Coopservice. Dopo il malore e la morte del collega i vigilantes chiedono sicurezza

Coopservice. Dopo il malore e la morte del collega i vigilantes chiedono sicurezza

I portavalori vogliono sia fatta piena luce sulla vicenda

di Andrea Zambrano


REGGIO EMILIA (30 agosto 2011) –
“Fuori la verità. Sulla morte di Massimo Fontanelli, sono ancora tanti i punti oscuri su cui fare luce”. I colleghi dell’agente di Coopservice morto giovedì dopo una inspiegabile e incredibile carambola di eventi all’interno del suo mezzo blindato, chiedono all’azienda maggiori garanzie sulla loro sicurezza e si preparano a dare battaglia. “Troppi ancora gli interrogativi a cui non è stata data risposta. Per esempio: perchè il mezzo non è stato sbloccato in remoto dalla centrale. In questo modo di sarebbe guadagnato del tempo per permettere ai soccorsi di prestare più velocemente le cure a Fontanelli”. Chi parla è un’agente dipendente del colosso specializzato in sicurezza. Lo fa a nome di tanti colleghi, ma chiede di non rendere noto il proprio nome per evitare fastidi. Le sue domande aprono uno squarcio su una professione dura, dove per 1.100 euro al mese si rischia davvero la vita. E la vita di Massimo Fontanelli è stata spezzata a 52 anni, non da uno scontro a fuoco con qualche rapinatore, ma da un infarto che lo ha bloccato all’interno del suo mezzo per tanti minuti. “Troppi – ci dice un collega di Fontanelli -. Troppi considerato che un infarto, se si interviene per tempo può essere contrastato anche sul posto con appositi strumenti dei sanitari. Se solo fosse stato possibile”. Per capire la protesta dei dipendenti di Coopservice però bisogna fare un passo indietro e spiegare come ha trovato la morte Fontanelli. Sono le 18,30 circa di giovedì 25 agosto. Fontanelli arriva con il blindato davanti al supermercato Todis di via Adua. Un’operazione di routine, con la collega caposcorta che scende dal mezzo per ritirare l’incasso di giornata. Fuori, nel parcheggio del supermercato, Fontanelli rimane dentro l’abitacolo con il motore acceso e la marcia inserita, così come predisposto dalle normative di sicurezza dei lavoratori della cooperativa.
Ma ad un certo momento accade l’incredibile. Fontanelli viene colto da un infarto: il mezzo parte incontrollato per circa 100 metri e finisce la sua corsa contro il muretto di un’abitazione. A quel punto scattano automaticamente i sistemi anti intrusione che impediscono l’accesso al mezzo. Il 118 e i vigili del fuoco, chiamati sul posto non possono fare nulla. Si rende indispensabile l’intervento di tecnici specializzati di Coopservice. che arrivano dalla centrale di Cavriago. Ma ci vogliono 20-25 minuti. Una volta giunti sul posto e liberato l’uomo, Fontanelli viene portato d’urgenza al Santa Maria, dove avviene il decesso. Ora, a interrogarsi su quella fine così assurda sono i colleghi di Fontanelli. Che mettono sotto accusa il sistema di sicurezza e pongono l’attenzione sulle condizioni generali di sicurezza in cui sono costretti a lavorare i vigilantes.
Anzitutto – evidenziano – è previsto che sui furgoni portavalori, ci siano a bordo tre persone. E’ una disposizione della questura che lo impone. Ci stiano a bordo tre persone: autista, scorta e caposcorta. Invece al Todis, e apprendiamo, nel 50% dei casi, a bordo viaggiano sempre e solo due vigilantes: l’autista e il caposcorta che effettua il prelievo dei valori. “Il primo problema dunque è di entità della composizione della squadra – dicono al GdR i dipendenti. Poi, chi l’autista ha un’indennità minore, ma è esposto come gli altri agli stessi rischi, soprattutto se si tiene conto che noi, come guardie giurate facciamo anche servizi di pubblica utilità, e pertanto siamo esposti a maggiori rischi”. Secondo i vigilantes “è impensabile che una persona possa rimanere chiusa così a lungo dentro il mezzo. Ecco perchè vogliamo una risposta urgente dall’azienda. Non vorremmo che la morte di Massimo fosse vana, questa dolorosa vicenda deve indurre tutti a cambiare le cose”.
Il nocciolo della questione però è relativo ai meccanismi di blocco e sblocco dei portelloni del portavalori.
“Sappiamo che dalla centrale operativa il mezzo si può bloccare in qualunque momento in caso di emergenza. Se si può bloccare, dunque, il furgone si può anche sbloccare. Perchè non è stato fatto?”, chiedono. Tanto più che tutti i mezzi sono controllati via gps dalla centrale, quindi non è infrequente che la centrale possa intervenire. Ora il clima all’interno del colosso è di grande preoccupazione: “Stiamo aspettando che i sindacati organizzino un incontro con l’azienda, ma una cosa è certa: vogliamo sapere qualche cosa di più sulla sicurezza dei nostri mezzi e della nostra vita”.

