SONDAGGIO: Sindacato Guardie Giurate

Si ipotizzava, da alcuni aderenti a questo gruppo di fare un sindacato autonomo di sole Guardie Giurate e diretto da Guardie Giurate. Se dovesse nascere questo sindacato autonomo delle Guardie Giurate, S.G.G. per esempio, tu aderiresti?

Link del Gruppo https://www.facebook.com/groups/guardiegiurate/permalink/10151619092936693/

ESITO RIUNIONE ODIERNA DELLA COMMISISONE CONSULTIVA CENTRALE EX ART. 260-QUATER

ESITO RIUNIONE ODIERNA DELLA COMMISISONE CONSULTIVA CENTRALE EX ART. 260-QUATER

ministero_interno

11 ottobre 2011

 

Si è svolta oggi la riunione della Commissione Consultiva Centrale ex art. 260-quater del DPR. 153/2008.

La Commissione Consultiva ha deliberato la costituzione di due sottocommissioni che avranno il compito di lavorare rispettivamente sui contenuti del provvedimento relativo ai requisiti minimi professionali delle guardie giurate e sulla costituzione ed operatività degli organismi di certificazione della qualità degli Istituti di vigilanza privata.

Riguardo il D.M. 1 dicembre 2010 n. 269, il Ministero dell’Interno si è impegnato in tempi rapidi ad emanare una circolare che evidenzi le parti del decreto n. 269 che sono già operative come ad esempio le definizioni di obiettivi sensibili e di siti con speciali esigenze di sicurezza.

A seguire, entro fine anno,  sarà data indicazione alle Prefetture di attivare e rendere operativi i tavoli di confronto, così come stabilito dal vademecum operativo (Circolare 557/PAS/U/004935/10089.D(1)Reg), per verificare l’applicazione delle disposizioni introdotte dal D.M. n. 269.

Fonte: http://www.assiv.it/2011/10/esito-riunione-odierna-della-commisisone-consultiva-centrale-ex-art-260-quater/

Vigilantes decimati dalla crisi «Riordinare la professione»

Sicurezza. Nell’ultimo anno quasi 2mila guardie giurate hanno perso il posto

Vigilantes decimati dalla crisi «Riordinare la professione»

Ancona (Assiv): siamo complementari alle forze dell’ordine
MILANO Monica Lang Nemmeno il settore della vigilanza è al riparo dai colpi della recessione e, anzi, subisce la concorrenza del portierato. A denunciare la progressiva erosione di quote di mercato sono le cifre elaborate dall’Assiv (Associazione nazionale delle imprese di vigilanza) sui dati Inps relativi agli occupati del comparto. In Lombardia, dove nel 2010 erano attivi 102 istituti complessivamente, guardie giurate e dipendenti sono stati decimati del 10% circa, 1.727 persone in meno. Numeri significativi anche in considerazione del fatto che Milano, con la grande committenza privata, è la seconda piazza dopo Roma nel mercato della vigilanza. E con le sue 7.015 guardie giurate, il 16,2% del totale nazionale, la Lombardia resta comunque la regione con il più alto numero di guardie dopo il Lazio. «Nel nostro settore, un calo degli occupati si legge automaticamente con un calo dei fatturati spiega Antonio Ancona, segretario generale dell’Assiv in quanto vendiamo ore/uomo. Meno guardie giurate significa meno lavoro per le imprese». Il settore della sicurezza armata, 860 istituti in tutta Italia e un fatturato di 2,4 miliardi nel 2008 (ultimo dato disponibile), annovera servizi molto diversi tra loro: si va da dalla vigilanza antirapina all’antitaccheggio, dalla telesorveglianza al monitoraggio e intervento su allarmi e poi deposito, custodia e trasporto di valori. Oltre al problema del portierato, l’altro fenomeno negativo per il settore è determinato dai network di intermediazione, che provocano un’aggressione delle tariffe spesso al di sotto delle soglie minime indicate dal contratto collettivo. Non esistendo a oggi aziende di vigilanza in grado di coprire l’intero territorio nazionale, il committente notoriamente il settore bancario, che pesa per una quota di circa il 15% sul giro d’affari per evitare la moltiplicazione di contratti e interlocutori si rivolge agli intermediatori, che trattano l’appalto su scala nazionale e contrattano poi le tariffe con i diversi operatori sul territorio. Questo genera una corsa al ribasso dei prezzi del servizio. Dai dati elaborati, il quadro lombardo dei tagli si mostra piuttosto disomogeneo: se Como raggiunge un picco negativo pari a -24%, Mantova, Brescia e Sondrio restano sotto la media regionale del 10%, mentre le province di Varese, Bergamo e Pavia, in controtendenza, aprono nuovo filiali. In soccorso al settore, il 16 marzo scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale del primo dicembre 2010 che riordina i requisiti organizzativi e professionali per le imprese di vigilanza privata e individua “obiettivi sensibili” e siti che presentano “speciali esigenze di sicurezza” la cui vigilanza, se non vi provvedono le forze di polizia, dovrà essere affidata alle guardie giurate. Tra i target elencati nel documento del ministero dell’Interno sono menzionati aziende pubbliche e private dei settori dell’energia e delle comunicazioni: centrali elettriche e telefoniche, raffinerie, emittenti radiotelevisive. Ospedali, strutture pubbliche con centri di elaborazione dati, tribunali, musei e pinacoteche sono invece considerati luoghi con speciali esigenze di sicurezza. «Le norme del decreto ministeriale sono un passo avanti verso una maggiore qualificazione del settore della vigilanza privata commenta Ancona e hanno il pregio di riconoscere il nostro comparto come soggetto complementare e sussidiario alle forze di polizia». RIPRODUZIONE RISERVATA
Sul territorio. La Lombardia ha il più alto numero di guardie giurate dopo il Lazio

