L’ultimo saluto a Giulio Innelli

L’ultimo saluto a Giulio Innelli

Scritto da airas
martedì 09 dicembre 2008

Si sono svolti ieri pomeriggio a Polla (Sa), nella Chiesa di San Pietro Apostolo, i funerali della giovane guardia giurata che ha perso la vita domenica mattina in un tragico incidente stradale a bordo della sua Suzuki sulla strada statale 19 nel comune di Atena Lucana. L’impatto con una panda, sulla quale viaggiava una coppia di anziani di Sassano (Sa), è stato violentissimo e fatale. La moto si è spezzata in due e Giulio, nonostante il casco, è morto immediatamente e a nulla sono serviti i soccorsi prestati dal 118.

La Santa Messa, celebrata dal parroco don Paolo Longo, ha visto la partecipazione di migliaia di persone che si sono strette intorno alla Famiglia per dare l’ultimo saluto ad una persona speciale. La notizia della sua morte si è abbattuta su Polla come un fulmine a ciel sereno, lasciando tutti in un silenzio commosso tra lacrime e incredulità, ancora scossi dalla perdita di un’altra giovane vittima della strada, Alessandro Curcio, studente universitario a Potenza, che solo due settimane fa aveva perso la vita in un incidente proprio mentre si recava a seguire le lezioni in ateneo.

Giulio, guardia giurata presso il Banco di Napoli di Polla, era amato e benvoluto da tutti, non solo per la sua grande professionalità e serietà, ma soprattutto per la sua disponibilità, la sua gioia di vivere, la sua allegria, il suo sorriso contagioso. Strappato agli affetti più cari, alla madre, alla moglie Caterina, ai due figli e a tutte le persone che gli volevano bene, in modo violento e quasi innaturale, Giulio lascia un vuoto immenso, una tristezza dilagante, una sofferenza che diventa ancora più insopportabile con l’avvicinarsi del Santo Natale.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace

Fonte: http://www.italia-news.it/index.php?option…3141&Itemid=115

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