Fonte: http://www.ilgiornaledireggio.it/showPage.php?template=newsreggio&id=7822&masterPage=articoloreggio.htm

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CRONACA: Difende il portafogli del figlio a suon di stampelle, arrestato il rapinatore

CRONACA: Difende il portafogli del figlio a suon di stampelle, arrestato il rapinatore

SABATO 27 AGOSTO

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NAPOLI – Gli agenti della sezione Falchi del Commissariato di Polizia “Decumani” hanno arrestato Cesare VOLPES, pregiudicato di 36 anni, perché responsabile del reato di tentata rapina aggravata.Stamani, intorno alle 10,30, un fornitore di uova, si è recato con il padre per effettuare delle consegne ad un noto esercizio commerciale, nella centralissima Via Toledo.L’uomo, dopo aver scaricato della merce, approfittando d’essere in compagnia del padre, ha lasciato il portafogli nel suo furgone, allontanandosi.

 VOLPES, notato il portafogli sul cruscotto, non ha resistito ad impossessarsene ma, l’anziano genitore, con problemi di deambulazione, è sceso dal furgone affrontando il ladro.L’anziano, difendendosi a colpi di stampelle, è riuscito a strappare dalla tasca di VOLPES il portafogli appena sottratto.Una Guardia Giurata, in servizio presso un esercizio commerciale nelle vicinanze, notata l’aggressione, è intervenuta in soccorso dell’anziano ma, il rapinatore è riuscito a fuggire.E’ stato lanciato subito l’allarme alla Polizia che, attraverso la sala operativa, ha diramato le descrizioni di VOLPES.Gli agenti motociclisti del Commissariato di Polizia “Decumani” hanno intercettato il rapinatore, arrestandolo.VOLPES è stato condotto al Carcere di Poggioreale.

Fonte: http://www.napolivillage.com/Napoli/cronaca-difende-il-portafogli-del-figlio-a-suon-di-stampelle-arrestato-il-rapinatore.html

 

CRONACA, CASTELVOLTURNO (CASERTA): TENTATA ESTORSIONE A GRAND HOTEL PINETAMARE

 

CRONACA, CASTELVOLTURNO (CASERTA): TENTATA ESTORSIONE A GRAND HOTEL PINETAMARE

CASTELVOLTURNO – PINETAMARE (Caserta), 25 agosto 2011 – (Casertasette) – La nuova gestione societaria di un istituto di guardie giurate aveva cercato di proseguire la vigilanza ad un noto albergo di Pinetamare, prima con le buone e poi con il una frase ritenuta intimidatoria pronunciata da un personaggio ritenuto vicino ad alcune persone gravitanti nell’area della cosca del clan dei Casalesi. Di qui – dopo un’attività info investigativ – il fermo di indiziato per cinque persone eseguito tra Giugliano, Melito, Marianella (in provincia di Napoli), e Castelvolturno. Ad eseguire gli arresti sono stati i militari della stazione di Mondragone su delega della Procura distrettuale antimafia. L’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso è scattata per Luca Aprea, 43 anni, di Giugliano, titolare di un’agenzia di vigilanza privata, la Flying Eagles Security; Vincenzo Fioretto, 28 anni, di Melito; Natale Fioretto, 51 anni, di Napoli; Vincenza Vorzillo, 49 anni, di Napoli e Alessandro Froncillo, 25 anni, di Castelvolturno. Il provvedimento, emesso dalla Procura di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, scaturisce da un’indagine riguardante un tentativo di estorsione al gesotre del «Grand Hotel Pinetamare», per conto del clan dei Casalesi. Durante l’operazione sono stati anche sottoposti a sequestro i locali dell’istituto di vigilanza utilizzati dagli arrestati.

 

A GIUGNO SCORSO IL CAMBIO DELLA GESTIONE SOCIETARIA DELL’ALBERGO E IL 18 AGOSTO SCORSO LA CHIUSURA DELLA STRUTTURA PER ASSUNZIONI IN NERO

 

Lo scorso 18 agosto i carabinieri, nel corso di un controllo sulle assunzioni, avevano elevato una contravvenzione di 19 mila euro all’amministratrice dell’albergo J.M. con contestuale chiusura della piscina e della struttura poi riaperta con il pagamento della sanzione di 1.500 euro in quanto la socieà contesterà il verbale di 19 mila euro perchè ci sarebbe stato solo una mancata formalizzazione dell’assunzione di nove persone al loro primo giorno di lavoro. La Grandi Alberghi s.r.l. ha rilevato lo scorso giugno il Grand Hotel Pinetamare ed ha la sede sociale ad Afragola, dove gestisce un’altra struttura.

Fonte: http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&file=article&sid=20584


Guardia muore intrappolata nel blindato, la moglie: vogliamo capire cos’è successo Massimo Fontanelli ha perso la vita dopo un malore

Guardia muore intrappolata nel blindato, la moglie: vogliamo capire cos’è successo

Massimo Fontanelli ha perso la vita dopo un malore

REGGIO EMILIA (26 agosto 2011) –All’indomani della morte di Massimo Fontanelli, la guardia giurata che mercoledì scorso ha avuto un malore mentre era chiuso nel furgone portavalori che conduceva, fa inevitabilmente sorgere dubbi: è normale, da parte di chi gli voleva bene, domandarsi se mai sarebbe stato possibile salvarlo. E’ umano, alla scomparsa di una persona cara, cercare di capire i motivi di un evento tanto doloroso, tanto più se inaspettato. Per la morte di Fontanelli, certi dubbi sono resi più pesanti da quegli interminabili attimi in cui si attendeva di sbloccare il portellone del blindato, nel quale l’uomo era di fatto imprigionato, per portargli soccorso. “Attendiamo i risultati dell’autopsia per capire che cosa sia successo, poi decideremo come comportarci”, ha detto la moglie del vigilante, che insieme alla figlia è ora chiusa nel dolore in attesa di maggior chiarezza sulla morte del marito.
Il modo in cui l’uomo ha perso la vita ha scosso chi in quel tragico pomeriggio era presente in via Adua e ha assistito ai disperati tentativi di liberarlo dal mezzo in cui si era sentito male e di strapparlo alla morte.
Scossi anche i colleghi di Coopservice, che ora attendono di sapere quando sarà possibile dare all’amico il loro ultimo saluto. Ma prima di fissare il funerale bisogna attendere l’autopsia, prevista per la giornata di oggi.
Massimo Fontanelli lavorava per l’azienda Coopservice dal 2005 e da anni viveva ad Albinea in via Cosmo Cosmi con la moglie e la figlia. Si era sentito male durante un servizio di routine effettuato insieme alla collega presso il supermercato Todis di Via Adua. La collega era entrata per un normale ritiro di denaro. Mentre la donna era nel supermercato, l’uomo si era sentito male e aveva inavvertitamente messo in moto il furgone, schiantatosi poi contro il muretto di una casa vicina. L’impatto aveva fatto scattare il sistema di sicurezza anti assalto del mezzo e le portiere si erano bloccate immediatamente, imprigionando di fatto il Fontanelli e ritardando, anche se di poco, il momento del soccorso.

(fra. se.) 

