Guardie giurate, la nuova frontiera delle ronde

Guardie giurate, la nuova frontiera delle ronde

Il sindaco di Cassina de’ Pecchi il sindaco leghista arruola le guardie giurate per presidiare il territorio. E la Provincia lo finanzia
di Gabriele Cereda

A Cassina de´ Pecchi sbarcano le guardie armate arruolate dal Comune. Altro che ronde, la nuova frontiera della sicurezza fai-da-te arriva dalla giunta guidata da un sindaco leghista. A vegliare sui 12mila abitanti ci penseranno gli uomini della Gpe, un istituto di vigilanza privato. A stanziare la metà dei 18mila euro necessari a garantire il servizio è stata la Provincia. E scoppia la polemica.

La decisione è stata presa nella riunione della giunta provinciale di ieri mattina, su richiesta dell´assessore alla Sicurezza e polizia provinciale Stefano Bolognini. All´assessore, capodelegazione in giunta della Lega, si era rivolto il sindaco della cittadina, il leghista Claudio D´Amico, chiedendo alla Provincia un contributo «anche solo parziale». Che l´idea la riassume senza giri di parole così: «I clandestini, arrivati in grande numero, hanno infarcito la delinquenza locale. Vogliamo sicurezza e questa è la strada più breve per ottenerla». In realtà i numeri della microcriminalità sono nella norma, fanno sapere le forze dell´ordine.

Non è così per D´Amico, che non potendosi permettere di ampliare l´organico della polizia locale è ricorso ai vigilantes. In macchina, di notte, batteranno centro e periferia palmo a palmo. Come prescrive la legge potranno intervenire solo di fronte a un reato. Per il resto, dovranno limitarsi a segnalare «movimenti sospetti». Il servizio durerà fino alla fine dell´anno. Poi bisognerà trovare altri fondi. «In estate abbiamo sperimentato le “ronde” per un mese. I risultati sono stati ottimi. Sono stati sventati almeno quattro furti. Ora speriamo che arrivi anche la collaborazione dei cittadini», dice il sindaco. «Non è questa la strada per rendere la città più vivibile», replicano dall´opposizione di centrosinistra.

Dall´altra parte, la giunta di Cassina insiste nel cavalcare il tema della sicurezza come «un bene da cui non si può prescindere». Il sindaco, per difendere il suo territorio capolinea della linea Verde del metrò, ha anche deciso di aumentare le telecamere di videosorveglianza. E presto tutti gli edifici comunali saranno dotati di antifurti collegati alle centrale operativa delle guardie giurate.

(10 novembre 2009)

Fonte: http://milano.repubblica.it/dettaglio/guar…e-ronde/1775679

Ronde, le regole del Viminale: no a divise e simboli politici

Ronde, le regole del Viminale: no a divise e simboli politici

Polemiche per le ”ronde nere” del Msi

Il regolamento del ministero dell’Interno sarà varato dopo l’approvazione del ddl sicurezza. Per partecipare alle ronde necessaria l’iscrizione ai registri delle procure, azioni coordinate dalla polizia locale. Priorità a guardie giurate ed ex appartenenti alle forze dell’ordine. Vietati nomi e richiami ai partiti politici: decisione resa esplicita dopo la presentazione della Guardia Nazionale del Partito Nazionalista Italiano. La replica: «Siamo una onlus registrata e apolitica». E il caso arriva anche sulla stampa straniera.

Avanti tutta con le ronde, ma con regole precise che vietino ogni richiamo a partiti o movimenti politici. Questo il senso del regolamento che verrà licenziato dal ministero dell’Interno una volta che il ddl sicurezza sarà definitivamente approvato in Parlamento: le associazioni dei volontari – le ronde – non potranno utilizzare divise o utilizzare nomi e simboli che riportino a partiti politici. Sarà vietato anche l’uso di armi, corde, manette. Così come sarà proibito l’ingresso nelle associazioni a persone con precedenti penali.

Una precisazione che arriva a stretto giro dalla presentazione a Milano della Guardia Nazionale di Gaetano Saya, fondatore del Msi-Dn e presidente del Partito Nazionalista Italiano. Su quelle che sono state già ribattezzare “ronde nere” è stata aperta un’indagine dalla Procura di Milano, tramite la Digos ed è attesa la formalizzazione da parte del procuratore aggiunto Armando Spataro dell’accusa di violazione della legge Scelba del 1952 nei confronti dei promotori e organizzatori del movimento. I reati contestati dovrebbero andare dall’apologia del fascismo alla ricostruzione del partito fascista.

Il timore, secondo i responsabili di quella che precisano essere «una onlus regolarmente registrata, come prescrive la legge», sarebbero infondati. Ma la divisa – camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale, basco o kepì grigio con il simbolo dell’aquila imperiale romana, la scritta «SPQR» e il motto «Domine dirige nos», elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e torcia elettrica di metallo nero – e i simboli apposti su di essa – l’aquila imperiale e il sole nero – unitamente alle radici di destra dell’organizzazione lasciano spazio a dubbi.

Stando ai propositi dal governo, le ronde dovranno limitarsi a «segnalare» situazioni di pericolo e non a procedere a controlli sulle persone o ad arresti – sebbene, in realtà, l’articolo 383 del codice di procedura penale preveda per i privati cittadini la possibilità di effettuare arresti in caso di flagranza di reato -: da qui l’esigenza per il Viminale di fissare modalità di selezione, che dovrà essere ufficializzata con l’iscrizione a un apposito registro gestito dalle prefetture, e indicazioni per la formazione dei gruppi, che saranno composti da 3-5 persone, con priorità a guardie giurate ed ex membri delle forze dell’ordine comunque disarmati. Le ronde lavoreranno sotto il coordinamento dalla Polizia locale, per evitare che possano interferire con l’azione delle forze dell’ordine o agire di propria iniziativa, travalicando i limiti di impiego imposti. Chiaro quindi l’intento di evitare che associazioni di privati cittadini prendano il posto di poliziotti e carabinieri. Ma anche di bloccare la preoccupante possibilità che si possano istituire gruppi di derivazione politica, che saranno così messi «fuori legge».

Non ci sta però la Guardia Nazionale, che sul proprio sito chiarisce la sua posizione chiamando in causa proprio il partito del ministro dell’Interno: «La Guardia Nazionale Italiana ha le stesse identiche caratteristiche statutarie, giuridiche ed amministrative della Guardia Nazionale Padana (associazione Padana del Partito Politico denominato LEGA NORD). Quindi mentre la Guardia Nazionale Padana, agisce ed opera nelle manifestazioni politiche della Lega Nord nel territorio così detto PADANO, la Guardia Nazionale Italiana agisce ed opera nelle manifestazioni politiche del Partito Nazionalista Italiano, sull’intero territorio Nazionale».

Il dibattito – così come l’indagine della Procura – è aperto. E ha solleticato anche l’attenzione della stampa estera: un articolo dell’Associated Press ha già fatto il giro di numerose testate internazionali, tra cui gli americani New York Times e Washigton Post, non esita a ricollegare li membri della Guardia Nazionale alle “camice nere” di Mussolini. Per meglio illustrare la vicinanza alle squadre fasciste, il britannico Daily Mail propone addirittura un diretto confronto fotografico.

15/06/2009 Fonte: http://www.agenziami.it/articolo/3894/Rond…mboli+politici/


SICUREZZA: RONDE NERE NON SI FERMANO E CERCANO VOLONTARI, AVVOCATI E MEDICI

SICUREZZA: RONDE NERE NON SI FERMANO E CERCANO VOLONTARI, AVVOCATI E MEDICI

(Adnkronos) – La Gni si dice pronta, poi, alla “promozione e coordinamento di iniziative di responsabilizzazione civica, di moralizzazione e di convivenza tra gli italiani, anche prestando la propria assistenza ai cittadini al fine di garantire agli stessi la possibilita’ di partecipazione democratica a manifestazioni pubbliche, convegni e congressi organizzati da movimenti, partiti ed associazioni”. E ad “agevolare la partecipazione e l’aggregazione dei cittadini alla vita civile, sociale e culturale, contribuendo alla formazione dei progetti di sviluppo civile e sociale della comunita’ Italiana attraverso la partecipazione attiva dei suoi soci”.
L’organizzazione promette poi di potersi organizzare “in raggruppamenti regionali-provinciali per il raggiungimento di particolari scopi, e cioe’ in organizzazioni di volontariato, per i servizi socio-assistenziali, in organizzazioni culturale per la divulgazione della lingua Italiana e delle tradizioni Italiane, dalle origini dell’Impero Romano ai giorni nostri, per la protezione civile, in gruppi sportivi per promuovere ed attuare le discipline sportive riconosciute dal Coni, organizzazioni di vigilanza, antincendio, protezione boschivo-forestale, eco-ambientale, ittica, zoofila, beni culturali, con rilascio da parte del Prefetto e/o Presidente della Provincia di Decreto di Guardia Particolare Giurata”.
Senza dimenticare il “servizio ambulanze e soccorso stradale, elisoccorso, il supporto enti istituzionali per varie tipologie di attivita’, la costituzione e organizzazione di gruppi cinofili, di gruppi operativi mobili”. E ancora: “Gli Agenti, Ufficiali, Funzionari e Dirigenti della Guardia Nazionale nominati dal Presidente nei gruppi di vigilanza- si precisa poi- sono Guardie Particolari Giurate Volontarie da non ritenersi come Istituti di Vigilanza o Organi di Polizia Statale”.

15/06/2009 Fonte: http://www.libero-news.it/adnkronos/view/137607

Padova, scontro fra ronde e no global immigrati contro le casacche di An

Padova, scontro fra ronde e no global immigrati contro le casacche di An

Giovani di un centro sociale a contatto col presidio del Carroccio Due straniere chiedono ai “vigilantes” di rimuovere il simbolo “Destra veneta” Padova, scontro fra ronde e no global immigrati contro le casacche di An L’accusa dei leghisti: “Ci hanno offeso e spintonato. Alla fine è intervenuta la polizia” Critico il sindaco: “Le forze dell’ordine ora devono proteggere i ‘rondisti’, anziché i cittadini”

28/02/2009) Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=669757

CAZZOLA (PDL), VIGILANTI OPERANO DA SEMPRE: NESSUNO HA MAI INVOCATO IL VENIR MENO DELLO STATO DI DIRITTO

CAZZOLA (PDL), VIGILANTI OPERANO DA SEMPRE: NESSUNO HA MAI INVOCATO IL VENIR MENO DELLO STATO DI DIRITTO

IN TUTTE LE FILIALI DI BANCA È PRESENTE UN VIGILANTE ARMATO

(21/02/2009) – “La polemica della sinistra contro le c.d. ronde antistupro (e non solo) è talmente assurda da sembrare persino incredibile” lo afferma in una nota il Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera, on. Giuliano Cazzola. “Per rendersene conto – aggiunge – basta guardarsi attorno con un briciolo di onestà intellettuale. Nelle manifestazioni sindacali e politiche intervengono da sempre agguerriti servizi d’ordine promossi dalle organizzazioni promotrici per le quali è un punto d’onore evitare il coinvolgimento delle forze di Polizia (alle quali spetta pur sempre il compito di mantenere l’ordine pubblico). I bravi Comuni dell’Emilia rossa si vantano giustamente di affidare compiti di supplenza civile (si pensi alle ronde di pensionati davanti alle scuole o nei giardini pubblici in funzione antispaccio) ad associazioni con finalità sociali o a vere e proprie Onlus di ex carabinieri o poliziotti. Ma c’è di più. In tutte le filiali di banca è presente un vigilante armato. Così nelle stazioni ferroviarie dove pure opera un reparto speciale della Polizia di Stato. E che dire degli enti e delle amministrazioni pubbliche? Nelle portinerie e ai piani degli uffici pubblici lavorano dei vigilantes privati dipendenti da società all’uopo convenzionate. E di fatto svolgono i compiti che una volta spettavano agli uscieri. Tutte queste funzioni sussidiarie vengono effettuate quotidianamente sotto i nostri occhi senza che nessuno invochi il venir meno dello Stato di diritto”.

Fonte: http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotiz…138&idsezione=1

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