Insegue il fidanzato della figlia col machete

Insegue il fidanzato della figlia col machete

Papà geloso finisce nei guai per lavare l’onta della figlia e rimedia una condanna a sei mesi per minaccia, porto abusivo di arma da taglio, guida in stato di ebbrezza e per il rifiuto di essersi sottoposto al test dell’alcol. In una notte del settembre di un paio di anni fa, Alava Mendoza, 48enne ecuadoriano, era rientrato a casa un po’ sbronzo e aveva trovato la figlia a dormire assieme al fidanzato.

Un vero e proprio affronto soprattutto per chi non è troppo in sé a causa dei fumi dell’alcol. Così l’uomo prese un coltellaccio da cucina e un machete di mezzo metro e minacciò il ragazzo per aver “osato” appartarsi nel suo appartamento con sua figlia. Il ragazzo, terrorizzato, scappò via di casa. Ma non fece a tempo a rivestirsi e lasciò pantaloni e maglietta in casa ritrovandosi per strada in mutande.

Il giovane cominciò a correre per il centro storico, inseguito da Mendoza, quando venne notato da una pattuglia di guardie giurate, sorprese dopo aver visto il giovane correre in versione adamitica. I vigilantes contattarono allora i carabinieri che intercettarono il giovane in piazza Mentana, il quale raccontò cos’era accaduto pochi attimi prima.

I militari si misero alla ricerca di Mendoza e lo trovarono mentre nei pressi del portone della sua abitazione, in vico delle Mura, tentava di occultare il coltello da cucina prima di sgommare con la sua automobile Hyundai Atos.

I carabinieri recuperarono l’arma, quale prova del reato, e poi si lanciarono all’inseguimento di Mendoza che raggiunsero poco distante. Dalla perquisizione saltò fuori il machete. Inoltre i militari sorpresero l’ecuadoriano in stato di ebbrezza alla guida dell’auto. Ma non poterono stabilire il tasso alcolemico in quanto l’uomo si rifiutò a sottoporsi al test. Così venne denunciato all’autorità giudiziaria per svariati reati, tra cui le minacce a quello che poteva diventare il futuro genero. I militari sequestrarono il machete, l’automobile e la patente di guida e l’ecuadoriano fu costretto a ritornarsene a casa a piedi barcollando a causa dell’alcol.

Non è dato da sapere come si regolò con la figlia sorpresa in casa con il fidanzato. Ma appare quasi certo che il giovane per molto tempo avrà girato alla larga dalla casa di Mendoza.

Così ieri mattina l’ecuadoriano si è presentato in aula per rispondere dei reati che la procura gli attribuiva. Difficile smontare le accuse per il suo avvocato, considerato che la gelosia non è motivo di attenuante. Così il pubblico ministero Alessandro Casseri, che rappresentava in aula il sostituto procuratore della Repubblica Claudia Merlino, ha chiesto una condanna a tre mesi di reclusione. Ma il giudice Giovanni Antonio Muscogiuri ha voluto essere ancora più severo fissando la pena a sei mesi che probabilmente verrà appellata dalla difesa

02 dicembre 2008 Fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/la_spez…n-machete.shtml

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