7.015

Tagli. Como è la provincia dove si registra il picco negativo di perdite di posti di lavoro

-24%

NUOVI SBOCCHI

Il decreto. In soccorso al settore, il 16 marzo scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale del primo dicembre 2010 che riordina i requisiti organizzativi e professionali per le imprese di vigilanza privata e individua «obiettivi sensibili» e siti che presentano «speciali esigenze di sicurezza» la cui vigilanza, se non vi provvedono le forze di polizia, dovrà essere affidata alle guardie giurate I target. Tra i target elencati le aziende pubbliche e private dei settori dell’energia e delle comunicazioni: centrali elettriche, raffinerie, centrali telefoniche, emittenti radiotelevisive

Fonte: http://rassegna.provincia.bergamo.it:81/Articles/20110518/Art00026_20110518.htm

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VIGILANZA PRIVATA: IL DM SULLA CAPACITÀ TECNICA È REALTÀ!

VIGILANZA PRIVATA: IL DM SULLA CAPACITÀ TECNICA È REALTÀ!

ROMA – L’atteso DM sull capacità tecnica, primo dei quattro decreti attuativi del DPR di riforma della vigilanza privata dell’agosto 2008, è finalmente stato trasmesso in Gazzetta Ufficiale.
Titolo ufficiale: “Disciplina delle caratteristiche minime del progetto organizzativo e dei requisiti minimi di qualità degli istituti e dei servizi di cui agli articoli 256-bis e 257-bis del Regolamento di esecuzione del Testo unico delle leggi di pubblicasicurezza, nonchè dei requisiti professionali e di capacità tecnica richiesti per la direzione dei medesimi istituti e per lo svolgimento di incarichi organizzativi nell’ambito degli stessi istituti”. Trenta giorni dopo la pubblicazione entrerà in vigore sul territorio italiano.

Scatta insomma il count down per l’adeguamento.
Per tenere sott’occhio la deadline (occhio-croce il 21 luglio 2012) abbiamo attivato per voi un conto alla rovescia: ad oggi mancano 515 giorni al giorno del giudizio. Meglio cominciare a prepararsi.

N.B.
Potete scaricare il DM sulla capacità tecnica a questo link.

Non dimenticate di scaricare i 10 allegati (A,B,C,D,E,F,F1,F2,G,H), che fanno parte integrante del testo (e peraltro enunciano le novità più rivoluzionarie). Per scaricare, segui i link qui sotto:

ALLEGATO A
ALLEGATO B
ALLEGATO C
ALLEGATO D
ALLEGATO E
ALLEGATO F
ALLEGATO F1
ALLEGATO F2
ALLEGATO G
ALLEGATO H

Fonte: http://www.vigilanzaprivataonline.com/riforma-tulps/63-riforma-tulps/308-vigilanza-privata-il-dm-sulla-capacita-tecnica-e-realta.html

IMPORTANTI ANTICIPAZIONI SUL DM SULLA CAPACITÀ TECNICA!

IMPORTANTI ANTICIPAZIONI SUL DM SULLA CAPACITÀ TECNICA!

Cliccate il seguente link

www.vigilanzaprivataonline.com/rifo…ta-tecnica.html

 


 


La vigilanza italiana tra la nuova normativa ed i rinnovi contrattuali: quali saranno i nuovi assetti del settore?

La vigilanza italiana tra la nuova normativa ed i rinnovi contrattuali: quali saranno i nuovi assetti del settore?

Al talk-show sulla Vigilanza Italiana, tenutosi il 18 novembre a Fiera Sicurezza sul set televisivo di Securindex, organizzato da Vigilanza e Dintorni, hanno partecipato il Vice Prefetto Laura Cassio, Dirigente del settore Polizia Amministrativa del Ministero dell’Interno, ed i presidenti delle associazioni di categoria: Matteo Balestrero per ASSIV, Andrea Menegazzi per ANIVP, Claudio Moro per ASSVIGILANZA, Pier Giulio Petrone per UNIV e Antonio Staino per ASSOVALORI.

