Ronde, le regole del Viminale: no a divise e simboli politici

Ronde, le regole del Viminale: no a divise e simboli politici

Polemiche per le ”ronde nere” del Msi

Il regolamento del ministero dell’Interno sarà varato dopo l’approvazione del ddl sicurezza. Per partecipare alle ronde necessaria l’iscrizione ai registri delle procure, azioni coordinate dalla polizia locale. Priorità a guardie giurate ed ex appartenenti alle forze dell’ordine. Vietati nomi e richiami ai partiti politici: decisione resa esplicita dopo la presentazione della Guardia Nazionale del Partito Nazionalista Italiano. La replica: «Siamo una onlus registrata e apolitica». E il caso arriva anche sulla stampa straniera.

Avanti tutta con le ronde, ma con regole precise che vietino ogni richiamo a partiti o movimenti politici. Questo il senso del regolamento che verrà licenziato dal ministero dell’Interno una volta che il ddl sicurezza sarà definitivamente approvato in Parlamento: le associazioni dei volontari – le ronde – non potranno utilizzare divise o utilizzare nomi e simboli che riportino a partiti politici. Sarà vietato anche l’uso di armi, corde, manette. Così come sarà proibito l’ingresso nelle associazioni a persone con precedenti penali.

Una precisazione che arriva a stretto giro dalla presentazione a Milano della Guardia Nazionale di Gaetano Saya, fondatore del Msi-Dn e presidente del Partito Nazionalista Italiano. Su quelle che sono state già ribattezzare “ronde nere” è stata aperta un’indagine dalla Procura di Milano, tramite la Digos ed è attesa la formalizzazione da parte del procuratore aggiunto Armando Spataro dell’accusa di violazione della legge Scelba del 1952 nei confronti dei promotori e organizzatori del movimento. I reati contestati dovrebbero andare dall’apologia del fascismo alla ricostruzione del partito fascista.

Il timore, secondo i responsabili di quella che precisano essere «una onlus regolarmente registrata, come prescrive la legge», sarebbero infondati. Ma la divisa – camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale, basco o kepì grigio con il simbolo dell’aquila imperiale romana, la scritta «SPQR» e il motto «Domine dirige nos», elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e torcia elettrica di metallo nero – e i simboli apposti su di essa – l’aquila imperiale e il sole nero – unitamente alle radici di destra dell’organizzazione lasciano spazio a dubbi.

Stando ai propositi dal governo, le ronde dovranno limitarsi a «segnalare» situazioni di pericolo e non a procedere a controlli sulle persone o ad arresti – sebbene, in realtà, l’articolo 383 del codice di procedura penale preveda per i privati cittadini la possibilità di effettuare arresti in caso di flagranza di reato -: da qui l’esigenza per il Viminale di fissare modalità di selezione, che dovrà essere ufficializzata con l’iscrizione a un apposito registro gestito dalle prefetture, e indicazioni per la formazione dei gruppi, che saranno composti da 3-5 persone, con priorità a guardie giurate ed ex membri delle forze dell’ordine comunque disarmati. Le ronde lavoreranno sotto il coordinamento dalla Polizia locale, per evitare che possano interferire con l’azione delle forze dell’ordine o agire di propria iniziativa, travalicando i limiti di impiego imposti. Chiaro quindi l’intento di evitare che associazioni di privati cittadini prendano il posto di poliziotti e carabinieri. Ma anche di bloccare la preoccupante possibilità che si possano istituire gruppi di derivazione politica, che saranno così messi «fuori legge».

Non ci sta però la Guardia Nazionale, che sul proprio sito chiarisce la sua posizione chiamando in causa proprio il partito del ministro dell’Interno: «La Guardia Nazionale Italiana ha le stesse identiche caratteristiche statutarie, giuridiche ed amministrative della Guardia Nazionale Padana (associazione Padana del Partito Politico denominato LEGA NORD). Quindi mentre la Guardia Nazionale Padana, agisce ed opera nelle manifestazioni politiche della Lega Nord nel territorio così detto PADANO, la Guardia Nazionale Italiana agisce ed opera nelle manifestazioni politiche del Partito Nazionalista Italiano, sull’intero territorio Nazionale».

Il dibattito – così come l’indagine della Procura – è aperto. E ha solleticato anche l’attenzione della stampa estera: un articolo dell’Associated Press ha già fatto il giro di numerose testate internazionali, tra cui gli americani New York Times e Washigton Post, non esita a ricollegare li membri della Guardia Nazionale alle “camice nere” di Mussolini. Per meglio illustrare la vicinanza alle squadre fasciste, il britannico Daily Mail propone addirittura un diretto confronto fotografico.

15/06/2009 Fonte: http://www.agenziami.it/articolo/3894/Rond…mboli+politici/


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