Fonte: http://www.ilgiornaledireggio.it/showPage.php?template=newsreggio&id=7806&masterPage=articoloreggio.htm

Guardia giurata ha un malore, il blindato sbatte e lo imprigiona mentre muore

Guardia giurata ha un malore, il blindato sbatte e lo imprigiona mentre muore

Massimo Fontanelli, 50 anni, resta chiuso sul mezzo

di Francesca Sestito

REGGIO EMILIA (24 agosto 2011) –Muore nel portavalori rimasto chiuso dopo lo schianto. Episodio tragico dalla dinamica incredibili, che è costato la vita a una persona e che poteva avere risvolti ancor più drammatici, quello che ha avuto come scenario, nel pomeriggio di ieri, il parcheggio del supermercato Todis di via Adua. Intorno alle 16 un portavalori Coopservice si è fermato nel parcheggio per il consueto ritiro degli incassi. Uno dei due agenti di servizio a bordo, una ragazza di circa trent’anni, è scesa per effettuare la raccolta, mentre il collega l’attendeva nel blindato, con il motore acceso. Fin qui nulla di strano, è del tutto normale infatti che l’uomo, il cui nome era Massimo Fontanelli tenesse acceso il mezzo per motivi di sicurezza. Tuttavia uno spegnimento del motore avrebbe con ogni probabilità evitato che si innescasse il meccanismo diabolico che ha finito per costare la vita alla guardia giurata cinquantenne. All’uscita dal supermercato della collega infatti, il portavalori guidato dall’uomo era sparito, e risuonava l’allarme che faceva sospettare un probabile agguato da parte di malviventi. In realtà, in seguito ad un malore del conducente, il furgone aveva percorso qualche decina di metri, attraversando l’intero parcheggio e andandosi a scontrare contro il muretto della casa adiacente il supermercato. L’impatto, pur non particolarmente violento, era bastato per far sì che scattasse il sistema di sicurezza, che caratterizza questo tipo di mezzi blindati: allarme sonoro e bloccaggio delle portiere immediato. Immediato e in questo caso tragicamente e irrimediabilmente inviolabile. Solo ai tecnici Coopservice infatti è possibile disattivare tale sistema, contro il quale nessun altro può nulla. Nemmeno gli operatori del 118, accorsi tempestivamente sul luogo che negli attimi concitati in cui tentavano di somministrare i soccorsi all’uomo, sono stati supportati dai commercianti e dagli abitanti del quartiere, alla ricerca di qualsiasi cosa – un martello, una spranga o qualsiasi altro strumento – che potesse liberarlo da quella trappola. Quando, a un quarto d’ora dallo scontro, i tecnici Coopservice sono giunti sul luogo riuscendo ad aprire il portavalori, Fontanelli era ormai in fin di vita, vittima con ogni probabilità di un collasso cardiaco. A quanto raccontano alcuni testimoni, in seguito allo scontro con il muretto l’uomo era ancora vivo. Sgomento nelle testimonianze di chi era presente e ha cercato in ogni modo di aiutare gli operatori del soccorso sanitario in quegli attimi infiniti che hanno preceduto l’arrivo di Coopservice e vigili del fuoco. “Quando ho sentito l’allarme ero convinto che fosse quello del mio negozio”, racconta Renzo Corradini , titolare del colorificio a pochi metri dal Todis: «Ho visto quel che era successo e come altri ho cercato di dare una mano ai soccorsi, che avevano aperto il cofano in cerca di un meccanismo che potesse disattivare il blocco, ma non c’è stato nulla da fare, la guardia purtroppo era già morta. è stata una fortuna, però, che non siano stati coinvolti altri mezzi o pedoni”.

IL CORDOGLIO DI COOPSERVICE –
 “Coopservice esprime profondo cordoglio per la disgrazia occorsa oggi a Reggio Emilia, a causa di un malore, ad un proprio socio impegnato in servizio di trasporto valori.
Nonostante il tempestivo e contestuale arrivo del 118 e del coordinatore del servizio, che ha immediatamente sbloccato le portiere del mezzo blindato, dotato di impianto di condizionamento e delle più moderne ed efficienti tecnologie, il malore che ha colto di sorpresa Massimo Fontanelli, nel mentre la collega era impegnata all’esterno del furgone nel ritiro dei valori presso un cliente, e’ stato putroppo fatale.
Nel corso del servizio odierno, Fontanelli, dipendente di Coopservice dal 2005, non aveva mostrato alcun segnale di malessere o disagio alla collega impegnata con lui in servizio”.

