ORARIO DI LAVORO E RIPOSO SETTIMANALE – NUOVE MAXI SANZIONI

ORARIO DI LAVORO E RIPOSO SETTIMANALE – NUOVE MAXI SANZIONI

Data    13/01/2014

Dal 24 dicembre scorso sono in vigore le nuove maxi sanzioni in materia di orario di lavoro e di riposo settimanale.
Il decreto legge n. 145/2013, allo scopo di rafforzare l’attività di contrasto al lavoro sommerso e irregolare e di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ha infatti aumentatosignificativamente – addirittura, in alcuni casi, fino a 10 volte – gli importi delle sanzioni amministrative previste a carico dei datori di lavoro inadempienti.
Come noto, la legge stabilisce che l’orario di lavoro non deve superare le 48 ore in 7 giorni (rilevabili come media) e il lavoratore deve riposare almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni.
In caso di violazione, è prevista una sanzione amministrativa pari a:da 1.000 a 7.500 euro (prima variava tra 100 e 750 euro);da 4.000 a 15.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 lavoratori o si sia verificata in almeno 3 periodi che l’azienda usa per rilevare la media dell’orario di lavoro effettuato dai dipendenti;da 10.000 a 50.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori e interessi almeno 5 periodi di riferimento (in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).
Il periodo di riposo consecutivo può essere calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.Il periodo di riferimento in cui va rilevata l’eventuale violazione, invece, può essere di 4, 6 o 12 mesi.Con riferimento al riposo giornaliero, che per legge deve essere pari a 11 ore consecutive ogni 24 ore, in caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa pari a:da 500 a 1.500 euro;da 3.000 a 10.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 lavoratori o si sia verificata in almeno 3 periodi di 24 ore;da 9.000 a 15.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori o interessi almeno 5 periodi di 24 ore (in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).Infine, aumentano del 30% le sanzioni previste per il lavoro in nero: ferma restando la sanzione per la mancata interruzione del rapporto di lavoro (che resta invariata), si applica una sanzione amministrativa da 1.950 a 15.600 euro (prima da 1.500 a 12.000) per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 195 euro (da 150) per ogni giornata di lavoro effettivo.In aumento anche la sanzione prevista per i lavoratori in nerosuccessivamente regolarizzati: la sanzione amministrativa va da 1.300 a 10.400 euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 39 euro per ogni giornata di lavoro irregolare. Inoltre, è impossibile applicare la diffida.
Sanzione amministrativa in aumento del 30% anche per il datore di lavoro che incorra nella sospensione dell’attività per lavoro irregolare o per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, per cui è previsto il pagamento di una somma aggiuntiva pari, rispettivamente, a 1.950 e 3.250 euro.

Fonte: federsicurezza.it

2 Risposte

  1. Conosco realtà in cui le norme vengono disattese, soprattutto a causa di forti variazioni stagionali del carico di lavoro. Questo irrigidimento potrebbe risultare problematico.

  2. Data 12/2/2014 Fonte: http://www.federsicurezza.it/winNewsA.asp?id=379
    Le Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno approvato un emendamento al Decreto legge n. 145/2013 (Destinazione Italia), con il quale, il 24 dicembre 2013, sono entrate in vigore le nuove maxi sanzioni in materia di orario di lavoro e di riposo settimanale (v. newsletter del 13 gennaio 2014). Il decreto, allo scopo di rafforzare l’attività di contrasto al lavoro sommerso e irregolare e di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, aveva aumentato significativamente – addirittura, in alcuni casi, fino a 10 volte – gli importi delle sanzioni amministrative previste a carico dei datori di lavoro inadempienti. In realtà, una successiva circolare del Ministero del Lavoro del 27 dicembre 2013 (v. newsletter del 15 gennaio 2014), aveva chiarito che l’aumento effettivo delle sanzioni avrebbe avuto una decorrenza diversa rispetto all’entrata in vigore del Decreto legge, e cioè solo dopo la conversione in legge dello stesso provvedimento.

    In sede di conversione del Decreto è stato invece approvato un emendamento che, invece di decuplicare le sanzioni (come era previsto in alcuni casi) per la violazione dell’orario di lavoro e del riposo giornaliero e settimanale, si limita a raddoppiarle.

    Resta confermato l’aumento del 30% per la maxisanzione per il lavoro nero e per la sospensione dell’attività d’impresa. Disposta inoltre l’assunzione di 200 nuovi ispettori, a “spese” del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione (al quale saranno destinate le risorse derivanti dalle multe).

    A.G. Fonte

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