, ex vigilantes nei guai

FORLI’ – Si è intromesso in un litigio tra automobilisti scoppiato nel primo pomeriggio di giovedì in via Punta di Ferro, a Forlì, qualificandosi come un agente e mostrando una pistola archibugio, priva del tappo rosso, ad una delle due persone, un rom stabile a Forlì, con il quale si atteggiato con fare aggressivo. La ‘bravata’ è costata cara ad un 35enne originario del bolognese, che è stato denunciato dai Carabinieri insieme ad un ucraino di 21 anni.

Tutto ha avuto inizio intorno alle 14 nei pressi del Palafiera. Un rom, alla guida di un furgone sul quale viaggiava insieme alla famiglia, ha eseguito un sorpasso azzardato ad una donna che si trovava al volante della propria auto, venendo quasi a collisione. Quest’ultima, spaventata, ha cominciato ad inveire, innescando così una discussione.

Improvvisamente, da un vicino chiosco di piadina, si sono avvicinati con un’auto due individui. Uno di questi, identificato successivamente nel bolognese di 35 anni, ha tirato fuori un distintivo da guardia giurata, puntando al rom una pistola archibugio priva del tappo rosso. “Stai fermo lì, non ti avvicinare. Forniscimi un documento”, si è rivolto l'”agente” al rom. Questi, intimorito, ha mostrato la patente. Contemporaneamente è stata identificata anche l’altra conducente.

Il rom ha poi contattato telefonicamente un sovrintendente della Polizia Stradale, spiegandogli la situazione. Quest’ultimo si è portato sul posto in borghese, nascondendosi. Dopo aver osservato quanto stava accadendo ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto è intervenuta una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Forlì.

Il bolognese si è giustificato ai militari dicendo di aver agito in buona fede. Gli accertamenti del caso hanno consentito di rinvenire nella sua automobile un paio di manette. A quel punto gli uomini dell’Arma hanno eseguito due perquisizioni domiciliari nelle abitazioni in uso del 35enne, a Forlì e a Bologna, trovando un tesserino della polizia giudiziaria, uno da ex vigilantes ed un altro che certifica l’iscrizione all’associazione di polizia europea, un lampeggiante blu, una paletta dell’associazione della polizia europea con inciso il logo della Repubblica, manganelli, tre pistole (regolarmente denunciate nel domicilio di Forlì, ma una trovata a Bologna) e proiettili oltre il limite consentito, radio riceventi e un lampeggiante da auto.

L’uomo è stato così denunciato in stato di libertà per violenza privata in concorso con l’amico ucraino, usurpazione di titolo e violazione delle norme sulle armi. Il 35enne, ex guardia giurata, insieme al 21enne è un rappresentante porta a porta di aspirapolvere, ha confessato che il suo desiderio era tornare a fare il vigilantes. Un sogno macchiato dalla fedina penale.

18/10/2008 Fonte: http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/10/18/105844/

Video: Trasporto Valori a Roma

Rubano 300 cellulari, arrestati sul tetto di Porto Grande

Rubano 300 cellulari, arrestati sul tetto di Porto Grande

18 ottobre 2008

FOTOGALLERY E WEB TV Grosso tentativo di furto al centro commerciale a Porto d’Ascoli, sventato dall’intervento congiunto di forze dell’ordine e Sicurglobal nella notte di venerdì. E per un’ora i due ladri restano nascosti dietro una presa d’aria.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da non credere: agili, abili e ingegnosi come nei migliori film, due esperti ladri rumeni, Ovidiu R. di 33 anni e Florian M. di 28, residenti a Rieti, stavano per mettere a segno un colpo da 150 mila euro in oggetti elettronici (circa 300 cellulari, 30 fotocamere digitali, 6 videocamere digitali, 4 navigatori satellitari, un sistema di Video Entertainment, batterie, schede di memoria, ricariche telefono e tv digitali e satellitari) al centro commerciale Porto Grande di San Benedetto

Attorno alle 3 di notte i due sono penetrati all’interno dell’Ipercoop, attraverso un varco che si sono aperti nel tetto, tagliando con delle forti forbici la lamiera e quindi smontato con un cacciavite il cartongesso del soffitto (erano al secondo tentativo: in precedenza avevano trovato un tratto in cemento). Sono saliti sul tetto salendo attraverso le grondaie, e portando con sé anche le corde dell’autolavaggio che si trova affianco al Porto Grande, attraverso le quali si sono calati nei quindici metri che li separano dal pavimento. Qui, in circa un’ora, hanno riempito quattro valige della refurtiva, riuscendo a portarne tre sul tetto della struttura (sollevandole con le corde dell’autolavaggio). Ma alla quarta, ecco, come nei migliori film, scattare l’allarme da un sistema di rilevazione laterale del centro commerciale.

