Multa dei vigili ai portavalori Cgil: “Facevano il loro dovere”

Multa dei vigili ai portavalori Cgil: “Facevano il loro dovere”

Un furgone blindato portavalori viene multato dai vigili urbani perché in divieto di sosta, mentre le guardie stavano portando all’interno di un istituto di credito i sacchi di soldi. Il fatto ha suscitato le proteste dalla Filcams-Cgil di Lucca, che denuncia: “I vigili avrebbero dovuto aiutare le guardie nel loro delicato compito, e non fare la multa”

Viareggio, 12 marzo 2009 – I vigili urbani fanno la multa a un furgone blindato portavalori e scoppia il caso, denunciato dalla Filcams-Cgil di Lucca: “Un furgone dell’istituto di vigilanza privata Fidelitas stava svolgendo trasporto valori di moneta. Quando è arrivato a Viareggio in via Garibaldi, le guardie hanno iniziato a portare all’interno di un istituto di credito i sacchi di soldi, ma quando sono usciti dalla banca hanno trovato due integerrime agenti della polizia municipale intente a multare il loro mezzo”.

Il furgone era in divieto di sosta ma, scrive il segretario Filcams Umberto Marchi, “le guardie hanno fatto presente il lavoro che stavano svolgendo. Avevano preferito mettere il furgone accostato per non bloccare il traffico, oltre a rispettare il regolamento di servizio del questore di Lucca e le varie circolari emesse dal Ministero dell’interno, ma le agenti, invece di dare un appoggio alle guardie, anche solo stando a sentinella del furgone e in maniera particolare del suo contenuto, hanno pensato bene di fare la multa senza ascoltare il capo furgone.

Forse gli appartenenti alla polizia municipale fanno parte di un’altra Italia e non sanno che nei vari regolamenti emanati dal questore è sempre stato affermato che il mezzo che sta eseguendo servizio di trasporto valori deve essere parcheggiato più vicino possibile all’obiettivo e non può sostarvi più di 15 minuti. Tale richiesta è fatta proprio per limitare al minimo possibili rapine da commandi armati.

Gli unici a rimetterci come sempre sono gli onesti, poiché rispettando le circolari del Ministero, hanno preso la multa. Se invece non le rispettavano mettendo il furgone più lontano magari subivano una rapina e la questura, nella migliore delle ipotesi, li sospendeva dal servizio”. La Filcams-Cgil invita perciò la Fidelitas a fare ricorso contro la multa.

Fonte: http://lanazione.ilsole24ore.com/viareggio…rtavalori.shtml

Nuovo sciopero delle guardie giurate il quattro febbraio

Nuovo sciopero delle guardie giurate il quattro febbraio

LUCCA – Continuano le tensioni tra datori di lavoro e sindacati per il rinnovo del contratto provinciale delle guardie giurate. Dopo lo sciopero del 31 dicembre le tre sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil annunciano infatti un nuovo stop dei lavoratori per mercoledì 4 febbraio.

Nuovo sciopero provinciale il quattro febbraio per le guardie private: è quanto hanno deciso le segreterie dei tre sindacati dopo il deludente risultato dell’ultimo dell’anno, quando le guardie giurate della provincia di Lucca hanno incrociato le braccia chiedendo condizioni migliori nel rinnovo del contratto.

E infatti sempre più duro il conflitto tra i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro, poiché, sostengono i sindacati, «le società di vigilanza, tramite le proprie associazioni, non si sono fatte vive e il rinnovo contrattuale per i dipendenti da istituti di vigilanza privata, continua a stare fermo non esistendo più un tavolo di trattativa».

E allora i segretari provinciali Umberto Marchi, Giampiero Guidi e Giovanni Sgrò, rispettivamente della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, annunciano un nuovo fermo mercoledì prossimo.

«Come già detto in passato – afferma Marchi – non vorremmo far perdere fior di soldi ai lavoratori con scioperi, ma certamente non possiamo più attendere, i lavoratori ci chiedono il rinnovo contrattuale, ma purtroppo non dipende solo da noi, per rinnovare un contratto dobbiamo avere una controparte convinta di intraprendere serie trattative, ma sembra proprio che la nostra non abbia intenzione di trattare la piattaforma presentata».

