Il papà di Kate ricorda Simoncelli: “Marco non se la tirava mai”

Il papà di Kate ricorda Simoncelli: “Marco non se la tirava mai”

Il dolore – Maurizio Fretti, guardia giurata, ricorda il fidanzato della figlia: “Arrivava a Bagnatica sempre in macchina. Un ragazzo semplice, con quella voglia di calcio balilla…Volevano vivere insieme”.

E’ un uomo semplice Maurizio Fretti, guardia giurata della Fidelitas e padre di Kate, 23 anni il prossimo dicembre, la fidanzata di Marco Simoncelli.La moglie di MaurizioGirlie Magbitang, filippina, resta in casa quando suoniamo al citofono, ed è lui a uscire di casa, in via Castello, una strada stretta vicino al centro di Bagnatica. Scende parlando al telefono con un amico, che spesso andava con lui e la figlia alle corse più vicine: il Mugello, Misano Adriatico, Barcellona, Valencia, tutti a vedere il Moto Gp, tutti a seguire Marco Simoncelli. “Sì, purtroppo è finita, è proprio finita…” dice Maurizio Fretti al telefono, emozionandosi un po’. Gli occhi si fanno lucidi, le parole scorrono ancora da un telefono all’altro. “Ti giuro, guarda, non ci sto credendo, non ci sto credendo…”.
Nella mattinata di domenica 23 ottobre era di fronte alla tv, Maurizio, con sua moglie. “Come tutte le volte, come per tutte le gare ero di fronte alla televisione. Non mi aspettavo una cosa del genere, di solito si cade e basta. Che sfortuna, gli sono passati sopra in moto…Non riuscivo a crederci. Prima della gara Marco era molto tranquillo”. Poi ho sentito mia figlia, aveva appena visto Marco morto, mi ha detto più volte: “Dimmi che non è vero, papà”.
Poi Maurizio vuole parlare un po’ di Kate, di sua figlia, l’amore di Marco Simoncelli. “Si erano conosciuti cinque anni fa a Riccione, a lui era piaciuta mia figlia, poi arrivava qui, a farle la corte. Arrivava qui a Bagnatica sempre in macchina, ma anche con quella non è che ci andasse molto piano, con la sua Bmw M3. Sempre un sacco di traversi, di sgommate…Si è fatto conoscere subito, in quei momenti. Un ragazzo semplice, simpatico nella sua pettinatura e non solo. Usciva, salutava tutti, non rifiutava mai un autografo, voleva sempre andare lì al bar di mio cugino Maurizio (il bar “La Rocca”, a pochi passi da casa, ndr) a giocare a calcio balilla. Un sacco di partite. Appena poteva, tra una gara e l’altra, veniva qui a Bagnatica”.
Stava proprio in quella casa di via Castello, Marco Simoncelli. Lì ha coltivato il suo amore per Kate Fretti, che negli ultimi mesi aveva invitato a vivere nella sua casa di Coriano, in provincia di Rimini. “Sì, volevano diventare una famiglia – prosegue Maurizio Fretti -. Ormai da tempo mia figlia lo seguiva ovunque, lavorava praticamente nel suo staff. Era contenta della sua vita e del suo amore. Con lei andavamo spesso alle gare, veniva anche mia moglie, nei circuiti italiani o anche a Barcellona. E anche mia moglie aveva la stessa impressione: si ha meno paura a veder la gara dal vivo che in tv. Ora aspetto mia figlia, per capire come sta, voglio riabbracciarla”.
L’ultima volta Marco Simoncelli era stato a Bagnatica un mese fa, approfittando di un incontro con la Dainese, a Milano. Ed era stato in casa Fretti per tre giorni. “Sorridente, così sempre, quel capellone che non se la tirava mai…”

Domenica 23 Ottobre 2011
ARMANDO DI LANDRO

Fonte: http://www.bergamonews.it/bassa/articolo.php?id=48489

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