FEDERSICUREZZA: Notizie dal fronte contrattuale … 11/03/2013

FEDERSICUREZZA: Notizie dal fronte contrattuale … 11/03/2013

A seguito di quesiti posti da taluni Istituti di Vigilanza Privata, il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica sicurezza – Ufficio per l’Amministrazione Generale – Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale, con propria circolare, ha fornito chiarimenti nelle seguenti materie:

1) Presupposti normativi e regolamentari che legittimino l’utilizzo di personale privo della qualifica di Guardia Particolare Giurata per lo svolgimento di servizi di custodia di beni mobili ed immobili da espletarsi in orario notturno ovvero in orario di chiusura dei locali al pubblico.

Il Ministero in proposito ha argomentato che “ Il Decreto Ministeriale 269/2010, all’allegato D, punto 3.B.1, reca una puntuale indicazione degli ambiti nei quali deve ritenersi necessario l’ impiego delle Guardie Giurate, anche ai fini di sottolineare, come osservato nel Vademecum operativo allegato alla Circolare n. 555/PAS/4935.10089.D(1)REG, del 24 Marzo 2011, la differenza tra i servizi di portierato e quelli di Vigilanza Privata.
In particolare la citata circolare ha chiarito che, già a partire dal contratto stipulato, deve emergere che i compiti affidati ai portieri consistono esclusivamente in quella mera vigilanza atti a favorire una “… ordinata utilizzazione dell’immobile da parte dei fruitori …” che la costante giurisprudenza ritiene tipica dell’attività di portierato ( vds Cassazione Penale – Sez. I, Sentenza n. 14258 del 12 Aprile 2006; Consiglio di Stato – Sez. VI – Sentenza n. 654/06, 14 Febbraio 2007 ; TAR della Lombardia – Sez. III- Sentenza n. 1674/2010 del 25.5.2010) .
Non a caso quindi la norma citata prevede che in orario notturno e, comunque al di fuori dell’orario di apertura al pubblico – quindi quando viene meno la necessità di fruizione dell’immobile – la vigilanza è affidata alle Guardie Giurate.
Non è, ovviamente, preclusa al cliente la possibilità di avvalersi di società che offrono servizi di portierato, ma, laddove l’attività di custodia preveda compiti di vigilanza attiva, che possono anche comportare l’uso delle armi, la prevenzione e l’immediata repressione dei reati, in concorso con le forze dell’ordine, tali compiti non possono che essere espletati dalla Guardia Giurata”.

2) Presupposti normativi e regolamentari che legittimino l’utilizzo di personale privo della qualifica di Guardia Particolare Giurata per lo svolgimento del servizio di vigilanza antitaccheggio presso negozi, supermercati, ipermercati, grandi magazzini e simili.

Su tale materia il Ministero, dopo aver premesso che l’attività di antitaccheggio, così come definito dalla normativa vigente, consiste nella tutela dei beni esposti alla pubblica fede, al fine di prevenirne il danneggiamento e/o la sottrazione, precisa in maniera inequivocabile che “si tratta, pertanto di una attività che, quando viene disimpegnata con le caratteristiche di vigilanza attiva testè evidenziate, rientra evidentemente nel disposto di cui all’art. 134 del T.U.L.P.S. ed il cui esercizio in difetto di licenza configura la violazione prevista dall’art. 140 dello stesso Testo Unico”.

3) Corretta interpretazione del disposto dell’art. 8 comma 4 del D. M. 1 Dicembre 2010, n. 269 inerente gli obblighi di unificazione degli Istituti autorizzati ad operare in diverse Province.

In materia il Ministero osserva che “la disposizione, evidentemente legata alla prima fase di attuazione del Decreto in parola, ha posto fine ad una prassi necessitata dalla vecchia limitazione provinciale delle licenze – che imponeva più autorizzazioni per operare in diverse province – demandando alla scelta dell’imprenditore l’individuazione dell’ambito territoriale in cui operare”.
Pone poi in evidenza come “la norma non intende limitare la libertà imprenditoriale e quindi la possibilità che un soggetto sia titolare di più licenze, purchè gestite in nome e per conto di  differenti persone giuridiche. In tal caso, ovviamente, stante il carattere personale delle autorizzazioni di polizia, il titolare deve garantire la diretta gestione delle attività autorizzate, essendone personalmente responsabile nei confronti dell’Autorità di P.S., nonché l’assoluta separazione delle sedi degli Istituti, dell’apparato organizzativo e del personale utilizzato nell’esercizio delle licenze”.

Fonte: http://www.federsicurezza.it/archivio.asp#

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