«Per lo sciopero, abbiamo scelto il 4 Febbraio – sostiene Guidi – poiché a Lucca c’è il mercato ambulante, abbiamo bisogno della solidarietà della gente, abbiamo chiesto autorizzazioni alle Autorità, perché vogliamo fare volantinaggio nella zona della Bacchettoni dalle ore 10.30 alle 12.30, vogliamo visibilità, questi lavoratori meritano rispetto, lavorano sodo su 24 ore, turni massacranti, rischiano la vita per pochi spiccioli e le società di vigilanza si trincerano solo dietro i loro profitti».

«Stiamo vagliando qualsiasi strada nelle assemblee dei lavoratori che stiamo facendo per verificare percorsi alternativi allo sciopero – continua Sgrò – il blocco dello straordinario potrebbe essere proprio uno di queste, ma non a oltranza, solo mirato in giorni particolari. E’ inammissibile che le associazioni latitino, è un contratto scaduto nel 2005 e ancora oggi non hanno intenzione di rinnovarlo, o meglio vorrebbero rinnovarlo ma a ribasso: è davvero inaccettabile».

“Speriamo di dare risalto a questa iniziativa del 4 Febbraio prossimo – concludono i sindacalisti -, ci basterebbe riprendere seriamente le trattative, ma con il chiaro intento di effettuare davvero un rinnovo contrattuale, che possa rendere dignità a questi lavoratori spesso bistrattati, non solo dalle società di vigilanza, ma anche dell’opinione pubblica”.

02/02/2009 di Gabriele Olivati

Fonte: http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=15076

Rapinatori buongustai arrestati dopo una rapina da 3mila euro all’Esselunga di Lido di Camaiore

Rapinatori buongustai arrestati dopo una rapina da 3mila euro all’Esselunga di Lido di Camaiore

Attualità : Cronaca
del 13/12/2008 di La redazione

LIDO DI CAMAIORE (Lucca) – Fanno la ‘spesa’ ma non intendono pagare alla cassa: due malviventi, per garantirsi la fuga dall’Esselunga di Lido di Camaiore, hanno minacciato le guardie giurate del supermercato, ma sono stati arrestati e adesso devono rispondere del reato di rapina aggravata. Avevano portato via merce per 3mila euro, tra cui liquori pregiati e champagne Dom Perignon.

Rapina venerdì sera, poco prima della chiusura, all’Esselunga di viale Kennedy a Lido di Camaiore. I malviventi si sono, infatti, introdotti all’interno del supermercato, confondendosi con i normali clienti. Hanno iniziato a ‘fare la spesa’, cioè a prendere quello che serviva loro senza, ovviamente, avere la minima idea di pagare quanto prelevato.

I problemi, però, sono giunti al momento di doversene andare dal supermercato. Devono, infatti, aver pensato che quelle guardie che erano presenti avrebbero potuto essere di intralcio alla loro fuga e, quindi, hanno aggredito le guardie giurate, al fine di potersi dare alla macchia indisturbati. Cosa che, però, non è riuscita loro, in quanto sul posto sono arrivati i Carabinieri che hanno colto i malviventi sul fatto e li hanno arrestati.

Sono così finiti in manette per il reato di rapina aggravata Dorian Gheorghe, nato in Romania 25 anni fa, celibe, disoccupato, senza fissa dimora e Marian Miclea, anch’egli rumeno di 28 anni, celibe, disoccupato e senza fissa dimora nel nostro Paese, ambedue già noti all’autorità giudiziaria.

I carabinieri hanno anche recuperato – e restituito al supermercato – tutta la merce portata via dai due rapinatori: una ‘spesa delle feste’ quella che avevano fatto i due rumeni che avevano portato via merce per un valore approssimativo di 3mila euro di generi alimentari vari tra cui spiccavano alcune bottiglie di liquoeri costosi e champagne francese marca Dom Perignon.