La dottoressa Cassio ha espresso la soddisfazione per il lavoro compiuto dalla Commissione voluta dal Ministero dell’Interno per realizzare i Decreti attuativi della riforma avviata dal DPR 253 del 2008; commissione che ha coinvolto i partecipanti al talk show, assieme agli altri protagonisti del settore, dai sindacati delle guardie giurate ai rappresentati dell’utenza. Ha sottolineato che il testo che verrà licenziato a giorni dal Consiglio di Stato punta alla nascita dell’impresa di sicurezza, che interpreta la collaborazione tra pubblico e privato fortemente sostenuta dal ministero, che vuole superare il ruolo tradizionale di “controllore” assumendo anche quello inedito di “propulsore” del cambiamento.

Matteo Balestrero si è dichiarato ottimista sulle prospettive del settore, pur sottolineando le criticità derivanti dalla diminuzione di stanziamenti pubblici per la sicurezza e le difficoltà generali che sta attraversando il nostro Paese. Balestrero si chiede come poter concretizzare le potenzialità del nuovo scenario, passando obbligatoriamente attraverso la qualificazione degli operatori, anche attraverso l’intervento del ministero per sanzionare i comportamenti più dolosi. Sostiene quindi la necessità di poter comunicare in maniera moderna, efficace e puntuale per fare capire anche all’utenza l’importanza di fare seriamente questo mestiere: il caso di Intesa San Paolo è il sintomo più evidente di come, anche i clienti più importanti, siano disinformati dei gravissimi rischi che corrono puntando esclusivamente sul minor prezzo.

Andrea Menegazzi coglie un segnale positivo dalla collaborazione tra le associazioni, che possono aiutare gli istituti di vigilanza in questa delicatissima fase di transito verso l’essere imprese di sicurezza. L’appartenenza all’Unione Europea potrà dare reali opportunità di crescita, seguendo l’esempio dell’integrazione tra i servizi armati e quelli disarmati già consolidata all’estero, definendo però in modo chiaro e definitivo quali sono le rispettive aree di competenza esclusiva. Sarà indispensabile combattere l’abusivismo ed i fenomeni di degenerazione che derivano anche dalla presenza dei cosiddetti network.

Claudio Moro vede invece segnali preoccupanti dallo scardinamento del modo di pensare il settore a seguito della sentenza della Corte Europea del 2007 e fa alcuni esempi: la crescita in pochi anni da 7 a 65 soggetti autorizzati ad operare a Milano; l’azione devastante delle società di intermediazione; la concorrenza selvaggia alla quale è stato lasciato il settore, che impedisce di recuperare perfino la mera retribuzione del personale impiegato. Per Moro, la libera concorrenza in questo settore è un pensiero distorto che rovina anche i lavoratori. E’ pertanto indispensabile un provvedimento che salvaguardi i costi ineludibili, derivanti dall’applicazione delle normative obbligatorie per la vigilanza.

Pier Giulio Petrone ha affermato che in questo momento, tutt’altro che facile, ci sono almeno due aspetti positivi: il dialogo tra le associazioni ed il dialogo tra queste e le controparti istituzionali, in particolare il ministero dell’Interno e la Banca d’Italia che per la prima volta sta dimostrando disponibilità a confrontarsi con i trasportatori di valori. Petrone esprime tuttavia la preoccupazione che la normativa della vigilanza, vista come un nuovo vestito, venga indossato nel modo giusto da parte di tutti gli operatori, per evitare che aumentino i fenomeni degenerativi. L’utenza dev’ essere indirizzata ad avvalersi dei soggetti autorizzati che rispettano le regole, per evitare che il mercato venga distorto in modo pericoloso.

Infine, Antonio Staino ha denunciato gli effetti pesantemente negativi per il trasporto valori della seconda fase del piano Draghi, che prevede la chiusura di altre 25 filiali provinciali, con tutti i problemi di costi e di rischi che ne deriveranno e che l’utenza bancaria ha finora dimostrato di non essere disposta a riconoscere. Staino ha anche richiamato gli aspetti di ordine pubblico derivanti dalla circolazione di importi ingentissimi su tratte anche di oltre 200 km per effetto della chiusura delle filiali di Bankitalia; a tal proposito la dottoressa Cassio ha annunciato l’esistenza di un progetto di geolocalizzazione dei valori proprio allo scopo di garantire la sicurezza dei trasporti extra-urbani.

Alla domanda sulla situazione contrattuale, tutti i partecipanti hanno risposto in modo netto e concorde: l’attuale situazione di mercato non consente alcun tipo di rinnovo a livello nazionale, se non per recuperare quella flessibilità indispensabile per rispondere alla richieste dell’utenza, salvaguardando in tal modo i livelli occupazionali. Tutto l’impianto contrattuale a due livelli dovrà venire adeguato allo scenario attuale, completamente diverso da quello in cui venne impostato negli anni ’70.

Per concludere, tutti i partecipanti hanno espresso apprezzamento e gratitudine per l’impegno e l’attenzione dedicati alla vigilanza dal ministero dell’Interno, qui rappresentato dal dirigente della Polizia amministrativa dottoressa Laura Cassio che l’ha voluto partecipare a tutti i componenti dell’Ufficio, che si stanno prodigando per la definizione dei decreti attuativi della riforma di un settore così importante per il Paese, come quello della vigilanza privata.

01/12/2010 Fonte: www.securindex.com/notizie/attualit…el_settore-3986


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