Fonte: http://www.ilgiornaledireggio.it/showPage.php?template=newsreggio&id=7800&masterPage=articoloreggio.htm

Vigilantes preso a calci e pugni da tre ragazzi

 

Vigilantes preso a calci e pugni da tre ragazzi

21/08/2011 10:37

carabinieriRIVA – Se l’è vista davvero brutta un addetto alla sicurezza della «C.V.N.» di Rovereto (il Corpo di Vigilanza Notturna) preso a calci e pugni da tre ragazzi italiani nella notte tra venerdì e sabato nel piazzale Filzi dell’ex autostazione. L’uomo, 24 anni, residente a Trento ma in servizio da tempo presso la «Cvn» di Rovereto, ha riportato ferite al volto con una prognosi di una decina di giorni, secondo il referto medico rilasciato dal Pronto Soccorso di Arco. Come detto, il fatto è avvenuto nella nottata tra venerdì e sabato. Il Corpo di Vigilanza Notturna di Rovereto presidia tutta la zona del lungolago rivano, dalla Fraglia della Vela a Porto San Nicolò. E il ragazzo l’altra sera era addetto proprio a questo servizio.

Verso l’una di notte si trovava nei pressi dell’ex autostazione quando ha notato due ragazzi armeggiare attorno a qualcosa. Si è avvicinato ma non ha fatto a chiedere loro cosa stessero facendo che dall’oscurità è sbucata fuori una terza persona che senza proferire parola gli ha rifilato un pugno in pieno volto. La guardia giurata è caduta a terra e in quel momento anche gli altri due ragazzi gli si sono scagliati contro colpendolo con calci e pugni e minacciandolo di morte. Il ragazzo è riuscito a rialzarsi mentre dal vicino «RivaBar» sono usciti alcuni avventori che avevano sentito le urla e il frastuono. La guardia giurata ha chiamato la sua centrale e quest’ultima le forze dell’ordine, tanto è vero che dopo pochi minuti sono arrivati sul posto due pattuglie della stessa Cvn ed una dei Carabinieri di Riva del Garda.

Nel frattempo però i tre, ai quali si erano unite due ragazze, sono scappati in direzione della Rocca e del centro. Dalla descrizione fornita dalla stessa guardia giurata e da alcuni testimoni si tratta di tre giovani tra i 20 e i 25 anni, sicuramente italiani (lo parlavano correttamente quando hanno minacciato il vigilantes a terra). E di chi ha sferrato il primo pugno, quello che a tradimento ha steso la guardia giurata, vi sarebbe anche una descrizione più dettagliata: fisico sportivo, quasi da palestra, ma soprattutto il braccio e la gamba destra completamente ricoperti di tatuaggi. Nei confronti dei tre è già scattata la denuncia per «aggressione a pubblico ufficiale». P.L.

Fonte: http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=118534


Genova: dimesso da ospedale picchia infermiera, arrestato da carabinieri

Genova: dimesso da ospedale picchia infermiera, arrestato da carabinieri

Genova, 24 ago. – (Adnkronos) – Dimesso dall’ospedale, non e’ d’accordo con la decisione dei medici, si oppone con violenza e finisce in manette. Ieri pomeriggio guardie giurate e infermieri dell’ospedale San Martino di Genova hanno chiesto l’intervento dei carabinieri perche’ un trentanovenne ghanese, non intendendo accettare le dimissioni, aveva colpito al volto un’infermiera, procurandole lesioni guaribili in sette giorni. I militari hanno arrestato lo straniero per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e lo hanno denunciato perche’ inottemperante al decreto di espulsione

(24 agosto 2011 ore 15.02)

Fonte: http://genova.repubblica.it/dettaglio-news/14:51/4021853

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