Rapinatori troppo informati: una pista per i carabinieri

Rapinatori troppo informati: una pista per i carabinieri

RAPINATORI professionisti e soprattutto informatissimi: sapevano dell’arrivo del furgone portavalori che avrebbe scaricato un bel po’ di denaro. Proprio questo fronte dell’informazione…

2008-12-03
RAPINATORI professionisti e soprattutto informatissimi: sapevano dell’arrivo del furgone portavalori che avrebbe scaricato un bel po’ di denaro. Proprio questo fronte dell’informazione è quello battuto dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto operativo di Ravenna che hanno assunto la titolarità delle indagini sulla rapina messa a segno l’altra mattina alle Poste di Godo e che ha fruttato un cospicuo bottino, 55mila euro. Uno dei più cospicui fra i sempre più numerosi assalti alle Poste messe a segno negli ultimi mesi in Emilia-Romagna e nelle regioni limitrofe. Assalti che, scorrendo le statistiche, fruttano tutti, comunque, ingenti bottini, ben diversamente dalle rapine in banca dalle quali ormai i malviventi non ricavano più di tre-cinquemila euro per volta. Non solo: colpisce una singolarità e cioè che a Russi come in tre delle maxi-rapine messe a segno in uffici postali della Romagna e del Rodigino dall’estate scorsa, è comparsa come auto utilizzata una Fiat Uno. Probabilmente perchè è rimasta la vettura più facile da rubare.
I rapinatori che hanno agito a Godo erano cinque. Due sono entrati da una finestra del retro alla quale erano state segate le sbarre nella notte, e gli altri tre sono entrati dalla porta principale. Quattro avevano il volto coperto da sciarpe e berretti, il quinto si è tirato fin sul naso il collo del maglione. E’ evidente che i quattro avevano qualche timore di poter essere riconosciuti: forse sono pregiudicati delle cui foto gli investigatori sono in possesso. Nessun rischio invece di essere ripresi perchè l’ufficio postale di Godo — come molti uffici postali — è privo di impianto di telecamere.
I cinque hanno atteso l’arrivo del furgone portavalori, hanno atteso che depositasse il denaro e se ne andasse e poi hanno operato. Uno di loro era armato di pistola e l’accento era meridionale. Poi la fuga su una Fiat Uno bianca che era stata rubata presso una carrozzeria di Russi. Un’auto sostitutiva, ’di cortesia’ come scritto sulle fiancate, trovata poco dopo a breve distanza, alla periferia di Godo. E’ stata prelevata e portata presso la caserma di viale Pertini a Ravenna per le investigazioni di carattere scientifico. I carabinieri stanno interrogando tutti coloro che sono stati testimoni dell’audace colpo e delle fasi successive. Non si può escludere che i rapinatori siano stati ripresi, a volto scoperto, dalle telecamere di un’azienda nei cui pressi è avvenuto il cambio della vettura.
La mattina del primo ottobre, nel Cesenate, a Gatteo e a Gambettola, furono messe a segno altrettante rapine ai danni di uffici postali per un bottino complessivo di 42mila euro. In quel caso agirono tre banditi, a volto scoperto e vestiti da operai stradali. Uno era armato di pistola. In entrambi i casi i rapinatori erano giunti sul posto a bordo di una Fiat Uno bianca nel primo caso e di una Fiat Uno azzurra nel secondo caso, poi abbandonate nei pressi. L’11 settemnbre scorso tre banditi rapinarono le poste di Contarina, nel Polesano: bottino di 87mila euro. Anche in quel caso erano entrati nell’ufficio postale forzando le inferriate di una finestra e neutralizzando l’impianto di allarme. Erano tutti a volto coperto e armati di cacciavite. Arrivo e fuga a bordo di una Fiat Uno rubata a Chioggia e subito abbandonata.
E guarda caso, per testimoniare la diffusione di questo tipo di rapine, l’altra mattina, nella stessa ora in cui venivano assaltate le poste di Godo, tre banditi, con il volto coperto da calze e armati di pistola, facevano irruzione nell’ufficio postale di Santa Maria del Giudice, in provincia di Lucca, subito dopo che si era allontanato il furgone portavalori. Bottino di 100mila euro.
c.r.

Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/r…rabinieri.shtml

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Manda il figlio minorenne a rubare al supermercato Una guardia giurata lo aiuta a fuggire senza pagare

Manda il figlio minorenne a rubare al supermercato Una guardia giurata lo aiuta a fuggire senza pagare

Incastrati dalle telecamere

Mandava il figlio di 14 anni a riempire il carrello. Poi, all’uscita del supermercato, c’era una guardia giurata d’accordo con il genitore e che, alla vista del ragazzetto, apriva una porta non schermata per farlo scappare. Una furbata che è finita ieri mattina davanti al giudice del Tribunale di Como dove il padre, un comasco di 36 anni, ha patteggiato 6 mesi ed è ora agli arresti domiciliari.
Il vigilante (anche lui di 36 anni di Como) ha chiesto invece i termini a difesa. Il minorenne è invece tornato dalla madre.
L’episodio risale allo scorso sabato, quando il direttore dell’Esselunga di Como, in via Carloni, intorno alle 12, chiama i carabinieri per un furto. Viene fermato il giovane che racconta di essere stato costretto a compiere quell’azione dal padre. Ad incastrare il trio – guardia compresa – sono poi le telecamere del supermercato. Due i furti contestati: il primo da 400 euro, il secondo da quasi mille euro. L’indagine è poi proseguita e i carabinieri hanno scoperto che a sua volta la merce veniva rivenduta. Per questo altre tre persone – un 42enne di Tavernerio, un 48enne ed un 29enne di Ponte Lambro – sono state denunciate.

Mauro Peverelli

02/12/2008 Fonte: http://www.corrierecomo.it/frm_articoli.cfm?ID=90958

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