Quartu: marocchino in cella

Quartu: marocchino in cella

Ha lasciato la sua abitazione a Uta dove era agli arresti domiciliari. Ha raggiunto la città ed ha fatto capolino tra i negozi di Carrefour, impossessandosi di merce varia. Intercettato dalle guardie giurate, è stato bloccato e consegnato ai carabinieri del Nucleo radiomobile che lo hanno arrestato. Deve rispondere di furto e di evasione. Protagonista della vicenda, il marocchino Sam Redouane, 32 anni che ieri mattina è comparso di fronte al giudice. Il suo legale di fiducia ha chiesto e ottenuto i termini a difesa. In attesa della nuova udienza, l’extracomunitario resterà in carcere, a Buoncammino. Al Carrefour, il giovane si è impossessato di alimentari per un valore di 150 euro. E’ riuscito a superare anche la cassa. Poco dopo è stato però fermato e arrestato. Recuperata la refurtiva

Sabato 29 ottobre Fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/News/240492

METRONOTTE UCCISO: CONDANNE CONFERMATE, SI COSTITUISCONO IN 6

METRONOTTE UCCISO: CONDANNE CONFERMATE, SI COSTITUISCONO IN 6

(AGI) – Messina, 28 ott. – La Corte di Cassazione ha confermato le condanne decise dalla Corte d’Assisse d’Appello di Messina il 17 settembre 2009 per la rapina da 750 milioni di lire in cui il 25 ottobre ‘90 fu ucciso Antonino Sofia, guardia giurata dell’istituto di vigilanza “La Saetta”, medaglia d’oro al valore civile. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi degli imputati e ha dichiarato inammissibili quelli proposti dai collaboratori di giustizia catanesi che consentirono la svolta nelle indagini. A 15 anni di reclusione sono stati condannati Bendetto Cariolo e Salvatore Oddo, a 11 anni Carmelo Scucchia e il catanese Santo Alfio la Piana. Il pentito catanese Carmelo Papa dovra’ scontare 22 anni, e l’altro pentito Gaetano Palici 8 anni e 2 mesi. Tutti i condannati, tornati in liberta’ per decorrenza dei termini di custodia cautelare visto che sono trascorsi 16 anni dagli arresti, si sono subito costituiti in carcere.
La rapina fu commessa sulla Tangenziale dove fu attaccata un’Alfetta blindata della “Saetta Trasporti” e Antonino Sofia, che quel giorno sostituiva un collega malato, reagi’ e venne ucciso.

(AGI) me1/Rap Fonte: http://www.trasporti-oggi.it/archives/00042982.html

Guardie giurate senza autorizzazione del prefetto

Guardie giurate senza autorizzazione del prefetto

Scattano tre condanne

Nei guai il titolare dell’agenzia e i due dipendenti. La pena e’ stata sospesa per tutti

tribunale

tribunale

Grosseto, 26 ottobre 2011 – Assunti per servizio di vigilanza privata, hanno lavorato senza la licenza prefettizia. Per questa accusa sono stati condannati a quindici giorni di arresto e 206 euro di ammenda. Pena sospesa per tutti. Walter Balducci (43 anni), di Piombino, era il titolare della agenzia di servizi A11 Service. Alle proprie dipendenze aveva assunto Elton Milaqi (34) e Adriatik Hallulli (29), entrambi provenienti dall’Albania. Insieme i tre avevano prestato servizio in un locale di Grosseto che svolge attività di ristorazione anche con musica dal vivo. Questo, fino al novembre del 2008.

Secondo quanto ricostruito dal pm onorario Pamela Di Guglielmo, infatti, i tre avrebbero lavorato senza la necessaria licenza del prefetto, che autorizza a svolgere compiti di vigilanza privata. Difesi dall’avvocato Sara Chelli, i tre sono stati ritenuti responsabili delle accuse dal giudice monocratico Sergio Compagnucci. A completamento dell’istruttoria è stato ascoltato anche il proprietario del locale che li aveva assunti. A quanto pare alla base di tutto sembra esserci stato un qualche equivoco che però non ha cancellato il fatto che quei tre abbiano svolto compiti senza la dovuta autorizzazione. Per tutti il giudice ha disposto la sospensione condizionale della pena.

Fonte: http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/2011/10/26/607876-guardie_giurate_senza_autorizzazione_prefetto.shtml

Il papà di Kate ricorda Simoncelli: “Marco non se la tirava mai”

Il papà di Kate ricorda Simoncelli: “Marco non se la tirava mai”

Il dolore – Maurizio Fretti, guardia giurata, ricorda il fidanzato della figlia: “Arrivava a Bagnatica sempre in macchina. Un ragazzo semplice, con quella voglia di calcio balilla…Volevano vivere insieme”.

