Vigilantes decimati dalla crisi «Riordinare la professione»

Sicurezza. Nell’ultimo anno quasi 2mila guardie giurate hanno perso il posto

Vigilantes decimati dalla crisi «Riordinare la professione»

Ancona (Assiv): siamo complementari alle forze dell’ordine
MILANO Monica Lang Nemmeno il settore della vigilanza è al riparo dai colpi della recessione e, anzi, subisce la concorrenza del portierato. A denunciare la progressiva erosione di quote di mercato sono le cifre elaborate dall’Assiv (Associazione nazionale delle imprese di vigilanza) sui dati Inps relativi agli occupati del comparto. In Lombardia, dove nel 2010 erano attivi 102 istituti complessivamente, guardie giurate e dipendenti sono stati decimati del 10% circa, 1.727 persone in meno. Numeri significativi anche in considerazione del fatto che Milano, con la grande committenza privata, è la seconda piazza dopo Roma nel mercato della vigilanza. E con le sue 7.015 guardie giurate, il 16,2% del totale nazionale, la Lombardia resta comunque la regione con il più alto numero di guardie dopo il Lazio. «Nel nostro settore, un calo degli occupati si legge automaticamente con un calo dei fatturati spiega Antonio Ancona, segretario generale dell’Assiv in quanto vendiamo ore/uomo. Meno guardie giurate significa meno lavoro per le imprese». Il settore della sicurezza armata, 860 istituti in tutta Italia e un fatturato di 2,4 miliardi nel 2008 (ultimo dato disponibile), annovera servizi molto diversi tra loro: si va da dalla vigilanza antirapina all’antitaccheggio, dalla telesorveglianza al monitoraggio e intervento su allarmi e poi deposito, custodia e trasporto di valori. Oltre al problema del portierato, l’altro fenomeno negativo per il settore è determinato dai network di intermediazione, che provocano un’aggressione delle tariffe spesso al di sotto delle soglie minime indicate dal contratto collettivo. Non esistendo a oggi aziende di vigilanza in grado di coprire l’intero territorio nazionale, il committente notoriamente il settore bancario, che pesa per una quota di circa il 15% sul giro d’affari per evitare la moltiplicazione di contratti e interlocutori si rivolge agli intermediatori, che trattano l’appalto su scala nazionale e contrattano poi le tariffe con i diversi operatori sul territorio. Questo genera una corsa al ribasso dei prezzi del servizio. Dai dati elaborati, il quadro lombardo dei tagli si mostra piuttosto disomogeneo: se Como raggiunge un picco negativo pari a -24%, Mantova, Brescia e Sondrio restano sotto la media regionale del 10%, mentre le province di Varese, Bergamo e Pavia, in controtendenza, aprono nuovo filiali. In soccorso al settore, il 16 marzo scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale del primo dicembre 2010 che riordina i requisiti organizzativi e professionali per le imprese di vigilanza privata e individua “obiettivi sensibili” e siti che presentano “speciali esigenze di sicurezza” la cui vigilanza, se non vi provvedono le forze di polizia, dovrà essere affidata alle guardie giurate. Tra i target elencati nel documento del ministero dell’Interno sono menzionati aziende pubbliche e private dei settori dell’energia e delle comunicazioni: centrali elettriche e telefoniche, raffinerie, emittenti radiotelevisive. Ospedali, strutture pubbliche con centri di elaborazione dati, tribunali, musei e pinacoteche sono invece considerati luoghi con speciali esigenze di sicurezza. «Le norme del decreto ministeriale sono un passo avanti verso una maggiore qualificazione del settore della vigilanza privata commenta Ancona e hanno il pregio di riconoscere il nostro comparto come soggetto complementare e sussidiario alle forze di polizia». RIPRODUZIONE RISERVATA
Sul territorio. La Lombardia ha il più alto numero di guardie giurate dopo il Lazio

7.015

Tagli. Como è la provincia dove si registra il picco negativo di perdite di posti di lavoro

-24%

NUOVI SBOCCHI

Il decreto. In soccorso al settore, il 16 marzo scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale del primo dicembre 2010 che riordina i requisiti organizzativi e professionali per le imprese di vigilanza privata e individua «obiettivi sensibili» e siti che presentano «speciali esigenze di sicurezza» la cui vigilanza, se non vi provvedono le forze di polizia, dovrà essere affidata alle guardie giurate I target. Tra i target elencati le aziende pubbliche e private dei settori dell’energia e delle comunicazioni: centrali elettriche, raffinerie, centrali telefoniche, emittenti radiotelevisive

Fonte: http://rassegna.provincia.bergamo.it:81/Articles/20110518/Art00026_20110518.htm

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