RAZZISMO: PARMA; BOMBE CARTA E STRISCIONI DAVANTI A CASERMA

RAZZISMO: PARMA; BOMBE CARTA E STRISCIONI DAVANTI A CASERMA

PARMA – Due bombe carte sono state fatte esplodere la scorsa notte di fronte alla sede della Polizia Municipale di Parma in via del Taglio, la stessa dove alcune settimane fa era stato rinchiuso lo studente ghanese Emmanuel Bonsu, che poi denunciò presunte violenze fisiche e insulti a sfondo razziale da parte di alcuni agenti.

Gli ordigni, scoppiati a breve distanza l’uno dall’altro attorno alla mezzanotte, sono stati molto probabilmente lanciati da un’auto in transito e non hanno provocato danni alle strutture e alle persone. In quel momento nel piazzale antistante la caserma della Municipale non era infatti presente nessuno anche se solo pochi minuti prima erano stati allontanati alcuni mezzi rientrati dall’ultimo turno della giornata. Ignoti per ora gli autori anche se gli inquirenti contano di ottenere indizi importanti per l’identificazione degli autori del gesto dalle telecamere di videosorveglianza poste all’ esterno dell’edificio.

E’ chiaro il legame tra le bombe carta fatte esplodere la scorsa notte davanti alla sede della Polizia municipale di Parma e l’inchiesta seguita alla denuncia dello studente ghanese Emmanuel Bonsu, che a fine settembre denunciò di essere stato malmenato e insultato a sfondo razziale dopo essere stato fermato da agenti. Lo hanno chiarito gli stessi ignoti attentatori, che dopo l’esplosione, hanno esposto uno striscione che chiedeva le dimissioni dell’assessore alla sicurezza del comune di Parma, Costantino Monteverdi. I due ordigni, di particolare potenza, hanno sciolto l’asfalto al momento dell’esplosione e gettato coriandoli per un raggio di circa una decina di metri.

E’ subito intervenuta una pattuglia della polizia che ha raccolto le prime testimonianze. Nella sede della Polizia Municipale la scorsa notte erano presenti tre agenti e una guardia giurata. Secondo i primi riscontri, gli autori del gesto potrebbero essere tre persone che, dopo l’attentato, si sono allontanate a bordo di una Polo verde scuro.

SINDACO E ASSESSORE IN CASERMA VIGILI

“Sono venuto a portare innanzitutto la solidarietà mia e dell’amministrazione al corpo della Polizia Municipale per un atto che definisco inqualificabile ed incomprensibile. E’ il gesto di chi vuole creare uno scontro artificiale che in città non c’é”. E’ il primo commento del sindaco di Parma Pietro Vignali dopo il lancio delle due bombe carta all’indirizzo della sede della Polizia Municipale. Un gesto strettamente legato, a parere di Vignali, alla vicenda di Emmanuel Bonsu. “Questo è il risultato di un tentativo di esasperare e strumentalizzare quel fatto che, abbiamo detto fin dall’inizio, deve essere considerato episodico – ha concluso Vignali – In città questo scontro non c’é”. Nella sede della municipale anche l’assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi, citato direttamente nello striscione di rivendicazione dell’attentato. “Sono sereno e ho massima fiducia nella magistratura che sta facendo le indagini – ha sottolineato Monteverdi – Ribadisco la fiducia nella Polizia Municipale che nonostante questo fatto continuerà a fare, come sempre, il proprio lavoro”.

INDAGINI SU BOMBE CARTA, CONTROLLI A VERONA

Tre persone, ritenute vicine ai movimenti anarchici, sono state identificate dalla Digos di Verona nell’ambito delle indagini sulle due bombe carta fatte esplodere la notte scorsa di fronte alla sede della Polizia municipale di Parma. I tre sono stati fermati mentre erano a bordo di un’auto. Al momento, a quanto risulta, non sono stati comunque presi provvedimenti da parte dell’autorità giudiziaria. Nessuna indicazione sullo stato delle indagini arriva invece dagli investigatori chiusi nel massimo riserbo. Alcune settimane fa, nella sede della polizia municipale parmense, era stato rinchiuso lo studente ghanese Emmanuel Bonsu, che poi denunciò presunte violenze fisiche e insulti a sfondo razziale da parte di alcuni agenti.

20/10/2008 Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_791005075.html

«Portoghesi» nei bus, Padova come Los Angeles

«Portoghesi» nei bus, Padova come Los Angeles

Riccardo Sandre

Troppi utenti non pagano il biglietto: 6% di evasione, un milione di mancati introiti all’anno

Utilizza i mezzi pubblici per diporto e saltuariamente, è maschio, giovane, disoccupato. E’ questo l’identikit del passeggero senza biglietto. Innocua autoriduzione, dimenticanza, mancanza di spiccioli, motivazioni banali per non pagare sull’autobus l’euro del biglietto. Tuttavia questo atteggiamento costa ad Aps circa un milione di euro di mancati introiti all’anno.

Rispetto alla media nazionale, dove la percentuale stimata di «portoghesi» sfiora il 20% e la perdita economica per il settore raggiunge i 450 milioni di euro annui, la situazione è un po’ migliore ma comunque preoccupante. La percentuale stimata da Aps holding a proposito dell’evasione tariffaria sui mezzi pubblici cittadini si aggira infatti intorno al 6%. Se paragonata alle maggiori città europee e occidentali, la situazione rimane allarmanete: i «portoghesi» di Helsinki non superano il 2%, a Londra sono circa il 3,2%, in tutta la Germania la percentuale di evasori si attesta fra il 2 e il 3%. Per trovare statistiche simili bisogna guardare a Los Angeles mentre solo Marsiglia, con una percentuale fra il 12 e il 20%, è pari alla media del Bel Paese e supera di molto Padova.
In un clima di tagli alle risorse e riduzione della spesa pubblica, il presidente di Aps holding Amedeo Levorato, ha intrapreso una dura battaglia contro i cosiddetti portoghesi: «Vorremmo portare il livello di evasione tariffaria sui mezzi pubblici vicino alla media europea – dichiara il presidente – intorno cioè a quel 3% che sembra essere fisiologico. E per farlo ci siamo trovati costretti ad aumentare i controlli». Risulta infatti, da una ricerca condotta da Asstra-Hermes svolta su un campione di venti aziende di trasporto pubblico nel giugno di quest’anno, che l’85% della popolazione è evasore potenziale la cui onestà dipende sostanzialmente dal clima di controllo percepito. I cartelli multilingua che avvisano i viaggiatori delle delleconseguenze della mancata obliterazione del biglietto, gli annunci a voce ogni due fermate, i controlli in discesa ai capolinea del tram, l’aumento del 10% dei controlli sono le strategie di dissuasione che Aps ha messo in campo per Padova: «Queste iniziative hanno già dato buoni frutti – dichiara il presidente di Aps holding – l’aumento degli introiti da multe ha avuto una variazione positiva del 20,3% tra primo semestre 2007 e lo stesso periodo di quest’anno. Nel primo semestre del 2008 siamo riusciti a recuperare più di 137 mila euro. Tuttavia siamo ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo che ci prefiggiamo».
«L’aumento del 10% dei controlli è il limite che ci permettono le nostre risorse di personale – insiste Levorato – tuttavia appena la prefettura ci darà il via libera, ai controllori di Aps verranno affiancate alcune guardie giurate che ci permetteranno di aumentare ulteriormente la presenza di squadre di controllori su tutte le linee».
«Il servizio di trasporto pubblico cittadino è in crescita, l’aumento delle utenze è costante, il prezzo del biglietto è fermo al 2005 – spiega il presidente di Aps – a maggio inoltre, non appena entrerà in funzione il capolinea Nord del tram, quello di San Carlo-Pontevigodarzere, è in previsione un tavolo di concertazione provinciale sul trasporto pubblico per riorganizzare le linee e permettere ai comuni dell’interland l’accesso al trasporto pubblico cittadino».
«Tuttavia abbiamo bisogno di una mano ad tutti – conclude Levorato – sia dai cittadini sia da tutti i nostri collaboratori, per assicurare una valida alternativa al trasporto privato».

(20 ottobre 2008) Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABPortoghesi%C2%BB-nei-bus-Padova-come-Los-Angeles/2045480/6

Fermati su auto rubata. Arrestati due giovani, uno è minorenne

Dopo un breve inseguimento per le vie di contrada Selva Reale, i carabinieri sono riusciti a fermare il veicolo, sorprendendo alla sua guida il minorenne.

Sono stati fermati su di un’auto rubata e per questo sono stati arrestati. Si tratta di Antonio Tortella, 20enne, già noto alle forze dell’ordine e di un 17enne incensurato, entrambi di Ruvo di Puglia, arrestati, nella tarda serata di sabato, dai Carabinieri della locale Stazione con l’accusa di furto aggravato.Durante un servizio perlustrativo, i militari, a seguito di una segnalazione da parte di personale del locale istituto di vigilanza privata, hanno intercettato una Fiat Uno con due giovani a bordo, i quali, poco prima, alla vista dei vigilantes si erano dati ad una fuga precipitosa. Dopo un breve inseguimento per le vie di contrada Selva Reale, i carabinieri sono riusciti a fermare il veicolo, sorprendendo alla sua guida il minorenne.

Le verifiche eseguite dagli operanti hanno permesso di appurare che l’utilitaria era stata rubata alcune ore prima in centro ad un ignaro cittadino, che l’aveva parcheggiata nel corso della stessa serata. Il veicolo, infatti, presentava segni di effrazione sulla serratura dello sportello, mentre in quella del quadro di accensione era stata inserita una chiave modificata. Tratti in arresto, il 20enne è stato rinchiuso nel carcere di Trani, mentre il minorenne è stato associato presso il centro di prima accoglienza “Fornelli” di Bari.

20/10/2008 Fonte: http://www.ruvolive.it/news/news.aspx?idnews=3189

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