E’ un uomo semplice Maurizio Fretti, guardia giurata della Fidelitas e padre di Kate, 23 anni il prossimo dicembre, la fidanzata di Marco Simoncelli.La moglie di MaurizioGirlie Magbitang, filippina, resta in casa quando suoniamo al citofono, ed è lui a uscire di casa, in via Castello, una strada stretta vicino al centro di Bagnatica. Scende parlando al telefono con un amico, che spesso andava con lui e la figlia alle corse più vicine: il Mugello, Misano Adriatico, Barcellona, Valencia, tutti a vedere il Moto Gp, tutti a seguire Marco Simoncelli. “Sì, purtroppo è finita, è proprio finita…” dice Maurizio Fretti al telefono, emozionandosi un po’. Gli occhi si fanno lucidi, le parole scorrono ancora da un telefono all’altro. “Ti giuro, guarda, non ci sto credendo, non ci sto credendo…”.
Nella mattinata di domenica 23 ottobre era di fronte alla tv, Maurizio, con sua moglie. “Come tutte le volte, come per tutte le gare ero di fronte alla televisione. Non mi aspettavo una cosa del genere, di solito si cade e basta. Che sfortuna, gli sono passati sopra in moto…Non riuscivo a crederci. Prima della gara Marco era molto tranquillo”. Poi ho sentito mia figlia, aveva appena visto Marco morto, mi ha detto più volte: “Dimmi che non è vero, papà”.
Poi Maurizio vuole parlare un po’ di Kate, di sua figlia, l’amore di Marco Simoncelli. “Si erano conosciuti cinque anni fa a Riccione, a lui era piaciuta mia figlia, poi arrivava qui, a farle la corte. Arrivava qui a Bagnatica sempre in macchina, ma anche con quella non è che ci andasse molto piano, con la sua Bmw M3. Sempre un sacco di traversi, di sgommate…Si è fatto conoscere subito, in quei momenti. Un ragazzo semplice, simpatico nella sua pettinatura e non solo. Usciva, salutava tutti, non rifiutava mai un autografo, voleva sempre andare lì al bar di mio cugino Maurizio (il bar “La Rocca”, a pochi passi da casa, ndr) a giocare a calcio balilla. Un sacco di partite. Appena poteva, tra una gara e l’altra, veniva qui a Bagnatica”.
Stava proprio in quella casa di via Castello, Marco Simoncelli. Lì ha coltivato il suo amore per Kate Fretti, che negli ultimi mesi aveva invitato a vivere nella sua casa di Coriano, in provincia di Rimini. “Sì, volevano diventare una famiglia – prosegue Maurizio Fretti -. Ormai da tempo mia figlia lo seguiva ovunque, lavorava praticamente nel suo staff. Era contenta della sua vita e del suo amore. Con lei andavamo spesso alle gare, veniva anche mia moglie, nei circuiti italiani o anche a Barcellona. E anche mia moglie aveva la stessa impressione: si ha meno paura a veder la gara dal vivo che in tv. Ora aspetto mia figlia, per capire come sta, voglio riabbracciarla”.
L’ultima volta Marco Simoncelli era stato a Bagnatica un mese fa, approfittando di un incontro con la Dainese, a Milano. Ed era stato in casa Fretti per tre giorni. “Sorridente, così sempre, quel capellone che non se la tirava mai…”

Domenica 23 Ottobre 2011
ARMANDO DI LANDRO

Fonte: http://www.bergamonews.it/bassa/articolo.php?id=48489

Condannato a 18 anni per omicidio

Condannato a 18 anni per omicidio

Uccise un agente di sicurezza durante una rapina

BERNA – L’uomo, che nel 1999 uccise un’agente Securitas a Langenthal (BE), dovrà scontare una lunga pena. Il Tribunale cantonale bernese lo ha condannato a 18 anni di detenzione, invece dei 15 anni decisi in prima istanza. Il pubblico ministero chiedeva di aumentare la pena a 16 anni e mezzo, mentre la difesa voleva che fosse diminuita a 8 anni.
Il 44.enne, arrestato nel maggio 2008 a Milano e poi estradato in Svizzera, ha ammesso di aver ucciso la guardia giurata dopo una tentata rapina in una sala giochi di Langenthal.
L’imputato, assieme ad un altro malvivente, tentò il 6 dicembre 1999 di scassinare la cassaforte della sala giochi dopo aver immobilizzato un dipendente. Nell’andarsene i due incapparono nell’agente della Securitas, che stava facendo un normale giro di controllo notturno. Quando la guardia 57.enne rifiutò di sdraiarsi a terra fu raggiunta da un proiettile alla gola. I due banditi fuggirono poi a bordo di un’auto, dopo aver minacciato con le armi il conducente. Del secondo uomo finora non è stata trovata alcuna traccia.

20 ottobre 2011 Fonte: http://www.cdt.ch/confederazione/cronaca/52667/condannato-a-18-anni-per-omicidio.html

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