Vigilante ucciso nel suo ufficio fermati due guardie concorrenti

Vigilante ucciso nel suo ufficio fermati due guardie concorrenti

L’invidia per gli affaridella vittima il possibile movente, anche se gli inquirenti vogliono andare a fondo per ricostruire l’origine dell’efferato delitto

di PIERO RUSSO

Rivalità sul lavoro. Invidia per gli affari dell’impresa concorrente, che ‘rubava’ i clienti e macinava affari. Convince ma non troppo, e gli inquirenti vogliono andare a fondo, il movente del delitto di Andrea Niro, il 41enne ucciso l’altra sera ad Apricena, all’interno degli uffici della cooperativa di guardiania ‘Il Falco’ di cui era titolare. Due persone ritenute i killer dell’ex guardia giurata sono arrestate: si tratta di Luigi Martello e Salvatore di Summa, di 37 e 41 anni. Entrambi svolgono la propria attività nel settore della vigilanza: sono indagati per i reati di omicidio in concorso e porto illegale d’arma da fuoco. Sette, secondo gli investigatori, i colpi sparati contro la vittima.

La società “Il Falco” svolge servizi di guardiania presso impianti fotovoltaici e cave di marmo della zona. E’ nata lo scorso marzo e vi lavorano cinque dipendenti regolarmente assunti. Probabilmente, sono stati molti gli imprenditori che si sono rivolti alla società di cui era titolare Andrea Niro per il controllo delle proprie aziende, suscitando così il risentimento di altre persone che svolgono lo stesso lavoro nella zona. Questo secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che però vogliono scavare per scoprire se c’è qualcosa di più. L’omicidio a sangue freddo, la scarica di pallottole, il delitto efferato: possibile che l’invidia possa bastare a spiegare l’ennesimo omicidio sul Gargano? E che siano ancora una volta motivi futili a spingere a premere il grilletto?

I due indagati martedì sera sarebbero giunti presso la sede della cooperativa a bordo di un’Audi R6, di proprietà di Martello, e sarebbe stato proprio lui, una volta sceso dall’auto, ad entrare nell’ufficio e a fare fuoco contro Niro. Poi, entrambi sarebbero fuggiti verso Poggio Imperiale. I carabinieri del Comando provinciale di Foggia sono riusciti ad identificare Martello e di Summa attraverso le varie testimonianze e quindi a bloccarli. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dai pm della Procura di Lucera, Mara Flaiani e Alessio Maramgelli.

Foggia 29 settembre 2011 Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/foggia_omicidio-22411348/

Rubano al market, poi botte da orbi alle guardie giurate

Rubano al market, poi botte da orbi alle guardie giurate

giovedì 29 settembre 2011

Rapina impropria è l’accusa mossa dai carabinieri a due rumeni che avevano rubato circa 500 euro di creme

REGGIO – Sono stati fermati dai vigilanti all’uscita del supermercato dopo aver rubato per centinaia di euro. Invece di ammettere le proprie colpe, si sono scagliati sulle guardie giurate ma sono stati bloccati e successivamente arrestati dai carabinieri. Con l’accusa di concorso in rapina impropria sono state strette le manette ai polsi dei rumeniCostin Marcu, 33 anni domiciliato a Milano, e Petronel Georgian Motoiu, 22 anni domiciliato a Parma. Un terzo rapinatore, invece, è riuscito a fuggire ed è ora ricercato dai militari.
L’origine dei fatti ieri poco dopo le 17 quando i tre sono entrati all’interno del supermercato Esselunga di viale Timavo. Appena messo piede all’interno sono stati immediatamente riconosciuti quali autori di un furto consumato alcuni giorni prima e, per questo, tenuti sotto stretta osservazione dalla sala “regìa”. Anche in questo caso il sistema di videosorveglianza li ha sorpresi a fare incetta di creme per circa 500 euro di spesa, salvo poi uscire pagando una bottiglia di aranciata. Fermati all’uscita dagli addetti alla sorveglianza, uno di loro è riuscito a scappare mentre gli altri due – gli arrestati – hanno sfogato la propria frustrazione sulle guardie giurate. In attesa dei carabinieri, i rumeni sono infatti stati condotti negli uffici dove hanno scatenato la loro violenza contro i vigilanti, costretti a ricorrere alle cure mediche presso l’ospedale Santa Maria (per loro due giorni di prognosi a testa).

Fonte: http://www.reggionline.com/it/2011/09/29/rubano-al-market-poi-botte-da-orbi-alle-guardie-giurate-7589

Far west stamattina a Caselle Passeggero ferisce 4 guardie giurate

Far west stamattina a Caselle Passeggero ferisce 4 guardie giurate

Caselle noir. Questa mattina, un passeggero in partenza per Napoli ha cercato di superare i varchi radiogeni senza la carta d’imbarco e senza aver fatto il check in. Bloccato dagli addetti della Union Delta ed invitato a regolazzare la sua posizione ai banchi Alitalia, il passeggero é andato in escandescenze, urlando che avrebbe perso l’aereo. Gli addetti hanno cercato di impedirgli l’accesso ai gate e l’uomo ha reagito colpendoli con calci e pugni. A quel punto é intervenuta anche la Polaria, oltre ad alcuni finanzieri che si trovavano in zona: insieme hanno  provveduto ad arrestare in flagranza il passeggero che così, anzichè finire a Capodichino, é finito nella Casa Circondariale delle Vallette. Quattro guardie giurate della Union Delta sono finiti all’ospedale, per lieve ferite.  Il sistema-sicurezza a Caselle ha funzionato bene.

29 settembre 2011 Fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=91&ID_articolo=2117

PER NON DIMENTICARE GAETANO MONTANINO

PER NON DIMENTICARE GAETANO MONTANINO

Presso la Cappella della Beata Vergine del Santuario di Pompei, don Tonino Palmese officerà una messa in memoria della guardia giurata di Ottaviano uccisa a Piazza Mercato a Napoli il 4 agosto 2009.

Giovedì 29 settembre 2011, alle ore 18, all’interno della Cappella della Beata Vergine del Santuario di Pompei, il vicepresidente della Fondazione Pol.i.s. e referente regionale di Libera don Tonino Palmese officerà una messa in memoria di Gaetano Montanino (foto), la guardia giurata uccisa a Piazza Mercato a Napoli il 4 agosto 2009.

Sarà presente una delegazione della Fondazione Pol.i.s. e del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. Per non dimenticare il sacrificio di Gaetano, riportiamo qui in breve la sua storia:
Il 04/08/2009 Gaetano Montanino, guardia giurata, è ucciso durante una sparatoria avvenuta in piazza Mercato, a Napoli. Montanino e un collega, Fabio De Rosa, sono nella macchina di servizio dell’istituto per cui lavorano, “la Vigilante”, per il loro giro abituale di controllo delle attività commerciali. Tutto sembra in ordine, la zona è pressoché deserta.

Le due guardie vengono però avvicinate da due delinquenti che intimano la consegna delle armi. Gaetano e Fabio resistono. Scoppia il conflitto a fuoco. Gaetano viene colpito da 8 colpi di pistola, il compagno è più fortunato. I sei proiettili che lo colpiscono non ledono parti vitali. La sera stessa dell’omicidio viene fermato uno dei due delinquenti, Davide Cella, rimasto ferito durante la sparatoria. La testimonianza del vigilante De Rosa permette di ricostruire la dinamica dei fatti ai poliziotti della Squadra Mobile che in ospedale trovano non solo Fabio, ma anche Davide Cella. Gaetano Montanino lascia la moglie e una giovane figlia.
(Fonte foto: Rete Internet)

Autore: C.S.

Fonte: http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=14841

Controlli di sicurezza all’aeroporto. La polizia bacchetta una senatrice

Controlli di sicurezza all’aeroporto. La polizia bacchetta una senatrice

27/09/2011

Il sindacato della polizia Ugl bacchetta una senatrice veronese che all’aeroporto Catullo, prima dell’imbarco, si sarebbe rifiutata di sottoporsi alla completa procedura dei controlli di sicurezza ai quali vengono sottoposti di prassi tutti i passeggeri in partenza.

«Nel mondo post 11 Settembre 2001, i rigidi controlli aeroportuali sono diventati un’abitudine», esordisce la segreteria provinciale del sindacato, «ma, stando a quanto accaduto nella giornata del 26 settembre 2011 all’aeroporto Valerio Catullo, questo sembra infastidire non poco una senatrice veronese. Alla richiesta di togliersi le scarpe per motivi di sicurezza, la senatrice veronese a salvaguardia dei propri diritti civili ma, a discapito della possibilità di proteggere il mondo da minacce terroristiche, ha inscenato l’ennesimo “spettacolo teatrale” con tanto d’intervento della Polizia di Stato».

«Ennesimo», sottolinea ancora l’Ugl , «perché non è la prima volta che questa personalità crea problematiche all’atto dei controlli aeroportuali. Teniamo a precisare che nessuno e ripetiamo nessuno, può essere esentato dall’effettuare i previsti controlli aeroportuali prima di salire a bordo di un aeromobile, nemmeno se ricopre il ruolo di senatore».

«Il personale della polizia di Stato e le guardie particolari giurate in servizio all’aeroporto Valerio Catullo, giornalmente, con non poche difficoltà, riescono a garantire il previsto standard di sicurezza e, non possono certamente essere bistrattati da chi non gradisce, essere controllato. In attesa che anche l’aeroporto Valerio Catullo sia dotato dei nuovi scanner per scarpe come
quelli prodotti da Safran Mopho, azienda che faceva parte della divisione Sicurezza di General Electric, la Senatrice veronese dovrebbe pensare che i controlli aeroportuali vengono effettuati a garanzia dell’intera collettività».

«Riteniamo che quanto successo sia molto grave e solamente grazie alla professionalità della polizia e delle guardie particolari giurate in servizio all’aeroporto Valerio Catullo, la situazione non sia ulteriormente degenerata».

Fonte: http://www.larena.it/stories/Home/291765_controlli_di_sicurezza_allaeroportola_polizia_bacchetta_una_senatrice/

CRONACA: Due minorenni arrestati per rapina

CRONACA: Due minorenni arrestati per rapina

NAPOLI- Due ragazzi di 17 e 16 sono stati identificati dagli agenti della squadra Mobile della Questura di Napoli in quanto responsabili di rapina aggravata ai danni di un supermercato di Secondigliano.Lo scorso mese di luglio, due ragazzi intorno alle ore 12, coperti con caschi a scodella facevano irruzione all’interno del supermercato e sotto la minaccia di una pistola si facevano consegnare la somma di 500 euro custodita nelle casse.Una Guardia Particolare Giurata notava la presenza dei rapinatori ed esplodeva alcuni colpi d’arma da fuoco a scopo intimidatorio che costringevano i rapinatori ad abbandonare durante la fuga uno scooter Piaggio Liberty.Dalla targa successivamente, i poliziotti della Sez. Antirapina sono risaliti al conducente del Piaggio, un ragazzo di 17 anni, con pregiudizi di polizia, arrestato successivamente in esecuzione di un provvedimento restrittivo del Gip del Tribunale dei Minorenni.

Attraverso i sistemi di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali del quartiere, gli agenti identificavano anche il secondo complice, un ragazzo di 16 anni di Secondigliano, che rendeva ampie dichiarazioni confessorie in relazione alla rapina.I giovani sono stati ristretti all’Istituto Penitenziario di Airola.

27 settembre 2011 Fonte: http://www.napolivillage.com/Napoli/cronaca-due-minorenni-arrestati-per-rapina.html

 

Guardia giurata reintegrata: la soddisfazione della Filcams-Cgil

Guardia giurata reintegrata: la soddisfazione della Filcams-Cgil

26-09-2011 / LAVORO / LA REDAZIONE

LUCCA, 26 settembre – C’è soddisfazione alla Filcams-Cgil per il reintegro della guardia giurata. “È fatta! – esclama soddisfatto Umberto Marchi che si era impegnato fortemente nella battaglia -. Reintegro per la guardia giurata licenziata dalla Fidelitas nell’aprile scorso solo perché usci dalla sua zona per un caffè, oggi, il Giudice del Lavoro di Lucca, Dott. Nannipieri, ha accolto il ricorso del lavoratore presentato tramite la Filcams Cgil”.

Per Marchi infatti: “sarebbe stata un’ingiustizia immensa se passava la tesi aziendale, quello che è accaduto è all’inverosimile, hanno licenziato un padre di due bambini in tenera età, con la moglie precaria che termina proprio questo mese il suo contratto di lavoro, con affitto e finanziamenti da pagare“.

“Abbiamo letto e riletto il contratto nazionale affidando il ricorso all’avvocato Nicola Frezza di Lucca – prosegue Marchi -, dove ha esaminato tutte le sfaccettature impostando un ottimo ricorso, ci dispiace invece di alcuni lavoratori della Fidelitas, che si sono prestati all’azienda, sia in questo caso, ma anche in altri episodi che non hanno avuto un epilogo così drammatico, per andare a fare un lavoro che noi definiamo “sporco”, vanno in cerca di persone “scomode”, fanno li amici e obbligano i colleghi con la loro pressione a sbagliare, per poi buttarsi come avvoltoi sulla preda per eliminarla definitivamente mandandola al patibolo aziendale”.

Per il segretario della Filcams provinciale: “Anche in questo caso è accaduta la stessa cosa, prima si sono resi disponibili, hanno fanno gli amici, hanno portano lo sventurato a commettere piccole infrazioni e poi lo hanno denunciano all’azienda, facendo colpire il colpevole lavoratore che credeva di avere trovato un amico. Siamo contenti afferma Marchi, perché anche questo episodio fa emergere un chiaro attacco dell’azienda contro taluni che risultano indigesti per svariati motivi, alcuni lavoratori proprio alla Fidelitas sono stati graziati da questa direzione, altri, provvedimenti più o meno pesanti e molti, iscritti proprio della Cgil”.

Questa vittoria della Filcams Cgil avvenuta nella sede di giustizia, per il sindacato “denota quanto le aziende pensano poco a quello che fanno, se non rientri nelle loro grazie, sei licenziato senza appello! Per ora abbiamo ancora il riconoscimento del reintegro, ma fino a quando questo sarà possibile? In questo scorcio di anno, le grandi aziende, dei servizi e della grande distribuzione hanno dato il meglio di loro licenziando lavoratori illegittimamente, è inammissibile si proceda inesorabilmente a licenziare pur sapendo che l’unica fonte di sostentamento è proprio quel tipo di lavoro”.

Crediamo – conclude Marchi – che le aziende debbano mettere un freno al loro impeto, smettano di fare guerra ai lavoratori per ingiustizie, le aziende, magari chiedendo anche l’aiuto delle parti sociali sempre pronte ad un confronto, trovino soluzioni alternative, ma i licenziamenti, con i tempi in cui siamo, sono veramente forti, per fortuna che ancora regna la giustizia e questa ‘sentenza’ ne è una prova lampante“.

Fonte: http://www.loschermo.it/articoli/view/37505

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