Fonte: http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=14405

Rapinatori troppo informati: una pista per i carabinieri

Rapinatori troppo informati: una pista per i carabinieri

RAPINATORI professionisti e soprattutto informatissimi: sapevano dell’arrivo del furgone portavalori che avrebbe scaricato un bel po’ di denaro. Proprio questo fronte dell’informazione…

2008-12-03
RAPINATORI professionisti e soprattutto informatissimi: sapevano dell’arrivo del furgone portavalori che avrebbe scaricato un bel po’ di denaro. Proprio questo fronte dell’informazione è quello battuto dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto operativo di Ravenna che hanno assunto la titolarità delle indagini sulla rapina messa a segno l’altra mattina alle Poste di Godo e che ha fruttato un cospicuo bottino, 55mila euro. Uno dei più cospicui fra i sempre più numerosi assalti alle Poste messe a segno negli ultimi mesi in Emilia-Romagna e nelle regioni limitrofe. Assalti che, scorrendo le statistiche, fruttano tutti, comunque, ingenti bottini, ben diversamente dalle rapine in banca dalle quali ormai i malviventi non ricavano più di tre-cinquemila euro per volta. Non solo: colpisce una singolarità e cioè che a Russi come in tre delle maxi-rapine messe a segno in uffici postali della Romagna e del Rodigino dall’estate scorsa, è comparsa come auto utilizzata una Fiat Uno. Probabilmente perchè è rimasta la vettura più facile da rubare.
I rapinatori che hanno agito a Godo erano cinque. Due sono entrati da una finestra del retro alla quale erano state segate le sbarre nella notte, e gli altri tre sono entrati dalla porta principale. Quattro avevano il volto coperto da sciarpe e berretti, il quinto si è tirato fin sul naso il collo del maglione. E’ evidente che i quattro avevano qualche timore di poter essere riconosciuti: forse sono pregiudicati delle cui foto gli investigatori sono in possesso. Nessun rischio invece di essere ripresi perchè l’ufficio postale di Godo — come molti uffici postali — è privo di impianto di telecamere.
I cinque hanno atteso l’arrivo del furgone portavalori, hanno atteso che depositasse il denaro e se ne andasse e poi hanno operato. Uno di loro era armato di pistola e l’accento era meridionale. Poi la fuga su una Fiat Uno bianca che era stata rubata presso una carrozzeria di Russi. Un’auto sostitutiva, ’di cortesia’ come scritto sulle fiancate, trovata poco dopo a breve distanza, alla periferia di Godo. E’ stata prelevata e portata presso la caserma di viale Pertini a Ravenna per le investigazioni di carattere scientifico. I carabinieri stanno interrogando tutti coloro che sono stati testimoni dell’audace colpo e delle fasi successive. Non si può escludere che i rapinatori siano stati ripresi, a volto scoperto, dalle telecamere di un’azienda nei cui pressi è avvenuto il cambio della vettura.
La mattina del primo ottobre, nel Cesenate, a Gatteo e a Gambettola, furono messe a segno altrettante rapine ai danni di uffici postali per un bottino complessivo di 42mila euro. In quel caso agirono tre banditi, a volto scoperto e vestiti da operai stradali. Uno era armato di pistola. In entrambi i casi i rapinatori erano giunti sul posto a bordo di una Fiat Uno bianca nel primo caso e di una Fiat Uno azzurra nel secondo caso, poi abbandonate nei pressi. L’11 settemnbre scorso tre banditi rapinarono le poste di Contarina, nel Polesano: bottino di 87mila euro. Anche in quel caso erano entrati nell’ufficio postale forzando le inferriate di una finestra e neutralizzando l’impianto di allarme. Erano tutti a volto coperto e armati di cacciavite. Arrivo e fuga a bordo di una Fiat Uno rubata a Chioggia e subito abbandonata.
E guarda caso, per testimoniare la diffusione di questo tipo di rapine, l’altra mattina, nella stessa ora in cui venivano assaltate le poste di Godo, tre banditi, con il volto coperto da calze e armati di pistola, facevano irruzione nell’ufficio postale di Santa Maria del Giudice, in provincia di Lucca, subito dopo che si era allontanato il furgone portavalori. Bottino di 100mila euro.
c.r.

Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/r…rabinieri.shtml

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: