Assaltato un furgone portavalori

Assaltato un furgone portavalori 

4 luglio 2011

Vibo Valentia/ Un commando armato ha costretto l’autista a scendere dal mezzo è si è allontanato con il bottino

VIBO VALENTIA. Un commando armato ha assaltato un furgone postale costringendo ‘autista a scendere ed allontanandosi con il carico di denaro. L’episodio si è verificato ieri mattina intorno alle 8 dinnanzi all’ufficio postale della cittadina del vibonese. Una guardia giurata ha sparato contro i rapinatori mentre si allontanavano, ma senza colpirli. Un proiettile ha raggiunto una macchina ferma senza nessuno a bordo. Il furgone con all’interno il denaro destinato al pagamento delle pensioni di tutti gli uffici della zona si è fermato per consegnare una parte della somma quando improvvisamente sono spuntati due o più individui che hanno subito immobilizzato l’autista. La guardia giurata ha scaricato l’interno caricatore senza colpire nessuno. Sul posto, data l’ora, ancora c’era poca gente. Scattato l’allarme sono intervenuti i carabinieri di Filadelfia con il comandante della Compagnia di Vibo Valentia, Stefano di Paolo. I militari sono riusciti a rintracciare il furgone in località “Sordo” a qualche chilometro di distanza, senza però il denaro. L’ammontare dei soldi rapinati non è stato ancora quantificato, ma si tratterebbe di una grossa cifra.

Fonte: http://www.giornaledicalabria.net/index.ph…=22986&idarea=2

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La guardia giurata ammette la rapina: “Ero pieno di debiti”

La guardia giurata ammette la rapina: “Ero pieno di debiti”

Raffaele Crispino, 37 anni, era caporeparto in una multinazionale, poi è andato in causa e ha accettato una buonuscita. Ha ricominciato come guardia giurata ma aveva bisogno di soldi

La guardia giurata Raffaele Crispino, 37 anni, ha ammesso le sue colpe: una rapina frutto della disperazione, spiega il suo avvocato, Mauro Pagani, che ha chiesto al giudice, Stefania Pepe, gli arresti domiciliari, per tirarlo almeno fuori dal carcere, dove è detenuto da sabato scorso dopo l’arresto da parte dei carabinieri di Varese. E’ accusato di aver tentato di rapinare la farmacia di Cocquio Trevisago e di aver rubato la pistola a un collega per strada, in via Robbioni a Varese.
Secondo il suo legale è un uomo disperato che ha commesso una serie di errori. Quella di Cocquio è una tentata rapina, per giunta con tratti maldestri, «e spero dunque che il giudice valuti il contesto – aggiunge – ora siamo in attesa di una decisione sulla attenuazione della misura».
Crispino è pieno debiti: è stato a lungo disoccupato, ha avuto un problema di salute molto serio, è andato in causa con l’azienda e alla fine ha accettato una buonuscita. Lui contava di tirare avanti con quei soldi, l’attesa è però durata più del previsto. Si sono accumulati dei debiti e ha perso la testa.
«La rapina però era fatta male – aggiunge il suo legale – non è un professionista, era la prima volta, non è un rapinatore seriale».
Secondo il gip le esigenze cautelari sono giustificate dal fatto che pur non avendo negato nulla ha compiuto due rapine in poco tempo, ciò porta a pensare che sia così confuso da poterne fare un’altra.
Che strana però la parabola di questo rapinatore. Arrivato da Napoli, entrò come operaio. Era un caporeparto nella sua azienda, perito elettronico. Quando litigò con l’azienda, anche la moglie, che aveva un contratto a termine in un’altra ditta, rimase a casa. Ma ha cercato di risolvere i problemi nel modo sbagliato.
4/07/2011
Roberto Rotondo

Fonte: http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=208603

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