Subito si allertavano gli uomini della Sicurglobal, la vigilanza privata dell’Ipercoop sambenedettese, che si recava sul luogo e, rendendosi conto della situazione, chiamavano i Carabinieri, che si recava in loco con una pattuglia della radiomobile. Gli stessi venivano poi aiutati dall’arrivo di una voltante del Commissariato di Polizia. Ma non era finita qui.

Come ha spiegato – durante la conferenza stampa dalla quale abbiamo tratto la fotogallery e il video allegato – il tenente dei Carabinieri Massimo Di Lena, i due rumeni, probabilmente non nuovi a colpi del genere (negli ultimi giorni erano avvenuti a Camerano e Silvi Marina e in altre due località), erano dotati di una eccezionale agilità. Si sono così nascosti dietro una delle piccole strutture che, nel tetto, servono come prese d’aria. Complice il buio, gli uomini della Sicurglobal, della Polizia e dei Carabinieri, che hanno agito congiuntamente, hanno impiegato circa un’ora per ritrovare i due rumeni.

Che sicuramente non agivano da soli, e probabilmente si sono affidati a qualche “basista” locale nel tentare il colpo. Sprovvisti di documenti, sono stati identificati con il riconoscimento delle impronte digitali, ed entrambi sono stati condotti nel carcere di Marino del Tronto. Saranno poi espulsi e rimpatriati in Romania. Indagini sono in corso per accertare che i due siano stati autori degli altri colpi degli ultimi giorno, e se agivano con dei complici.

Il materiale recuperato sarà presto riconsegnato all’Ipercoop Porto Grande.

Fote: http://www.sambenedettoggi.it/2008/10/18/62547/rubano-300-cellulari-al-porto-grande-arrestati-nella-notte/

Cellai (AN-Pdl): «Sbagliato dire no all’esercito no e sì alle guardie giurate

Cellai (AN-Pdl): «Sbagliato dire no all’esercito no e sì alle guardie giurate

18/10/2008

Questo il testo dell’intervento di Jacopo Cellai, vicecapogruppo di AN-Pdl: «Firenze non ha bisogno dell’Esercito. Fu così, che si espresse la Giunta Domenici nel rifiutare, sdegnata, l’opportunità di utilizzare l’Esercito per azioni di supporto nel controllo del territorio. Ieri l’ultimo caso di sangue, di criminalità che agisce evidentemente in stile mafioso e rimette in luce la gravità della situazione di San Lorenzo. Il triangolo della paura, come lo chiamano i residenti, tra via Sant’Antonino e via Faenza. A fronte di questa situazione all’assessore Cioni viene in mente l’ennesima trovata. Dopo le sentinelle e gli angeli neri è il momento delle guardie giurate che, “debitamente formate possano contribuire ad un’azione di prevenzione sul territorio”. Debitamente formate come? Come vigili urbani? Come poliziotti? E formati da chi? Con quale riconoscimento giuridico? Con quale titolo? La prevenzione del territorio è o non è competenza dei vigili urbani? E come si fa a dire che ce ne sono pochi, con un organico di 852 agenti? Come è possibile che di notte siano impegnati quaisi esclusivamente negli incidenti stradali come dice Cioni? Quanti ce ne sono in servizio? E’ un problema di formazione forse, di organizzazione certamente. Ma non di quantità. Eppure i vigili non sono presenti a dovere sul territorio. Il Presidente del Quartiere 1, Marmugi (Partito Democratico) si domanda “perché se chiamo il 112 o il 113 gli agenti arrivano subito, se chiamo i vigili no” e continua dicendo “ci sono fenomeni malavitosi che puntano a far fuggire le attività italiane e a soppiantarle con due lire. Ci sono bande che aggrediscono, c’è la droga”. Sfido a dire che l’opposizione strumentalizza le cose. E non solo manca la prevenzione sul territorio, ma anche il controllo delle attività. Come è possibile che i residenti di via Faenza segnalino minimarket che vendono alcolici a tutte le ore, fenomeno che si presenta anche nella zona di Santa Maria Novella ? Possibile che i vigili urbani non ne siano a conoscenza e che non intervengano ? An e Fi hanno tutta un’altra idea della prevenzione e del controllo del territorio. La città lo sa, l’ha capito e si esprimerà».

Fote: http://www.055news.it/notizia.asp?idn=18253

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: