Assalto al portavalori, arrestata una donna

Assalto al portavalori, arrestata una donna

In carcere la moglie di Rienzi Fracasso, trovate due pistole nel giardino. Denunciata anche la figlia

di Fabio Poloni

Assalto al portavalori, arrestata una donna

 MOGLIANO. La moglie teneva nascoste in un sacco in giardino due pistole, una delle quali considerata arma da guerra. La figlia, invece, aveva nove orologi nascosti in camera, il più costoso dei quali sfiora i quarantamila euro di valore. I guai giudiziari di Rienzi Fracasso si allargano alla sua famiglia: la moglie, Iolanda Zerella, è stata arrestata. La figlia denunciata.  Pistole e orologi sono stati sequestrati dalla squadra mobile della questura di Treviso nell’abitazione di Rienzi Fracasso, 62 anni, moglianese, uno degli autori dell’assalto a un furgone portavalori della «Costantini» avvenuto a Torri di Quartesolo, lo scorso 20 luglio. La moglie di Fracasso deve ora rispondere di detenzione di armi da guerra, accusa pesantissima: secondo la polizia, la donna non poteva non essere a conoscenza del fatto che nel giardino di casa sua, in via Delle Azalee, erano nascoste armi e munizioni (una trentina di cartucce complessivamente per le due pistole). La casa era stata già perquisita un mese fa: forse ora la banda riteneva fosse un posto sicuro. Ma hanno fatto i conti senza l’oste, dice il dirigente della squadra mobile trevigiana, Roberto della Rocca. Nella camera della ragazza, vent’anni, sono stati trovati nove orologi, cinque Panerai e quattro Cartier. In tutto sono tredici gli orologi recuperati in varie perquisizioni effettuate in tutto il Veneto dalla polizia: il valore complessivo è di oltre ottantamila euro. Sequestrati anche due sacchi di monete: il peso supera il quintale, il valore si aggira attorno ai quattromila euro. Secondo gli investigatori sarebbe proprio Rienzi Fracasso la mente dell’assalto del 20 luglio. Per quell’episodio erano stati arrestati anche il cinquantenne di Marcon Alessandro Duse e il ventiseienne di Campagna Lupia Mirco Stocco. A mettere gli investigatori sulle tracce dei presunti criminali era stato il conducente del mezzo, la guardia giurata vicentina Alessandro Santoro: messo sotto torchio aveva confessato di essersi messo d’accordo con i tre complici per far sparire i circa 170 mila euro contenuti nel furgone. Le indagini hanno poi portato all’arresto di una quinta persona, il quarantaseienne calabrese residente a Roncade, Antonino Foti, poi scarcerato. Secondo gli investigatori della Mobile, la banda era pronta a mettere a segno un altro colpo da decine di migliaia di euro negli uffici dell’Actv di Punta Sabbioni. Gli arrestati con l’accusa di peculato in concorso, d’accordo con la guardia giurata Alessandro Santoro, 27 anni, avrebbero simulato l’assalto a un portavalori. Il vigilantes, secondo quanto da lui stesso denunciato, sarebbe stato bloccato all’uscita della Banca popolare di Vicenza, a Torri di Quartesolo, e costretto, sotto la minaccia di un’arma, a guidare fino a una stradina dove sarebbe stato e derubato del carico. Una versione che dal primo momento non aveva convinto. L’autista del blindato è stato indagato per peculato. In manette era finito anche Antonino Foti, 46 anni, calabrese residente a Roncade, già arrestato nel 2006 per possesso di una bomba con detonatore e timer. Nel caminetto, sotto la cenere, è stato trovato un mitragliatore calibro 7.65 con caricatore e munizioni.

24 settembre 2011 Fonte: http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/09/24/news/assalto-al-portavalori-arrestata-una-donna-5022444

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